In queste settimane la Commissione Albo degli Odontoiatri Nazionale ha superato i primi cento giorni di mandato. I vari Ddl proposti in questi mesi dal Governo hanno creato tensione tra Federazione e politica. Tensioni che interessano non solo i medici ma anche i dentisti alle prese con nuove norme che complicherebbero l'esercizio della professione oltre a quelle che servirebbero a tutelarle ma non arrivano.
Su questo ed altro ne abbiamo parlato con il presidente CAO Giuseppe Renzo cominciando nel cercare di conoscere il lavoro della CAO nazionale.
Presidente Renzo, come vi siete organizzati al vostro interno, come vi siete suddivisi i compiti e ne avete affidati ad altri presidenti CAO esterni?
La CAO Nazionale ha sempre perseguito la politica del coinvolgimento di tutti i presidenti CAO nell'esame delle questioni rilevanti per la professione. La maggioranza degli stessi, anche in passato, ha sempre fornito un importante e indispensabile contributo diretto o mediato di idee e proposte.
Da noi non vige il paradigma: presenza e nomine in funzione di riconoscimenti e prebende. Anzi, il più delle volte ci si ritrova con stimoli e critiche costruttive derivanti da Presidenti che ritengono di non ricoprire incarichi, e confesso che in molti casi sono le più articolate tra le proposte che nel tempo sono pervenute.
Eccezioni esistono, ma rimangono confinate ad una stratta minoranza che ricerca visibilità e riconoscibilità. La maggioranza dei presidenti accoglie queste manifestazioni con benevola sopportazione, se non travalicano norme e regole.
A questo proposito voglio segnalare che già nel prossimo fine settimana (9/10 Ottobre) si riunirà l'Assemblea dei Presidenti CAO a Milano con all'o.d.g. le problematiche della crisi dell'assistenza sanitaria e del SSN, i temi della formazione professionale e del corretto accesso ai corsi di laurea , pubblicità in sanità ed altri importanti temi.
Ci racconta come lavorate, ogni quanto tempo vi riunite?
E' un continuo scambio di opinioni ed interessanti tesi, non occorrono continue riunioni tra CAO Nazionale e presidenti CAO Provinciali ( oltre alle riunioni assembleari istituzionalizzate).
La CAO Nazionale viene convocata in ogni occasione utile e se necessario anche in termini di urgenza; posso dirle che l'impegno è gravoso e che, però, mai nessuno si è sottratto a questo.
Riunioni con gruppi di lavoro non solo in occasione delle assemblee sono consuete e per tematiche specifiche. Premesso che non abbiamo l'abitudine di conferire "medaglie di cartone" su temi cogenti siamo da sempre presenti ( Codice Deontologico / pubblicità / riforme ecc.).
La CAO Nazionale sta già formando specifiche Commissioni che l'affiancheranno proprio su questi temi e su quello della riforma degli ordinamenti delle professioni sanitarie proprio allo scopo di coinvolgere e di avvalersi dell'apporto di tutti i presidenti che forniranno disponibilità a lavorare escludendo chi ha già dimostrato di rincorrere riconoscimenti e non altro.
Un esempio vale per tutti: Il Ministero della Salute ha chiamato la CAO Nazionale allo svolgimento di un importante compito insito nello stesso ordinamento: vigilare sulla liceità e corrispondenza delle Raccomandazioni Cliniche in Odontoiatria in via di revisione, alle norme Deontologiche.
Un incarico che la CAO Nazionale assolverà con il consueto rigore, garantendo il prevalere dell'interesse generale contro eventuali conflitti d'interessi a tutela del diritto alla salute esercitato e garantito dai Medici Odontoiatri a tutti i cittadini.
I colleghi con me impegnati nel contesto dei gruppi di lavoro formati ad hoc dal tavolo ministeriale (Alessandro Zovi, Raffaele Iandolo, Sandro Sanvenero, Brunello Pollifrone, Stefano Almini, Roberto Gozzi ed il prof. Giuseppe Lo Giudice) sapranno fornire puntuali risposte , ben consci dell'importanza e delle finalità che tali raccomandazioni hanno assunto oltre che nell'esercizio quotidiano , anche nel malaugurato contenzioso tra le parti e di fronte ad organismi terzi.
Indubbiamente le questioni da seguire non vi mancano, da quelle storiche su abusivismo, questione che la politica sembra aver dimenticato, alle ultime legate ai vari progetti di legge che toccano la sanità. Quali quelle più critiche che state seguendo?
