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09 Luglio 2020

Dalla valutazione della domanda di salute alla definizione del fabbisogno formativo di professionisti sanitari

Il dott. Campolongo ripercorre i commenti al DiDomenica sulla programmazione dei posti ad odontoiatria e porta il suo tentativo di sintesi che passa, anche, dal potenziamento dell’odontoiatria pubblica di qualità


Il grande pregio degli editoriali di Odontoiatria33 – DiDomenica - è sicuramente il riuscire a stimolare il dibattito attorno agli argomenti trattati, argomenti che il Direttore Maccagno sceglie e propone sempre con grande intelligenza.

L’ultimo editoriale - “Il giovane dentista approssimativamente selezionato, contingentato e dal futuro incerto” - non solleva solo il problema occupazionale dell’odontoiatra neolaureato ma, guardando i titoli degli interventi che ha provocato è possibile cogliere un più ampio orizzonte di interesse.

 L’era delle riforme in odontoiatria … “portare finalmente e in modo serio la discussione sull’Odontoiatria pubblica; aprire i concorsi pubblici agli Odontoiatri e al team odontoiatrico, potenziare gli ambulatori odontoiatrici negli Ospedali, rivisitare le tariffe sulle prestazioni convenzionate col SSN per adeguarle ai tempi emergenziali, ridefinire gli accessi secondo i redditi delle famiglie italiane (che subiranno pesanti modifiche da questa pandemia), ridefinire il fabbisogno delle “strutture ambulatoriali” del territorio …” è quanto auspicato da Alessandro Nisio: Presidente CAO Bari, Componente CAO Nazionale 


Numero programmato: la posizione del Collegio dei Docenti e del CPCLOPD … “in questi giorni abbia ritenuto di stigmatizzare la proposta, francamente bizzarra, se volgiamo usare un eufemismo, di attivazione di un ulteriore corso di laurea a partire dall’aa 20-21”… problema sollevato da Roberto Di Lenarda Presidente del Collegio dei Docenti e da Lorenzo Lo Muzio Presidente CPCLOPD. 


Posti ai corsi di laurea: divisi tra “mantenitori” o “limitatori” … “manca non solo una programmazione ma anche una visione futura “delle professioni” di odontoiatra” … è la denuncia di Massimo Gagliani dell’Università di Milano. 

Accesso ad odontoiatria: programmazione per garantire il soddisfacimento delle necessità di salute … “La programmazione serve, appunto, per il mantenimento dello “stato di salute” della società … A livello internazionale è stato individuato, quale parametro per valutare lo stato di salute orale della popolazione il ‎DMFT … tale parametro ha raggiunto i "livelli ottimali", stabiliti dall'OMS, a fine anni 90 quando i rapporti tra medici odontoiatri (iscritti all'albo) e popolazione era di 1/1495”… è quanto sostiene Sandro Sanvenero, presidente CAO La Spezia. 

In due giorni, martedì e mercoledì, Odontoiatria33 ha pubblicato ben cinque interventi in un pot-pourri di argomentazioni che invita ad un tentativo di sintesi. 

La quantificazione del fabbisogno di professionisti è un derivato del fabbisogno di salute di una popolazione ed è utile per valutare il fabbisogno formativo delle specifiche figure sanitarie necessarie.

Quindi, come indicato dalla normativa vigente (DLgs 502/92 e s.m.i., art. 6 ter), il fabbisogno di figure sanitarie è valutato tenendo conto:

  • degli obiettivi e livelli essenziali di assistenza (la domanda di salute della popolazione);
  • dei modelli organizzativi dei servizi;
  • dell’offerta e della domanda di lavoro. 

La valutazione della domanda di salute in ambito odontoiatrico, per definire il reale fabbisogno futuro di professionisti sanitari, è difficile da stabilire essendo prevalentemente privata l’assistenza odontoiatrica e il SSN non sembra particolarmente attento a tale problematica. 

Gli obiettivi di salute dovrebbero essere distinti tenendo conto di due aspetti fondamentali: la mission della sanità pubblica e la prevalente componente privata dell’assistenza odontoiatrica. 

Questi due aspetti esprimono infatti esigenze affatto diverse: da un lato (sanità pubblica) rispondere al mandato che deriva dai livelli essenziali di assistenza e dall’interesse ai problemi di salute della comunità (prevenzione) e dall’altro (componente privata dell’assistenza) dal prevalente interesse alla salvaguardia della salute orale del singolo, più frequentemente, adulto (assistenza). 

