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10 Gennaio 2017

Circolare MiSE sull'esercizio dell'odontoiatria in forma societaria. Cosa cambia per l'esperto di autorizzazioni sanitarie?


La circolare del Ministero dello Sviluppo Economico diffusa il 23 dicembre scorso sull'attività odontoiatrica esercitata in forma di società sta facendo molto discutere.

Partiamo innanzitutto da una premessa doverosa, sottolineando la differenza tra uno Studio Professionale e un Ambulatorio.

Lo Studio è la sede di espletamento dell'attività del professionista, il quale la esercita personalmente in regime di autonomia. Lo studio non è un locale "tecnicamente" aperto al pubblico, nel senso che non è accessibile dalla generalità indistinta degli utenti ma solo dai pazienti del professionista, che con lui hanno un rapporto "contrattuale" basato sulla fiducia: compete al titolare ogni decisione discrezionale in ordine agli orari di apertura e all'erogazione delle prestazioni, previo appuntamento. L'art. 2229 del Codice Civile e la legge 1815/1939, art. 1 e 2, oltre a prevedere la necessaria iscrizione in appositi albi, sanciscono il carattere rigorosamente personale delle prestazioni professionali e distinguono il professionista dall'imprenditore. È vietato che un'impresa commerciale possa svolgere un'attività professionale protetta anche sotto forma di ditta individuale, il cui titolare non si identifichi con un professionista abilitato, munito dei requisiti di legge- Laurea, Abilitazione, iscrizione all'Ordine Professionale (tale disposizione è stata poi abrogata per consentire le Società tra Professionisti).

L'Ambulatorio, che trova fondamento nell'articolo 193 del Testo Unico Leggi Sanitarie (R.D.1265/1934), è un istituto avente individualità, organizzazione propria e autonoma: si configura come un'impresa ai sensi degli artt. 2082 e segg. del Codice Civile ed è quindi caratterizzato da un'imputabilità giuridica propria, con la conseguenza di una netta e chiara separazione tra una responsabilità di tipo imprenditoriale (che fa capo all'imprenditore titolare del provvedimento di autorizzazione), una responsabilità di tipo tecnico-organizzativo (che fa capo al direttore sanitario) ed una responsabilità di ordine professionale, che fa capo all'esecutore della prestazione (il medico-odontoiatra).

Gli ambulatori sono presidi sanitari aperti al pubblico, in cui sono erogate prestazioni a favore di tutti i pazienti richiedenti. Essi presentano le stesse caratteristiche di strutture più complesse (case ed istituti di cura) nelle quali deve essere garantita la presenza di un direttore sanitario responsabile.

La Legge 182/2011 ha contemplato infine la possibilità di istituire le Società tra Professionisti, esercitando tali attività secondo quanto previsto per gli Studi Professionali. La norma consente lo svolgimento delle professioni protette nelle forme societarie già consentite dal nostro ordinamento giuridico (Titolo V e VI del Codice Civile).

Il Ministero dello Sviluppo Economico (con il parere prot. n. 415099 del 23/12/2016) ribadisce, chiarendo un concetto già riconosciuto, che relativamente all'attività odontoiatrica (ma tale interpretazione si può estendere a qualsiasi professione medica), l'attività di Studio Professionale (e non di Ambulatorio) potrà essere svolta oltre che con i modelli associativi esistenti (Studio Associato) anche sotto forma di Società tra Professionisti (STP).

Spetterà ora alle singole Regioni (alcune lo hanno già fatto) normare gli iter amministrativi da seguire per l'apertura di uno studio professionale sotto forma di una STP.

A cura di: Ing. Andrea Gianmarco Tuzio, esperto in materia di auotrizzazioni sanitarie, cofondatore di Alter Ingegneria S.r.l., società specializzata in Italia nell'Autorizzazione di Cliniche, Ambulatori, Studi Medici ed Odontoiatrici.

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