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16 Giugno 2025

Chiusura laboratorio odontotecnico per carenze igienico sanitarie

Il Tar Sicilia conferma la chiusura. Tra le carenze rilevate anche la mancanza di disinfezione delle impronte che arrivano dallo studio, l’assenza di prescrizioni e del progetto tecnico


Odontotecnico smuffola

Un laboratorio odontotecnico siciliano è stato chiuso dalla Guardia di Finanza non solo perché al suo interno è stato appurato lo svolgimento di esercizio abusivo della professione odontoiatrica ma per le carenze igienico sanitarie rilevate.  

I legali del titolare del laboratorio hanno proposto ricorso al Tar Sicilia portando varie argomentazioni.   Il Tar ha confermato la legittimità della chiusura per prevenire rischi per la salute pubblica ricordando, spiega il sito DirittoSanitario.net, che:

  • la nozione di emergenza sanitaria va rettamente intesa come una situazione connotata dalla propagazione di agenti patogeni dannosi per l'uomo o, comunque, a circostanze di fatto in cui la salute fisica dei residenti sia messa in concreto, oggettivo ed accertato pericolo;
  • la locuzione igiene locale, afferisce invece alla salubrità dei luoghi da intendersi, anch'essa, come assenza di situazioni che possano degradare l'ambiente e, conseguentemente, renderlo potenzialmente pericoloso per la vita e la salute umana. 

Queste le carenze rilevate dalla Guardia di Finanza citate nella sentenza del Tar:  

Quelle igienico sanitarie rilevate:  

  • i piani di lavoro, rivestiti in parte con fogli di giornale, risultavano notevolmente impolverati e sporchi, sopra gli stessi erano presenti diversi calchi in gesso con protesi dentarie;
  • risultavano presenti varie attrezzature, anch'esse poco curate sotto il profilo igienico-sanitario;
  • all'interno del servizio igienico risultava presente materiale non inerente all'attività. Si riscontrava, altresì, l'esistenza di un piatto e alimenti per animali;
  • all'interno di un cassetto, poste alla rinfusa, vi erano notevoli impronte dentarie cerate;
  • non si riscontrava presenza di eventuale attrezzatura finalizzata ad attività di disinfezione/sterilizzazione/termosigillatura, in particolare per gli oggetti provenienti dagli studi odontoiatrici che sono entrati in contatto con i pazienti;
  • non si riscontravano ausili necessari alla protezione dell'operatore (DPI).

Le carenze documentali rilevate in particolare riferite alle norme sui dispositivi medici ed in particolare:

  • alle procedure di lavorazione, relative alla costruzione dei dispositivi odontoiatrici, atti a garantire la tracciabilità e la relativa sicurezza al fine di non arrecare rischi per i pazienti;
  • alle prescrizioni odontoiatriche inerenti all'attività in corso;
  • al contratto con ditta autorizzata in merito allo smaltimento dei rifiuti;  

Le carenze documentali riferite all’attività:

  • alla destinazione d'uso del laboratorio;
  • alla segnalazione certificata di inizio attività;
  • all'iscrizione all'albo delle imprese artigiane presso C.C..

Riferite a queste ultime rilevazioni, dalla sentenza emerge che il titolare di laboratorio avrebbe evidenziato “di essere iscritto all'albo delle imprese artigiane presso la C.C. e di aver esercitato tale attività dapprima in un immobile avente destinazione d'uso di "odontotecnico", come risulterebbe dalla denuncia di nuova occupazione e di cessazione del 23 aprile 2014”.  

A questo link la sentenza completa sul sito DirittoSanitario.net. Gli abbonati ad Odontoiatria33 posso accedervi gratuitamente utilizzando le proprie credenziali Medikey.                  


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