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27 Marzo 2009

A ciascuno i propri batteri

di Debora Bellinzani


La malattia parodontale non si sviluppa esattamente allo stesso modo in tutto il mondo. O, per meglio dire, i microorganismi che causano il processo infiammatorio sono presenti in proporzioni differenti a seconda delle regioni geografiche e delle etnie, al punto che un paziente di origine asiatica e uno di origine europea che vivono nella stessa città possono presentare una composizione della microflora subgengivale molto differente.
I progressi che la ricerca sta raggiungendo in questo settore forniscono informazioni che un giorno potranno essere utili per la scelta di cure sempre più specifiche per combattere una patologia cronica che peggiora notevolmente la qualità della vita dei pazienti.
Agli studi esistenti si è aggiunta recentemente una ricerca tedesca, pubblicata online dalla rivista Archives of Oral Biology, che ha messo a paragone la composizione della microflora subgengivale di pazienti tedeschi e coreani affetti da malattia parodontale.
“Abbiamo preso in esame 178 pazienti della Corea delSud e 88 pazienti tedeschi e, con un sistema di prelievo e di analisi rigorosamente simile, abbiamo messo a paragone campioni dei microorganismi presenti nelle tasche parodontali” spiega Ti-Sun Kim, ricercatrice presso il Dipartimento di odontoiatria operativa e parodontologia dell’Università Ruprecht-Karls di Heidelberg, in Germania.
“I risultati hanno mostrato dati molto differenti in particolare per quanto riguarda l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, uno dei batteri che causano l’infezione primaria e giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo della forma aggressiva della malattia parodontale: questo microorganismo, infatti, aveva una prevalenza del 47,7 per cento nei pazienti tedeschi, significativamente maggiore rispetto ai pazienti coreani che mostravano una prevalenza del 26,7 per cento”. Per quanto riguarda altri batteri che generalmente colonizzano i tessuti delle tasche parodontali dopo l’infezione primaria, sono state rilevate differenze significative per Treponema denticola, con una  prevalenza del 95,5 per cento nei pazienti tedeschi e dell’81,1 per cento nei coreani, mentre per Tannerella forsythia e Porphyromonas gingivalis non sono state riscontrate dissomiglianze consistenti.
“È interessante notare che le differenze non sono dovute solo alla regione del mondo in cui si abita, e quindi all’ambiente e ai microrganismi che lì sono presenti, ma anche all’etnia di appartenenza dell’individuo: uno studio condotto nel 2004 da Haffajee ha dimostrato che vi è una maggiore eterogeneità nella microflora dei cittadini degli Stati Uniti rispetto agli abitanti della Svezia, che sono per la maggior parte di origine caucasica” conclude la ricercatrice; “sapere che un paziente proveniente per esempio dall’America centrale o meridionale affetto da malattia parodontale ha generalmente una presenza di Aggregatibacter actinomycetemcomitans molto consistente potrà costituire in futuro un punto di partenza per una cura più efficace della patologia”.

GdO 2009; 3

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