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08 Novembre 2019

Detrazione solo se pagata con il Pos, qual è il reale fine della norma?

Lo chiede il dott. Mele che nota come il rischio sia quello di incrementare il nero, ma anche come il fine del Governo possa essere quello di controllare le spese del cittadino e non gli incassi del dentista 


Egregio Direttore,

A quanto pare dal prossimo anno le spese mediche effettuate presso studi privati dovranno essere tracciabili, quindi sostenute con bancomat, carte di credito, bonifici o assegni. Pena la loro non detraibilità. Teniamo conto che, tra le numerose detrazioni previste dalla normativa fiscale italiana, quella delle spese sanitarie rappresenta la tipologia più utilizzata.

Spero che questa decisione sia soltanto frutto di stupidità, ma non ne sono del tutto convinto. Le spese sanitarie, oltre ad una sostanziosa detraibilità, hanno sempre avuto la caratteristica di essere esenti da IVA, e per tali motivi corrono molto meno il rischio dei pagamenti “in nero” rispetto ad altre prestazioni di professionisti ed artigiani, la cui pesante componente dell’IVA e la modesta se non impossibile detraibilità fiscale hanno talvolta generato questo tipo di comportamento. La prestazione senza fattura, in questi casi, avvantaggia entrambe le parti: il prestatore d’opera, perchè riscuote somme sulle quali non paga le tasse, il committente perchè ottiene comunque la prestazione concordata, ma risparmiando sull’IVA.Nel caso delle prestazioni sanitarie tutto questo non esiste, perchè la stessa IVA non esiste.

L’unico strumento a disposizione del professionista sanitario sarebbe quello dello sconto consistente sulla propria tariffa. Strada peraltro oggi più che mai in salita, vista la pesante componente delle spese per la produzione del reddito, che impedisce di abbassare le tariffe, pena un’attività improduttiva, sotto l’occhio vigile della Amministrazione finanziaria.

Inoltre, nel caso delle spese odontoiatriche, la maggior parte dei pazienti paga le singole prestazioni; quindi si tratta di somme modeste che più facilmente possono essere saldate in contanti. E poi, alla fine della fiera, è proprio il fatto che il paziente mette in detrazione la sua spesa sanitaria presso il libero professionista a certificare il percorso corretto che hanno avuto i suoi soldi, contanti o non contanti. Né mi meraviglierei che queste nuove disposizioni ottengano l’effetto contrario, cioè una maggiore propensione al non fatturato. 

Quindi, non esistono motivi plausibili per avere immaginato tali nuove regole, se non quelli legati alla pervicace volontà di costringere i cittadini ad eliminare il contante, puntando sul ricatto della non detraibilità delle uniche spese detraibili facilmentequelle sanitarie. Peccato che siano quelle meno voluttuarie e spesso legate alla impossibilità del Servizio Nazionale di fornire prestazioni in tempi certi e ragionevoli.

A meno che… 

A meno che quella che sembra stupidità non nasconda qualcosa di più subdolo, e cioè la volontà di controllare non gli incassi dei sanitari liberi professionisti bensì le spese dei cittadini, ritenendoli tutti potenziali evasori e detentori di somme non dichiarate al fisco.

Somme che, evidentemente, vengono ritenute idonee non per comprarsi un paio di scarpe nuove o fare il regalino ai nipoti, ma per pagarsi una visita dall’otorino o dal dentista. Salvo poi accettare che gli stessi contanti “dubbi” vengano usati in farmacia o negli ambulatori pubblici. E dimenticandosi, come sempre, delle grosse somme di denaro che girano ancora indisturbate per il nostro paese e che servono per attività ben più illecite e pericolose.

Ma, si sa, I vizi dei ricchi e dei grandi vengono scambiati per errori; e quelli dei poveri e gli umili, per reati.” (Lady Marguerite Blessington) 

Se proprio il governo intenderà perseverare su questa strada, osservo che quando nasce una nuova legge è buona regola precisare quali leggi e disposizioni precedenti vengono abrogate. In questo caso, dato che le spese e le relative detrazioni si ritroveranno direttamente nella dichiarazione dei redditi precompilata dall’Agenzia delle Entrate, è chiaro che dobbiamo contestualmente essere esonerati dall’obbligo dell’invio dei dati del documento fiscale al Sistema Tessera Sanitaria, a questo punto diventato inutile. Non accetterei doverne discutere successivamente, come spesso è successo…. 

Dottor Renato Mele: Rappresentante toscano nella Consulta ENPAM della libera professione

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