Coordinamento centrale, uniformazione dell’assistenza sul territorio, riorganizzazione dell’offerta in modo che ciascuna tipologia di prestazione e paziente venga preso in carico nel setting assistenziale più adeguato, regole di accesso chiare e per quanto possibile eque, percorsi di cura definiti, controllo di qualità, trasparenza nella reportistica quali-quantitativa dell’attività anche attraverso l’utilizzo di una cartella clinica elettronica comune a tutti i centri erogatori, centralizzazione ed omogeneizzazione degli acquisti di strumentazione e materiali.
Sono questi alcuni dei cardini della riorganizzazione dell’offerta odontoiatrica pubblica del Friuli Venezia Giulia, in un percorso iniziato nel 2016 e che è ancora in corso. Modello che da molti è indicato come particolarmente virtuoso che consente di offrire assistenza alle fasce sociali deboli, ma non solo, senza penalizzare i bilanci. Come dire: un modello esportabile in altre Regioni.
Roberto Di Lenarda (nella foto), direttore del Dipartimento universitario clinico di Scienze mediche, chirurgiche e della salute dell’Università di Trieste e presidente eletto del Collegio dei Docenti Universitari di discipline Odontostomatologiche, è l’artefice della riforma nata dopo aver studiato i modelli attivi nelle altre Regioni e le specifiche esigenze del territorio, facendo il punto sul sistema, sulle reali necessità di salute odontoiatrica della popolazione del Friuli Venezia Giulia nelle singole province.
“Al centro del progetto”, dice ad Odontoiatria33 il prof. Di Lenarda, c’è il principio che il “Pubblico, oltre alla mission fondamentale della prevenzione primaria (e secondaria) non deve inseguire il privato,ma deve dare una risposta a chi nel privato non può averla oltre a farsi carico dei casi e dei pazienti complessi nei Centri di riferimento e di alta specializzazione”. I dati, comunque, parlano chiaro: secondo le ultime rilevazioni, le prestazioni odontoiatriche erogate dal canale pubblico in Friuli Venezia Giulia sono cresciute di circa il 10% tra il 2016 e il 2017, e di un ulteriore 15% nei primi 6 mesi del 2018 (con un tendenziale di 160.000 prestazioni su base annuale di cui più della metà erogate dalla Clinica Odontoiatrica di Trieste); nella fascia di pazienti in età compresa tra zero e 14 anni, prioritari nel modello implementato, l’incremento ha raggiunto il 25% tra 2016 e 2017 e un ulteriore 25% nei primi 6 mesi del 2018. Una criticità è rappresentata dalla residua disomogeneità di risposte delle varie Aziende Sanitarie Regionali legata a persistenti diversi livelli di sensibilità istituzionali dei referenti aziendali.
“Questi dati mostrano che il progetto sta progredendo bene ed anche i cittadini sembrano apprezzare. Un importante elemento che ha reso possibile la riorganizzazione dell’offerta pubblica è il fatto di aver previsto un forte coordinamento centrale, un unico referente a cui è stato data la piena responsabilità di regolamentare il sistema, in collaborazione con i referenti aziendali. Prima del nostro intervento, anche se c’è ancora molto da lavorare, il servizio si caratterizzava per frammentarietà, esperienze a macchia di leopardo, con livelli diversi di qualità e di tipologia di offerta assistenziale. È stato necessario dare regole certe e comuni a tutta la regione, superando le differenze locali. È stata riorganizzata l’offerta dei centri erogatori, ripensandoli in una logica di sistema, chiudendone alcuni e rinforzandone molti: oggi l’offerta complessiva è studiata e coordinata a livello centrale, in modo che ogni centro si prenda in carico determinati bisogni di salute. Anche sul fronte dei materiali, oggi vengono scelti da un’equipe di professionisti in modo uniforme in tutta la Regione in modo da garantire qualità, risparmio nell’acquisto e nella gestione dei magazzini oltre che maggiore efficacia nella formazione del personale. Sono state poi riorganizzate le regole di accesso alla odontoiatria pubblica, le esenzioni e i livelli di contribuzione e pagamento da parte dei pazienti, in modo da poter garantire anche a chi non rientra nelle fasce di esenzione, di poter accedere al pubblico a prezzi equilibrati e accessibili. Infine, sono stati strutturati dei percorsi di cura a cui sono stati associati determinati centri erogatori”.
