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28 Novembre 2017

Una tecnica Straightwire ibrida. Caso clinico

di Prof. Daniel Celli


Anche se esistono nel mercato vari dispositivi di tipo edgewise, la tecnica straightwire (a filo dritto), è sicuramente la più diffusa grazie alla sua semplicità.

All'interno delle varie tecniche S.W, che differiscono tra di loro per progettazione, prescrizione e dimensione dello slot, i sistemi self-ligating hanno guadagnato popolarità perché dovrebbero apportare benefici in termini di forza e frizione.

Questi ultimi dovrebbero essere più efficienti in alcune specifiche fasi del trattamento ortodontico: quella di livellamento e allineamento e soprattutto in quella di chiusura degli spazi; il limite di questi sistemi self-ligating è rappresentato dal fatto di non raggiungere un controllo ottimale tridimensionale del dente, soprattutto in regione incisale.

Per ovviare a questo inconveniente, alcuni autori hanno proposto un sistema ibrido o un sistema bidimensionale, che ingloba meccaniche ottimali di scorrimento in regione posteriore, mantenendo però un ottimo controllo tridimensionale in regione anteriore.

Basandoci su questi concetti, abbiamo progettato e sviluppato un sistema ibrido, bidimensionale per migliorare l'efficienza della tecnica straightwire; principalmente il sistema è composto da:

  • Brackets convenzionali con uno slot 0.020x0.030'' sugli incisivi, brackets passivi di tipo self-ligating sui premolari (f1000) e tubi con uno slot 0.022x0.030'' in regione molare. Sui canini vengono utilizzati brackets self-ligating (f1000) o convenzionali a seconda della necessità di trattamento (più o meno frizione).
  • Archi che si adattano alle diverse fasi di trattamento, aumentando il loro diametro e rigidezza progressivamente, partendo dallo 0.014'' NiTi superelastico, passando per lo 0.016x0.025'' e 0.019x0.025'' NiTi termico, fino a raggiungere lo 0.019x0.025'' in acciaio per la fase di lavoro con i tiebacks.
  • Uso di vari tipi di legature che progressivamente aumentano la loro forza (legature non convenzionali a bassa frizione, legature elastomeriche a forma di '0' o '8', e quelle metalliche).


Grazie all'utilizzo di slot più piccoli nella regione incisale (0.020x0.030''), si realizza una minor dispersione dell'informazione di terzo ordine e una riduzione dei valori di torque degli incisivi superiori, se comparata con la prescrizione MBT (torque incisivo centrale superiore: 14º; torque del incisivo laterale superiore:7º).

Per quanto riguarda la dimensione in-out, è consigliabile l'utilizzo di brackets convenzionali e self-ligating con valori corretti di in-out.

La scelta di usare in regione anteriore uno slot da 0.020'' invece di uno 0.018'', deriva dalla decisione di usare uno 0.019x0.025'' in acciaio per la chiusura degli spazi (fase di lavoro).

Anche se la differenza è minima, un filo d'acciaio 0.019x0.025'' ha meno tendenza alla deformazione e al notch rispetto ad uno 0.018x0.022''; inoltre, la rigidità dello 0.019*0.025'' in acciaio aiuta nelle meccaniche di scorrimento.

Da ricordare inoltre, che la maggior parte degli ortodontisti usano lo 0.019x0.025'' in acciaio come arco per la chiusura degli spazi e finiscono i loro casi con il medesimo arco in slot da 0.022''.

La disponibilità quindi di uno slot da 0.020'' consente al clinico, che abitualmente usa archi da 0.019x0.025'', di raggiungere un miglior controllo del torque in regione incisale.

 
 


Si riportano due casi esplicativi della metodica, il primo è un caso estrattivo di quattro primi premolari, mentre il secondo non richiede estrazioni.

CASO 1

Paziente femmina di 18.9 anni biprotrusa e con dentizione permanente.
L'esame intraorale rivela una relazione di classe I molare e canina, affollamento mandibolare, overjet normale e overbite non appropriato.

Il biotipo parodontale appare sottile , e gli esami funzionali rivelano una mancanza di guida anteriore.

La radiografia laterale del cranio mostra un basso valore dell'angolo del piano mandibolare e una relazione scheletrica di classe I con la protrusione di entrambe le basi scheletriche.

 
 


Gli incisivi superiori e inferiori appaiono molto proclinati se comparati con i piani di riferimento (+1/ANS-PNS=122º, -1/GoGn=111º); inoltre nella panoramica si nota anche assenza di spazio per gli ottavi inferiori.

A causa di tutti i fattori elencati: biprotrusione mascellare, proclinazione incisale, mancanza di guida anteriore, inadeguato overbite e affollamento mandibolare, si ricorre ad un trattamento di tipo estrattivo per ottenere risultati occlusali e funzionali.

