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17 Marzo 2020

Decreto ‘’Cura Italia’, stando alle indicazioni governative: briciole per i professionisti

Ad oltre 24 ore dall’annuncio del Presidente Conte, il testo non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Da quanto indicato dal Governo arrivano poche briciole a sostegno dei professionisti


Di cosa nel concreto contenga il Decreto “Cura Italia”, la cui approvazione era stata annunciata in una conferenza stampa nel primo pomeriggio di ieri 16 marzo dal Primo Ministro Giuseppe Conte, dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, ancora non si sa. 

Alle 18,30 di oggi, in Gazzetta Ufficiale, ancora non è stato pubblicato nulla. Voci di stampa indicherebbero l’Esecutivo impegnato a cercare di correggere quanto possibile, con i fondi a disposizione, per cercare di limitare le critiche che arrivano soprattutto dal mondo della piccola impresa e quello delle libere professioni. Altri che il provvedimento è ancora la vaglio della Ragioneria della Stato.

Stando al comunicato stampa pubblicato sul sito del Governo in tarda serata di ieri 16 marzo, queste le misure che interesserebbero il settore odontoiatrico.  


Sostegno ai titolari di studio, collaboratori odontoiatri, igienisti dentali e laboratori odontotecnici 

Tra i punti su cui sarebbe in atto lo scontro tra liberi professionisti e Governo c’è il bonus di 600 euro concesso, secondo il sito del Governo, “su base mensile, non tassabile, per i lavoratori autonomi e le partite IVA. L’indennizzo va ad una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli”. 

Quindi per il settore ne potrebbero beneficiale i titolari di laboratorio odontotecnico, ma non i dentisti e gli igienisti dentali. Anche se, forse, la discriminante non sarebbe l’iscrizione all’Ordine ma l’iscrizione o meno all’Inps, chiamata ad erogare il bonus. In questo caso gli igienisti dentali rientrerebbero essendo iscritti alla gestione separata Inps. 

Gli odontoiatri, insieme a tutti gli altri professionisti iscritti ad un Ordine e gli altri esclusi dai 600 euro, dovranno spartirsi (da verificare con quali modalità e priorità) i 300 milioni di euro stanziati dal “Fondo per il reddito di ultima istanza”

E sembrerebbe che in aiuto ai dentisti non possa intervenire neppure l’ENPAM, stando a quanto dichiarato dal presidente Oliveti.

Aiuti che, invece, dovrebbero essere concessi a chi è stato messo in quarantena dalle autorità preposte, questi potranno ricevere gli aiuti previsti in caso di malattia (Inps o Enpam). Il Decreto equiparerebbe, infatti, la quarantena da Covid-19 alla malattia. 


Ammortizzatori sociali per dipendenti

La Cassa integrazione in deroga verrebbe estesa all’intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. “I datori di lavoro -si legge sul sito del Governo- comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni in deroga con la nuova causale “COVID-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della cassa integrazione straordinaria. I fondi stanziati non saranno illimitati e quindi oltre a capire come dovrà essere richiesta ed con quali modalità, anche quali saranno le priorità per erogarla non sono chiare.  


Misure in campo fiscale, allo scopo di evitare scadenze di obbligazioni e adempimenti 

Anche in questo caso si dovrà aspettare il testo in GU, visto che alcuni giornali finanziari indicano che alcune agevolazioni sarebbero utilizzabili solamente per alcune tipologie di attività elencate, tra le quali non sembrano comparire studi odontoiatrici e laboratori odontotecnici.Queste alcune delle voci elencate sul sito del Governo:

  • Sospensione, senza limiti di fatturato, per i settori più colpiti, dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i mesi di marzo e aprile, insieme al versamento Iva di marzo. I settori interessati sono: turistico- alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cultura (cinema, teatri), sport, istruzione, parchi divertimento, eventi (fiere/convegni), sale giochi e centri scommesse. 
  • Sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi per contribuenti con fatturato fino a 2 milioni di euro (versamenti IVA, ritenute e contributi di marzo). 
  • Differimento scadenze – per gli operatori economici ai quali non si applica la sospensione, il termine per i versamenti dovuti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 16 marzo viene posticipato al 20 marzo. 
  • Disapplicazione della ritenuta d’acconto per professionisti senza dipendenti, con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel periodo di imposta precedente, sulle fatture di marzo e aprile. 
  • Sospensione sino al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate. 
  • Sospensione dei termini per la riscossione di cartelle esattoriali, per saldo e stralcio e per rottamazione-ter, sospensione dell’invio nuove cartelle e sospensione degli atti esecutivi.  


Premio per i lavoratori che continuano a lavorare in sede

Potrebbero invece beneficiare, le Aso o i dipendenti dei laboratori odontotecnici, che lavorano o hanno lavorato anche alcuni giorni nel periodo di emergenza, del “premio” di 100 euro su base mensile non tassabili. Il premio sarà corrisposto dal datore di lavoro nella busta paga di aprile oppure a fine anno riconoscendo i giorni di lavoro (circa 3 euro al giorno) 

Il Decreto prevede, anche, tutta una serie di agevolazioni a sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese. Queste alcune di quelle che potrebbero interessare il settore.

  • Una moratoria dei finanziamenti a micro, piccole e medie imprese (che riguarda mutui, leasing, aperture di credito e finanziamenti a breve in scadenza).
  • Potenziamento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti. 


Photo Credit: Governo.it

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