Per quanto riguarda l’accessibilità ai servizi, “vengono garantite le tre vulnerabilità, per età, sociale e sanitaria, con un’offerta che estende quanto previsto dai LEA nazionali; c’è, per tutti, la garanzia della gestione in urgenza (sono attivi in Regione 6 Pronti soccorsi Odontoiatrici ad accesso diretto che nel 2017 hanno registrato 7192 accessi), l’accesso alle visite odontostomatologiche, alla diagnosi e al trattamento delle lesioni orali precancerose o neoplastiche, ma anche l’odontoiatria penitenziaria e percorsi di prevenzione”.
Nel dettaglio, per la fascia tra 0 e 14 annisono previsti: accesso gratuito ai programmi di prevenzione; visite odontoiatriche gratuite (fino a sei anni compiuti non è richiesto nemmeno il ticket), cure conservative, endodontiche, chirurgiche, ecc.
Al di fuori di questo ambito, per tutti, sono previste le visite dedicate alla diagnosi precoce delle neoplasiedal cavo orale con accesso diretto anche con invio da parte dell’odontoiatra libero professionista che ha in cura il paziente anche allo scopo di ridurne il ritardo diagnostico, nonché le prestazioni odontoiatriche a favore dei pazienti convulnerabilità sanitaria(patologie sistemiche invalidanti di natura cardiovascolare, metabolica, neoplastica e degenerativa, malattie ematologiche, trapiantati e pazienti disabili con percorsi terapeutici dedicati). La Regione, poi, ha previsto una estensione delle prestazioni odontoiatriche rispetto alla normativa nazionale, con, in particolare, il trattamento dei pazienti non collaboranti, quelli affetti da patologie croniche che non rientrerebbero nella vulnerabilità sanitaria e gli interventi di chirurgia orale. Tutte prestazioni per le quali sono previsti diversi livelli di partecipazione alla spesa.
Infine, per quanto riguarda la vulnerabilità sociale, si accede a tutte le prestazioni odontostomatologiche - a eccezione di prestazioni protesiche, implantologiche, gnatologiche e ortodontiche - con un ISEE fino a 15mila euro, secondo le regole del SSR. Al di sopra di questa soglia di reddito i cittadini di età superiore ai 14 anni e privi di vulnerabilità sanitaria possono comunque accedere al servizio pubblico previ pagamento del controvalore del nomenclatore tariffario. La gratuità è con Isee sotto i 6mila euro. In ogni caso, a tutti i residenti in FVG sono offerte prestazioni EXTRA-LEA a carico totale o parziale del SSR: riabilitazione protesica mobile in caso di edentulia e ISEE fino a 15 mila euro, nonché trattamento ortodontico in caso di IOTN maggiore o uguale a 4 per ragazzi fino a 14 anni.
In generale, “i tempi di attesa medi per i vari servizi sono di quattro-6 mesi. Va detto che funzionano bene i criteri priorità con le agende dedicate e i percorsi di programmazione».Per quanto riguarda il finanziamento, «le prestazioni extra sono pagate con fondi sovraziendali regionali. Sono stati introdotti meccanismi di disincentivo per le assenze ingiustificate e per la scarsa compliance clinica dei pazienti che ci stanno aiutano a tagliare sprechi e controllare i costi».
Grande attenzione infine è posta alla prevenzione primaria (e secondaria), anche a livello scolastico, con una campagna regionale di visite orali di tutti i bambini iscritti alla prima elementare delle scuole del FVG (10.000/anno) e di educazione alla salute orale ed a stili di vita corretti per tutti i bambini afferenti alle Scuole elementari della Regione (50.000/anno) in collaborazione con la Commissione degli Albi degli Odontoiatri regionali.Entro il 31.12.2018, infine, avremo sottoposto a visita odontoiatrica a domicilio e successiva presa in carico assistenziale di tutti i pazienti afferenti ai centri per disabili regionali.
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Nuovi servizi extra Lea e innalzamento delle soglie Isee, attivazione di 6 pronto soccorso odontoiatrico, più assistenza per pazienti con disabilità e giovani
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