La CAO Nazionale segue in sintonia con tutta la Federazione le problematiche legislative più direttamente riguardanti la professione mi riferisco in particolare ai provvedimenti sulla norma sull'appropriatezza delle prestazioni, sulla responsabilità professionale e sulla riforma degli ordinamenti delle professioni sanitarie. Un'attenzione particolare poi è anche indirizzata ai temi più specifici come quelli relativi alla auspicabile, definitiva approvazione del disegno di legge sulla riforma dell'art. 348 c.p. concernente la repressione dell'esercizio abusivo della professione.
Mi si lasci dire, ben consapevole che quanto dirò sarà elevato a polemica: il tema almeno per noi è sempre aperto (una ferita sanguinante) e non consentiremo una sottovalutazione del problema o che in nome di una malintesa realpolitik si possano prevedere sanatorie o riconoscimenti di usi e abusi.
Da qualsiasi parte queste proposte pervengono, ne siano certi gli stessi propositori o soggetti interessati, ci troveranno ben determinati a non farle passare.
Si tratti di politici, amministratori, rappresentanti associativi di minoranza alla ricerca di temporanea visibilità o conniventi, prestanomi o incaricati protempore dalla politica, la parte sana (la stragrande maggioranza) della professione risponderà con fermezza e non permetterà l'istituzione di una nuova figura professionale in sanità: l'odontoprotesista.
Siamo circa 61.000 iscritti agli albi e, quindi, rappresentiamo un peso numerico enorme (questo interessa a molti politici...) soprattutto se consideriamo anche tutto l'indotto che è collegato alle nostre attività e che potremmo "schierare in battaglia".
Non ci lasceremo scippare la nostra bella professione da mestieranti, da commercianti della salute o da terzi lucranti.
Bisogna preoccuparsi piuttosto di rispondere al dovere dell'esercizio della responsabilità traducendo in fatti le insopportabili chiacchiere e promesse sull'emanazione del regolamento nazionale sui requisiti minimi strutturali degli studi libero professionali.
Qualcuno, ed io tra questi, potrebbe supporre che non si vogliono regole certe perché le stesse limiterebbero l'esercizio del prestanomismo e abusivismo ? Ovvero per favorire i gruppi di potere economico che vogliono fare business ?
Altro che affermare: "ma un tempo così si faceva all'interno degli studi; si lasciava al tecnico la presa dell'impronta o la prova del manufatto protesico !"
Un comportamento illecito posto in atto da una squalificata minoranza di pseudodentisti non può essere usato per emanare una sanatoria.
Particolare attenzione, anche se non sono temi direttamente oggetto di provvedimenti legislativi, è poi riservata al tema delle regole per l'accesso ai corsi di laurea, le strutture universitarie fatiscenti o inesistenti ed i corsi di laurea loucoste sulla libera circolazione dei professionisti nella U.E.
Spesso l'Ordine è in prima linea su battaglie sindacali, però il vostro compito dovrebbe essere quello di tutelare il cittadino e non gli iscritti. Si può sostenere il bene del professionista e tutelare la salute dei cittadini da pratiche e comportamenti non corretti degli iscritti?
Si è vero, spesso non si comprende che il ruolo dell'Ordine è diverso da quello delle associazioni sindacali: i problemi affrontati possono essere anche gli stessi ma diverso deve essere l'approccio ai temi. Il sindacato, giustamente, deve tutelare gli interessi, anche contrattuali, dei propri iscritti mentre l'Ordine, quale organo ausiliario e non smetterò mai di puntualizzarlo, è chiamato a tutelare la salute pubblica e contestualmente il decoro e la dignità della professione.
Siamo profondamente convinti che i due interessi vadano di pari passo. Non ci potrà mai essere vera tutela della salute se i medici e gli odontoiatri sono emarginati dalle scelte riguardanti la sanità e sono ridotti a puri esecutori di ordini provenienti da burocrati o da manager che non sanno nulla del rapporto medico paziente.
Abbiamo già parlato degli Stati generali e dell'appello al fine che anche i dentisti italiani sostengano i colleghi medici nella battaglia contro i presunti tagli del SSN. Ci sono novità? Sarà indetta la mobilitazione o pensa che la concertazione con il Governo porterà ad una soluzione condivisa?
Questo argomento è di strettissima attualità e gli odontoiatri stanno dando il loro apporto di idee e proposte per raggiungere gli obiettivi che costituiscono il vero motore della mobilitazione in atto.
Siamo convinti che non spetti agli Ordini la tutela degli interessi contrattuali mentre spetta loro il compito fondamentale di rivendicare la centralità del medico e dell'odontoiatra sia all'interno del SSN sia in tutti gli ambiti in cui vengono svolte le prestazione sanitarie.
In questi giorni si decideranno le forme più opportune per dare concreta attuazione allo stato di mobilitazione e sono convinto che il punto di vista della Federazione e di tutta la professione sarà compreso e auspicabilmente condiviso dal Governo e dalla parte pubblica in generale.
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