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04 Maggio 2016

Council of European Dentists. Il presidente Marco Landi indica le priorità


"Continuare a rafforzare la reputazione del Council of European Dentists (CED) come unica vera associazione rappresentativa di tutti i dentisti europei e sola organizzazione competente a consigliare e supportare le istituzioni europee sulle future iniziative, legislative o di altro tipo, che riguardano i dentisti": questo è l'obiettivo dichiarato da Marco Landi (nella foto) per il suo mandato alla presidenza del Ced. Eletto lo scorso novembre, Landi ha sostituito l'austriaco Wolfgang Doneus, che aveva ricoperto la carica per due mandati consecutivi.

L'intervista al nuovo presidente, già anticipata nel numero di marzo di Pan European Networks: Science and Technology, è stata ora ripresa in una versione più ampia dallo stesso CED, in occasione del suo Report annuale sull'attività svolta.

Landi è consapevole del momento critico attraversato dagli odontoiatri europei, che stanno facendo fronte a pressioni economiche tali da minacciare la loro indipendenza professionale, mentre si afferma la necessità di mantenere e migliorare la qualità della formazione e, in definitiva, la sicurezza dei pazienti.

Il CEDè ben posizionato per combattere i pericoli che incombono sulla professione, secondo Landi, che indica una forte attenzione all'indipendenza professionale tra le sue priorità politiche alla guida del Council: "i dentisti devono essere in condizione di continuare a esercitare una vera professione liberale, guidati dalla loro esperienza e etica professionale, invece che essere forzati a una competizione scorretta e alla commercializzazione della loro pratica". Il presidente si riferisce esplicitamente alle catene commerciali, guidati da non dentisti, che in molti paesi europei stanno cambiando e snaturando l'odontoiatria, motivati da profitti a breve termine invece che dalla qualità. In quest'ottica, uno dei compiti più urgenti del Ced è l'aggiornamento del Codice etico per i dentisti europei, che terrà conto del nuovo regolamento dell'Unione in merito alla protezione dei dati, la cui entrata in vigore è attesa per il 2018.

"D'altro canto - continua Landi - i tentativi di introdurre una standardizzazione dei servizi offerti in ambito sanitario nell'Unione europea comportano anche il rischio potenziale di limitare l'autonomia professionale dei dentisti. Se la standardizzazione venisse estesa alle prestazioni odontoiatriche, i dentisti verrebbero privati della possibilità di adattare i propri trattamenti ai bisogni individuali di ogni singolo paziente. Questo potrebbe anche ostacolare i dentisti nell'assicurare ai propri pazienti i più elevati livelli di qualità e di sicurezza e nel raggiungere i risultati clinici ottimali".

Come si diceva, il Council of european dentists manterrà, anche sotto la "presidenza italiana" di Landi, il proprio impegno verso la qualità della formazione per i futuri odontoiatri. "In quest'ambito - afferma Landi - combatteremo per una formazione dentale ancora migliore nelle università di tutta Europa, che devono soddisfare alcuni requisiti minimi sia riguardo agli insegnamenti teorici che nell'addestramento pratico". Su questo fronte, sarà naturale una collaborazione con altri organismi che rappresentano i dentisti in Europa e che, per una sorprendente combinazione, annoverano altri illustri odontoiatri italiani ai loro vertici.

Landi annuncia ad esempio l'intenzione di svolgere un'attività comune con l'Association for dental education in Europe (Adee), presieduta da Corrado Paganelli, oltre che con la European dental students' association (Edsa).

"Purtroppo - sostiene Landi - la principale direttiva europea che ci riguarda, quella sul riconoscimento delle qualifiche professionali, non ci soddisfa ancora pienamente per quanto riguarda il profilo formativo del dentista di base e raddoppieremo gli sforzi per tentare di aggiornarla in linea con i più moderni indirizzi educativi e scientifici".

Adelmo Calatroni

 
 

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