Per il dott. Massimo Corradini questa è una incongruenza. Le sue riflessioni ripercorrendo le tappe che hanno portato l’istituzione della professione odontoiatrica
Leggo il “DiDomenica” del 21 novembre 2020. Al solito sempre temi molto interessanti, spesso punto di partenza per ulteriori riflessioni.Pandemia Covid e tamponi a prescindere, il tema sollevato circa “ l’Odontoiatra Medico”, solleva palesemente un altro tema.Se l’Odontoiatra è certamente un medico, specialista ab inizio per qualcuno, è altrettanto vero che il Medico non è più un Odontoiatra. Questa asimmetria è quantomeno strana.
Infatti l’Odontostomatologia è una branca interdisciplinare all’Odontoiatria e alla Medicina.Medico-Chirurgo e Odontoiatra sono qualifiche professionali sanitarie distinte, ma interdisciplinari.
Titoli peculiari, percorsi formativi specifici, con lauree diverse e Albi separati. Ma frequenti e ovvie le afferenze interprofessionali e le condivisioni di competenze.
Come già tra Medico e Psicologo, e anche tra Ingegnere e Architetto, Avvocato e Commercialista ecc.
Certo che il Dentista post 1985 non è più il Medico, ma il Medico ante 1985 è anche Dentista e comunque ogni Medico è sempre Stomatologo. In Italia il professionista sanitario abilitato per l’esercizio dell’attività di Dentista coincide con il Medico sino al 1985, anno di recepimento delle Direttive Europee “Dentisti” del 1978.
Poi la Legge n.409/’85 istituisce in Italia la Professione di Odontoiatra: anche l’Odontoiatra, quindi, cura legittimamente bocca e denti.
Dopo il 2000 però si esaurisce il principio di interdisciplinarità della stomatologia tra Medici e Neo-Dentisti (Odontoiatri) e la L. 409/’85 viene addotta per sostenere che SOLO l’Odontoiatra cura la bocca.
Addirittura sospendendo, ma di fatto sopprimendo le scuole di specialità post-laurea in Stomatologia per Medici. Non pochi sono stati i Medici accusati di esercizio abusivo della professione odontoiatrica: quasi tutti assolti, ma recentemente c’è stata anche una condanna. Proprio gli odontoiatri, quelli nelle CAO, ANDI, AIO, fin dagli anni ‘90 hanno negato e combattuto questo principio di interdisciplinarità, sostenendo addirittura l’autonomia ordinistica con tanto di Ordine Autonomo e proponendo anche un Codice Deontologico autonomo, ove si leggeva che “l’odontoiatra persegue la separazione ordinistica”.
Perché quindi stupirsi se qualcuno oggi teme …. chi li ferma più?
Concludo che sono assolutamente favorevole al contributo degli Odontoiatri nella diagnostica Covid e risulta assurdo negare loro la potestà di certificazione di esito tampone, così come trovo assurdo sostenere l’esclusività di potestà di diagnosi/ cura del dente solo all’odontoiatra.
Dott. Massimo Corradini – Trento
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