Commentando l’articolo sull’apertura di un novo ambulatorio odontoiatrico a Firenze, Alexander Peirano (CAO Firenze) pone delle riflessioni sulle scelte del SSN
Gentile direttore,
Colpisce nell’articolo pubblicato sul Venerdì di Repubblica del 4 ottobre il taglio dato all'illustrazione del nuovo centro di odontoiatria pubblica che nasce a Firenze a villa Margherita. Ho letto che ne ha accennato anche lei nel suo DiDomenica.
Mi auguro che tale taglio sia frutto di una visione personale di colui che scrive e che non rappresenti il punto di vista dell’Azienda sanitaria. Mi riferisco all'affermazione di una sanità pubblica "che osa sfidare i privati".
Non credo che questa iniziativa, preziosa per l’odontoiatria e per la sanità pubblica, debba trasformarsi in una sfida ai privati.
Coloro che la intendono tale sicuramente non sono a conoscenza dei complessi problemi dell’odontoiatria italiana.
Il 95% del servizio sanitario odontoiatrico è coperto dalla odontoiatria privata che con la sua diffusa capillarità ed un rilevantissimo indotto di lavoratori (ai quali sarebbe meglio non chiedere il giudizio su questa dichiarazione di "guerra"), assicura qualità e servizio in un modo che si può definire eccellente ,il 5% della sanità odontoiatrica e gestito dalla sanità pubblica.
Dunque non ha senso parlare di sfida.
Avrebbe più senso parlare di integrazione fra il servizio pubblico e i privati ma questa è davvero una sfida culturale ed, in tutta evidenza, non sono questi gli interlocutori preparati a raccoglierla.
Cosa comporta questa lacuna “politica“ ma soprattutto culturale?
Comporta il fatto che dopo 10 anni di "lavoro", con uno stanziamento imponente di denaro pubblico (7,6 milioni di euro ) siamo riusciti ad avere la promessa che villa Margherita apra il 15 ottobre (data che spero non slitterà come le numerose altre date comunicate negli anni passati), ma nulla sappiamo ancora come questo centro funzionerà.
Non sono comunque bastati 10 anni per aver chiaro se il personale sanitario, quello amministrativo necessario al funzionamento di questo centro sia già stato previsto e già disponibile o se invece, come è probabile, si farà riferimento al personale esistente a spese di un territorio che non ha bisogno di essere depauperato di servizi odontoiatrici.
Non si dice nel articolo il costo orario di manutenzione e di esercizio di questa struttura che a breve verrà inaugurata.
Da rapidi calcoli, fatti personalmente, un costo orario approssimativo della struttura potrebbe essere di circa 70 Euro, se a questo costo orario si aggiunge il valore del ticket pagato (ad esempio per una otturazione), considerando che mediamente sono necessari circa tre quarti d’ora per completare questa prestazione e per ripristinare l’agibilità del locale dopo le necessarie indispensabili disinfezioni, vedremo facilmente come il costo medio di quest’operazione non si discosti di molto dal costo medio di un’analoga operazione fatta dal dentista privato solamente che in questo caso una parte dei costi se le accolla la collettività e solo una parte rimane a carico del paziente
Ma la collettività ha già pagato 7,6 milioni di euro per la messa in pristino dei locali di villa Margherita ed allora vorremmo porre la domanda ai valorosi combattenti contro l'odontoiatria privata se economicamente questa non sia una vittoria di Pirro e la notizia non sia destinata più alle pance della gente che a festeggiare una ragionevole novità
Un'altra domanda viene spontanea: perché non si è ritenuto le attuali strutture odontoiatriche pubbliche nel territorio di Firenze degne di una adeguato ammodernamento?
Inoltre, come si pensa di organizzare, dopo 10 anni di riflessione, l’arrivo, l’eventuale parcheggio, la mobilità per i pazienti con criticità nell'area di villa Margherita?
Insomma siamo proprio sicuri che tutte queste energie andavano spese nella direzione di una sfida ai privati invece che di un servizio alle persone con fragilità economica fragilità sanitaria fragilità sociale che hanno diritto ai servizi odontoiatri e che davvero non hanno la possibilità di avere quel servizio cui avrebbero diritto anche per i Lea in regione Toscana?
Ogni struttura nuova è un nuovo centro di potere ma forse non è di questo che abbiamo tutti noi cittadini bisogno.
Avremo visto volentieri una integrazione tra moderni studio odontoiatrici pubblici sparsi nel territorio e gli ambulatori privati per organizzare una rete di sentinelle della salute su obbiettivi di volta in volta definiti dalla regione ad esempio l’ipertensione, il diabete, la prevenzione dei tumori del cavo orale e con detrazioni fiscali e rimborsi alle fasce più deboli.
Avremmo preferito meno demagogia e più attenzione verso la popolazione fragile.
Dott. Alexander Peirano, presidente CAO Firenze
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