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02 Marzo 2021

INAIL: confermate tutele anche per i lavoratori che rifiutano il vaccino

Non esiste obbligo vaccinale per il COVID, garantita la copertura assicurativa anche per il lavoratore che lo ha rifiutato


Il lavoratore che rifiuta di vaccinarsi deve essere tutelato in quanto il vaccino anti COVID non è un obbligo di legge e INAIL è tenuto alla protezione di tutti i lavoratori vittime d’infortunio sul lavoro secondo le attuali previsioni normative.Ad indicarlo è l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione Infortuni sul Lavoro in risposta ad una richiesta di chiarimenti da parte del Policlinico San Matteo in Liguria che chiedeva se il dipendente che contrare il virus sul luogo di lavoro, ma ha rifiutato di ricevere il vaccino, rimaneva tutelato. 

Per INAIL "Il rifiuto di vaccinarsi, configurandosi come esercizio della liberta di scelta del singolo individuo rispetto a un trattamento sanitario, ancorché fortemente raccomandato dalle autorità, non può costituire una ulteriore condizione a cui subordinare la tutela assicurativa dell’infortunato”. “Sebbene il rifiuto di vaccinarsi non corrisponda al pressante invito formulato da tutte le autorità sanitarie per l’efficace contrasto della pandemia - continua la nota, "questo non preclude in alcun modo, in base alle regole consolidate, l’indennizzabilità dell’infortunio in caso di contagio in occasione di lavoro. Il rifiuto di sottoporsi al vaccino, espressione comunque della libertà di scelta del singolo individuo, non può comportare l’esclusione per l’infortunato dalla tutela INAIL”.  

Come già anche il Garante della Privacy aveva recentemente indicato, anche INAIL ricorda come dal punto di vista legislativo ad “oggi non esiste una obbligatorietà della vaccinazione né per la popolazione in generale né nel Testo Unico l. 81-2008, e neppure nei protocolli anti COVID sulla salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, concordati tra parti sociali e Governo a causa dell'emergenza pandemica per tutti i settori lavorativi, già lo scorso anno”.  

In particolare l’81/08 prevede che “il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misure protettive particolari…tra cui la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente”, ma non prevede l’obbligo del lavoratore di vaccinarsi.  INAIL ricorda, anche, che dal punto di vista assicurativo “la giurisprudenza ha sempre confermato l'obbligo alla copertura assicurativa anche nei casi in cui il lavoratore tenga comportamenti colposi come ad esempio il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Tale comportamento semplicemente esclude la responsabilità dei datori di lavoro ma non esime l'INAIL dalla copertura assicurativa”.  

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