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28 Settembre 2018

Pubblicità sanitaria, la CAO punta ad una legge per regolamentarla

Dall’Assemblea di Cagliari indicati i “paletti”, anche in tema di direttore sanitario


Promuovere un’informazione sanitaria deontologicamente orientata, uniformare i codici deontologici in ambito dell’informazione sanitaria, porre le basi per un dialogo costruttivo con l’AGCM, lavorare su una bozza di legge per una informazione sanitaria deontologicamente orientata. Sono questi gli obiettivi indicati dall’Assemblea dei presidenti CAO di Cagliari alla Commissione sulla pubblicità sanitaria FNOMCeO coordinata dal presidente OMCeO Roberto Carlo Rossi di cui fa parte il presidente CAO di Milano Andrea Senna che ricorda la sinergia che la Commissione vuole avere anche con le altre componenti del settore odontoiatrico attraverso quella “Cabina di regia” con tutte le rappresentanze del settore, fortemente voluta dalla CAO nazionale. 

Sulla proposta di Legge, spiega il presidente Senna (nella foto) ad Odontoiatria33, l’obiettivo è quello di “regolamentare la pubblicità sanitaria in modo da evitare che questa si trasformi in una promozione commerciale della cura”. “Il messaggio pubblicitario deve avere come unico fine quello di informare il cittadino e non quello di vendergli una prestazione, una cura”.

“Una pubblicità non può condizionare il paziente nelle scelte in tema di cura e terapia”. Per questo, secondo quanto indicato dal presidente Senna, la proposta di legge dovrà indicare chiaramente che le comunicazioni informative devono escludere qualsiasi elemento di carattere promozionale o suggestionale nel rispetto della libera e consapevole determinazione del paziente.

Messaggio pubblicitario che dovrà essere preventivamente verificato dall’Ordine, ma sarà valido il principio del silenzio assenso, “per evitare che gli Ordini, soprattutto quelli con molti iscritti, vengano paralizzati da pratiche per il rilascio autorizzativo”, motiva il presidente CAO Milano. 

Altro aspetto affrontato a Cagliari è stato quello del direttore sanitario che per la CAO deve essere iscritto all’Albo territoriale in cui ha sede operativa la struttura in cui opera. “Un punto essenziale per garantire il controllo deontologico da parte dell'Ordine sulla informazione sanitaria che viene diffusa in un determinato territorio”, dice Senna.  

I temi della pubblicità sanitaria saranno anche affrontati a Torino il 1 dicembre 2018 nell’ambito del Convegno nazionale culturale CAO (esclusivo per i soli componenti delle CAO Provinciali). Dopo la lectio magistralis del prof. Carlo Guastamacchia, una tavola rotonda farà il punto con Antonio Federici, segretario CCEPS, Tonino Aceti, coordinatore del tribunale per i diritti del malato, Antonio Pelliccia, esperto di economia e marketing in ambito sanitario, l’avvocato Fabio Angelini e lo stesso Andrea Senna

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