Pintus (Confartigianato): “La nostra categoria non chiede privilegi, ma riconoscimento, regolamentazione e chiarezza”
Gentile Direttore, le scrivo perché è arrivato il momento di dire con chiarezza: basta. Come rappresentanti nazionali della categoria degli odontotecnici italiani, chiediamo che venga finalmente riconosciuta la nostra figura come professione sanitaria, ponendo fine a un’attesa che dura da oltre vent’anni e che ha prodotto solo incertezza, disorientamento e perdita di competitività. In questi anni, gli odontotecnici hanno continuato a operare con competenza, innovazione e responsabilità, contribuendo in modo decisivo alla qualità delle cure odontoiatriche. Tuttavia, la nostra figura resta bloccata in una zona grigia normativa, ancora classificata come “arte ausiliaria”, nonostante le trasformazioni profonde che hanno reso il nostro ruolo sempre più tecnico e integrato nella filiera sanitaria.
Un percorso fermo nonostante i pronunciamenti
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 932 del 30 gennaio 2024, ha riconosciuto la legittimità dell’istanza presentata dalle associazioni degli odontotecnici per l’avvio del procedimento di riconoscimento della professione sanitaria, invitando il Ministero della Salute a procedere. Nonostante ciò, a oggi nulla si è mosso. Un immobilismo che diventa ancor più grave se si considera che, già nel 2023, la Direzione generale delle professioni sanitarie del Ministero della Salute – allora guidata dalla Dott.ssa Mariella Mainolfi – aveva espresso parere favorevole all’apertura del tavolo tecnico, sollecitando le Regioni a pronunciarsi.
Il nodo Veneto: un blocco incomprensibile
Tra i casi più emblematici, spicca quello della Regione Veneto, dove da oltre un anno si attende che l’assessore alla Sanità, Dott. Luca Coletto (Costa), trasmetta il parere richiesto dal Ministero della Salute. Un ritardo ingiustificato, che di fatto blocca l’intero iter nazionale. Se confermato, si tratterebbe di una grave inerzia amministrativa, aggravata da un possibile conflitto di interessi, che rischia di configurare una vera e propria ostacolazione alla professione sanitaria degli odontotecnici.
Le sentenze che mostrano l’urgenza di un aggiornamento
Le recenti decisioni giudiziarie fotografano un quadro ormai insostenibile: Il TAR Lazio, con la sentenza n. 2891 del 14 marzo 2022, ha ribadito che la figura dell’odontotecnico “non rientra nell’ambito delle professioni sanitarie”, ma è un’“arte ausiliaria” – definizione ormai anacronistica, risalente a un contesto normativo degli anni ’30. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17164 del 24 aprile 2024, ha confermato che qualsiasi intervento nel cavo orale da parte dell’odontotecnico costituisce esercizio abusivo della professione odontoiatrica.
Queste pronunce evidenziano quanto urgente sia un riordino legislativo che riconosca pienamente competenze e limiti della professione, superando un impianto normativo che non riflette più la realtà del lavoro odontotecnico nel 2025.
Un appello per la dignità professionale
La nostra categoria non chiede privilegi, ma riconoscimento, regolamentazione e chiarezza. Riconoscere gli odontotecnici come professione sanitaria significa allinearsi agli standard europei (Regolamento UE 2017/745 sui dispositivi medici), garantire maggiore sicurezza ai pazienti, e valorizzare un comparto che impiega migliaia di addetti e rappresenta un’eccellenza del Made in Italy. È tempo che il Ministero della Salute e la Conferenza Stato-Regioni completino il lavoro già avviato, approvando il decreto di riconoscimento e avviando il tavolo tecnico per la definizione dei percorsi formativi e delle competenze, così come già avvenuto per altre professioni sanitarie.
Conclusione
Non possiamo più accettare ritardi e silenzi. Il tempo delle attese è finito: chiediamo trasparenza, responsabilità e rispetto per migliaia di professionisti che ogni giorno contribuiscono alla salute pubblica, lavorando con rigore e competenza. Se questa situazione di stallo dovesse persistere, ci riserviamo di intraprendere ogni azione legale e istituzionale volta a tutelare la dignità e i diritti della nostra categoria, denunciando formalmente chi – con omissioni o conflitti – continua a bloccare un percorso legittimo e dovuto.
Ivan Pintus: Presidente Nazionale odontotecnici Confartigianato
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