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13 Maggio 2021

Legge Lorenzin ed il ‘’salto esponenziale’’ del ruolo delle CAO

Per il presidente CAO di La Spezia, la sentenza del Consiglio di Stato sulla vicenda di Brescia apre nuove possibilità di controllo delle CAO sulle società


Gentile Direttore, le motivazioni attraverso cui i Giudici, di varie giurisdizioni, argomentano le proprie sentenze consentono di tratteggiare appieno il “salto esponenziale” che la cd. Lorenzin ha fatto fare agli Ordini, in generale, ed alla CAO in particolare; ruoli, competenze ed ambiti operativi che non paiono ancora ben compresi nella loro portata in quanto siamo tutti indotti a concentrarci, solamente, sull’esito del fatto specifico e non il quadro generale posto a fondamento dell’aspetto decisionale che è, necessariamente, particolare.

La recente sentenza del Consiglio di Stato n.3199/2021 ne è un esempio: ciò che viene “recepito” è il fatto specifico che una società odontoiatrica (non iscritta all’albo) ha diritto ad accedere agli atti della CAO inerenti eventuali altri procedimenti su tipologie identiche a quelle che l’hanno riguardata direttamente. 

In realtà le motivazioni, poste alla base dell’accoglimento di tale richiesta, si collocano perfettamente all’interno di quello che risulta essere “l’ambito operativo” delle Commissioni di Albo – Ordine dei Medici, ambito che era già leggibile dalla “visuale specifica” di altre sentenze. Anche rimanendo nel solo ambito amministrativo (ricordando che l’Ordine è una pubblica amministrazione, appartenente al sistema ordinamentale dello Stato, esercitante funzioni pubbliche imputabili all’apparato statale), lo stesso Consiglio di Stato, con sentenza n.7932/2019, analizzando il nuovo quadro ordinamentale introdotto dalla “Lorenzin”, aveva già evidenziato come “la categoria professionale odontoiatrica nel suo insieme” è composta da “tutti gli operatori” ed essendo la CAO “l’organo esponenziale di tali interessi” è abilitata ad “attivarsi affinché le regole che governano l’esercizio della professione vengano garantite nel rispetto, da parte di tutti gli operatori,, del prestigio della professione, oltre che delle regole di par condicio e di leale concorrenza”.
All’epoca, il fatto specifico, era il non rispetto da parte di una Società non iscritta dei limiti pubblicitari.

Con le motivazioni poste alla base della sentenza n.3199/2021, riconoscendo il diritto della Società a conoscere “l’avvio di procedimenti disciplinari anche in altre cliniche, svolgenti la medesima attività professionale, considerando che l'Ordine, per sua finalità istituzionale, è deputato a perseguire gli interessi dell'intera categoria, nel rispetto di imparzialità", al di là dell’ovvietà del rispetto dell’imparzialità dell’agire dell’Ordine (mai messo in discussione), si ribadisce quanto già espresso e cioè che tutti i soggetti operanti nel settore odontoiatrico fanno parte di un “unicum funzionale di mercato” che ha nella CAO il proprio rappresentante esponenziale. 

Questo significa che l’operatività è bidirezionale: così come la CAO può agire, richiedendo elementi ai tutti i soggetti (ancorché non iscritti) operanti nel settore, di cui è la rappresentante (così come riconosciuto anche dal Giudice penale di La Spezia, che ha sentenziato il non sussistere il reato di abuso in atti d’ufficio per l’aver “esorbitato” su una Società non iscritta), per il rispetto delle stesse regole di par condicio (e per dimostrare la propria imparzialità di azione, all’interno del settore rappresentato, tra i vari soggetti che lo compongono) una Società, anche se non “formalmente iscritta”, può chiedere “conto” alla CAO, che viene, ulteriormente, legittimata nel proprio ruolo di “rappresentante esponenziale”. 

Sandro Sanvenero: presidente CAO La Spezia

 
 

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