La composizione della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS), l'organo che decide sulle impugnazioni proposte dagli iscritti agli Albi dei medici e degli odontoiatri avverso le decisioni assunte in primo grado dagli organi professionali è stata giudicata illegittima dalla Corte Costituzionale.
Con la sentenza del 7 ottobre scorsa, la Consulta ha giudicato incostituzionale l'articolo del Dlgs.cps del 1946 che prevede la nomina di due componenti designati dal ministero della Salute che sceglie i "giudici" tra i suoi funzionari. A rivolgersi alla Consulta era stato un dentista straniero che si era visto rifiutare dall'OMCeO di Milano l'iscrizione all'Albo degli odontoiatri.
Secondo quanto pubblicato, la Consulta ha giudicato incostituzionale l'articolo 17 decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233 (Ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell'esercizio delle professioni stesse) che prevede la "nomina di due componenti di derivazione ministeriale della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie". Per i Giudici tale nomina potrebbe minare "l'indipendenza e imparzialità" che "devono colorare l'azione giurisdizionale" in quanto il Ministero della salute è anche parte del procedimento.
In sostanza il Ministero è, contemporaneamente, giudice e parte.
Il pronunciamento della Consulta era attesa da tempo e questo aveva impedito al Ministero della Salute di rinominare i componenti della CCEPS, oramai scaduta, paralizzando di fatto l'azione giudiziaria disciplinare come avevano recentemente denunciato il presidente FNOMCeO Roberta Chersevani ed il presidente CAO Giuseppe Renzo lanciando un allarme sul rischio di impunità.
"Dopo la sentenza della Corte Costituzionale si crea sicuramente un vuoto legislativo", ci spiega l'avvocato Silvia Stefanelli (nella foto), esperto di diritto sanitario in Bologna.
"Ora il Ministro Lorenzin dovrà ragionare su un nuovo provvedimento legislativo che individui la composizione della CCEPS secondo quanto indicato dalla Consulta. Sempre che sia intenzione del Ministero riproporre la CCEPS e non optare per la creazione di on organismo terzo come adottato da altri ordini professionali, seguendo la riforma Balduzzi".
Ma nel concreto la sentenza che implicazioni avrà sugli iscritti?
"Le conseguenze sono ancora tutte da valutare", continua l'avvocato Stefanelli. "Personalmente reputo che la sentenza possa influenzare le posizioni processuali ancora aperte mentre non potrà inficiare le decisioni della CCEPS già passate in giudicato (cioè non impugnate in Cassazione). Ritengo che vi sia la possibilità per i sanitari sanzionati che hanno presentato ricorsi in Cassazione di sollevare la questione davanti alla Cassazione stessa - che peraltro aveva bloccato tutte le fissazioni di udienza in attesa della decisione della Consulta.
In sostanza si potrà chiedere che la decisione già assunta da una CCEPS non correttamente costituita possa essere cassata e rinviata per una nuova decisone avanti ad una Commissione correttamente costituita.
Poi si apre il tema, molto delicato, della posizione di tutti i sanitari che stanno scontando una sanzione (es una sospensione) in forza di una decisione assunta da un organo la cui costituzione p stata considerata oggi illegittima".
Nor.Mac.
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