Per quanto riguarda gli obiettivi di salute comunitari va rilevato che oggi, in Italia:

  • la prevalenza della patologia cariosa nella popolazione porta a considerare l’intera popolazione infantile come potenzialmente a rischio di carie e, pertanto, bisognosa di interventi preventivi;
  • i servizi odontoiatrici di comunità sono quasi totalmente assenti sul territorio nazionale, rendendo ancora più difficile l’attuazione di programmi di prevenzione puntuali ed efficaci;
  • le modalità, adottate a livello regionale, per la presa in carico odontostomatologica del paziente pediatrico, sono disomogenee per tipologia di servizio, per caratteristiche dei beneficiari e, soprattutto, in termini di organizzazione e di figure professionali dedicate.   

Volendo analizzare la problematica degli obiettivi di salute in termini di salute orale del singolo e volendo considerare la malattia parodontale come esempio, tra i tanti possibili, colpisce il dato che circa il 60% della popolazione adulta ne è affetto e che l’11% presenta una forma grave ed acuta (perdita di denti tra i 30-40 anni di età). 

Non dimentichiamo poi che il 50% della popolazione italiana non accede a cure odontoiatriche per problemi economici. 

Il legislatore delega al SSN il raggiungimento degli obiettivi di salute ritenuti indispensabili per la comunità e individua le prestazioni necessarie per tale scopo, vale a dire, individua i livelli essenziali di assistenza.  

Utile ricordare che esistono “principi costituzionali non negoziabili” in materia di salute e sanità: diritto alla salute, universalismo del servizio sanitario nazionale, compatibilità con la finanza pubblica. 

Quanto sommariamente ricordato per sottolineare che quando si parla di fabbisogno di salute della popolazione il dato relativo al 95% dell’assistenza erogata dal privato non sembra così coerente con i citati principi costituzionali. 

Recentemente il Collegio dei Primari Ospedalieri è intervenuto su Odontoiatria33 richiamando l’attenzione sulla necessità di affrontare la fase 3, la ripartenza dopo la pandemia Covid19, con la capacità di passare dalle parole ai fatti: individuare le modalità di realizzazione concreta e operativa di orientamenti teorici e organizzativi da tempo condivisi – prevenzione, integrazione ospedale territorio, cure primarie e gestione della cronicità – e di assicurare che gli interventi siano accompagnati, in via continuativa, dalle risorse necessarie. 

È, se vogliamo, quanto auspicato dal Presidente CAO di Bari: “… portare in modo serio la discussione sull’Odontoiatria pubblica, ridefinire il fabbisogno delle “strutture ambulatoriali” del territorio e ridefinire gli accessi secondo i redditi delle famiglie italiane …”. 

Condividere questa modalità significa anche favorire l’accesso degli odontoiatri ai concorsi pubblici con il solo requisito della laurea specialistica attivandosi perché questo si realizzi, significa analizzare pragmaticamente la realtà del territorio individuando tra le tante priorità quella sulla quale investire per efficacia e sostenibilità. 

Noi riteniamo che il livello essenziale di assistenza, da assicurare da parte della organizzazione sanitaria pubblica (SSN) e garante di efficacia e sostenibilità sia prioritariamente un programma nazionale di promozione e prevenzione odontoiatrica primaria e secondaria in età evolutiva (3-14) rispetto al quale si misurano, nella condivisione degli obiettivi tra odontoiatri e igienisti dentali, la reale volontà di collaborare. 

Sulla base di una offerta odontoiatrica pubblica di qualità, è possibile rispondere alla domanda di salute in modo appropriato e sostenibile, assicurando nel contempo il fabbisogno professionale di odontoiatri e igienisti dentali, favorendo una corretta analisi del reale fabbisogno formativo dei professionisti sanitari

.Sarà possibile individuare un modello previsionale regionale basato sull’analisi di diversi parametri:

  • la popolazione attuale e futura;
  • domanda per 100.000,ü  professionisti attivi;
  • flussi in uscita (pensionamento, morte);
  • flussi in entrata (tasso di successo scolastico, neolaureati, attivabili). 

Se questo è il momento più adatto per pensare e per realizzare la sanità del futuro è necessario superare tante polemiche ed errori del passato e cercare, tutti assieme, a vario titolo, di dare una risposta alla domanda che pone Maccagno: “quali sono le basi su cui si deve individuare il numero di odontoiatri che potranno lavorare in Italia tra almeno 6 anni?  

Fulvio Campolongo: Segretario Collegio Italiano Primari Ospedalieri Odontoiatria Odontostomatologia Chirurgia Maxillo Facciale – ANPO

 
 

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