Il profilo equilibrato della pz e il basso angolo del piano mandibolare forse sono gli unici fattori a favore di un trattamento non estrattivo.


Dopo l'estrazione dei quattro primi premolari, viene posizionata l'apparecchiatura ibrida, collocando inoltre, nell'arcata superiore, un barra transpalatale per mantenere l'ancoraggio.

La fase di livellamento e allineamento, della durata di 8 mesi, è stata condotta con bend-backs e lace-backs usando la seguente sequenza di archi:

  • 0.014'' NiTi (3 mesi);
  • 0.016x0.025'' NiTi termico (2 mesi);
  • 0.019x0.025'' NiTi termico (2 mesi);
  • 0.020'' Australiano (1 mese);

Dopo un mese con tiebacks metallici, si procede alla chiusura degli spazi con un 0.019x0.025''d'acciaio e con tiebacks elastici.

Per pochi mesi, sono stati utilizzati elastici di seconda classe dal molare inferiore al secondo premolare superiore per supportare l'ancoraggio; una volta chiusi tutti gli spazi, una fase di finitura della durata di 6 settimane migliora i risultati occlusali e funzionali.

 
 


Dopo 21 mesi di trattamento, si raggiunge una classe I molare e canina con overbite e overjet ideali, e forme d'arcata buone, mantenendo la salute parodontale.

Le radiografie finali non sono presenti per rifiuto della paziente.

 
 


CASO 2

Paziente femmina di 14 anni, presenta una malocclusione di I classe in dentizione permanente.

Profilo buono ed estetico. All'esame clinico intraorale si rivelano molari e canini in prima classe, affollamento medio in entrambe le arcate, overbite ed overjet normali.
Il tessuto parodontale appare sano. La guida canina destra è mancante.

La radiografia laterale del cranio mostra un angolo del piano mandibolare normale ed una tendenza alla III classe.
Gli incisivi superiori ed inferiori appaiono ben posizionati rispetto ai relativi piani (+1/ANS-PNS=116º, -1/GoGn=88º).

La panoramica mostra inoltre uno spazio insufficiente per l'eruzione degli ottavi inferiori.


Il trattamento è così riassunto:

  • 0.012'' NiTi (1 mese) in arcata superiore;
  • 0.014'' NiTi (3 mesi) in arcata inferiore;
  • 0.016'' NiTi (2 mesi) in arcata superiore;
  • 0.016x0.025'' NiTi termico (2 mesi);
  • 0.019x0.025'' NiTi termico (2 mesi);
  • 0.020'' Australiano (1 mese);
  • 0.019x0.025'' acciaio con tiebacks (6 mesi);
  • Fase di finitura (6 settimane) secondo la tecnica MBT (sezionale da 0.018'' Aus da 1.2 a 2.2 nell'arcata superiore e filo continuo 0.014'' NiTi in arcata inferiore).

 
 
 
 


Dopo 14 mesi di trattamento il paziente mantiene il suo profilo armonico; si raggiunge una classe I molare e canina con overbite ed overjet ideali.

Le arcate appaiono con buona forma senza spazi aperti e rotazioni.

La salute parodontale è stata mantenuta.

La laterale del cranio mostra il mantenimento dei valori dentali e scheletrici, buon parallelismo radicolare e la persistenza degli ottavi che devono essere estratti.

 
 

 

Conclusioni

La nostra apparecchiatura e' fortemente ispirata alla versatilita' della tecnica bidimensionale di A. Gianelly, all' efficienza dello sliding proprio delle meccaniche MBT che riconosciamo come tecnica S.W. madre , alle filosofie a frizione variabile che da D. Damon in poi hanno condizionato moltitudini di ortodontisti e pazienti e ai principi Tweediani di controllo 3D dei denti quando questo e' richiesto ed indispensabile . Abbiamo in ultima analisi cercato una '' selezione del meglio '' disponibile nella scienza e nella clinica ortodontica . I risultati di anni di esperienza clinica con il nostro sistema Ibrido a slot duale confermano

  • il raggiungimento di eccellente controllo 3D , facilmente ottenibile con l uso delle legature tradizionali;
  • capacita' di controllo della frizione mediante l' uso differenziato di diversi sistemi di legatura a vincolo progressivamente crescente;
  • possibilita' di eseguire pieghe sul filo se necessario , grazie all ' uso di attacchi convenzionali anteriori , sebbene l' impiego di uno slot ridotto di altezza a .020 e fili di lavoro .019x.025 S.S. ne riducano la richiesta;
  • eccellenti meccaniche di scivolamento grazie alla rigidita' dei fili di lavoro .019x.025 S.S.
  • eccellente controllo del torque incisale grazie alla combinazione di slot di altezza ridotta e filo .19x.025 S.S.

A cura di: Prof. Daniel Celli, Presidente eltto 2019 Accademia Italiana di Ortodonzia

 
 

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