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23 Aprile 2020

Dalla Spagna, Linee Guida per la gestione del COVID-19 nello studio odontoiatrico

Il Consejo Dentistas spagnolo ha pubblicato delle Linee Guida di protezione e di riduzione del rischio di trasmissione che possono aiutare l’odontoiatra a gestire la situazione attuale e quella futura

Lorena Origo

Nell’attuale situazione legata alla pandemia da COVID-19 tutte le nazioni sostengono la necessità di limitare l’attività clinica odontoiatrica esclusivamente alle cure di emergenza. In parallelo, è necessario prepararsi per il periodo successivo: attualmente non esistono protocolli ufficiali specifici, nazionali o internazionali, che affrontino in modo chiaro come il dentista debba procedere, nella pratica quotidiana e nella fase post-confinamento, per lavorare con le migliori garanzie di tutela dei pazienti e del team dello studio dentistico.

Il Consejo Dentistas spagnolo ha pubblicato delle Linee Guida di protezione e di riduzione del rischio di trasmissione che possono aiutare l’odontoiatra a gestire la situazione attuale e il futuro, caratterizzato da un elevato grado di incertezza dovuto alla percentuale di pazienti asintomatici, all’evoluzione della pandemia, alle incognite legate alle vie di trasmissione. Ad oggi, infatti, tutti gli studi effettuati confermano, come vie di contagio: le gocce respiratorie (attraverso starnuti, tosse); il contatto diretto, con le mani per esempio; quello mucosale (bocca, naso, occhi).

A questi si affiancano alcune ipotesi di trasmissione del virus formulate recentemente, quella attraverso le microparticelle durante il discorso, che possono rimanere sospese nell’aria, e per via fecale-orale e, di coseguenza, le procedure che provocano aerosol.

Tutti i protocolli attuali, si legge nel documento dell'Ordine spagnolo, raccomandano l’uso di maschere filtranti di tipo FFP2 (UNE-EN 149:2001 +A1:2009) in quanto la professione odontoiatrica è considerata a rischio a causa della regolare generazione di aerosol. In nessun caso è prevista una valvola di espirazione, poiché in questo caso l’aria viene espirata direttamente nell’ambiente senza alcun tipo di ritenzione e la diffusione del virus sarebbe favorita. Queste maschere hanno un’efficienza di filtraggio del 92%. È autorizzato anche l’uso delle cosiddette semimaschere con filtro antiparticolato P2 (norma UNE-EN 140:1999).

Gli FFP2 sono progettati per il solo uso singolo, ma molte associazioni mediche li utilizzano per un massimo di 4 ore. Recentemente, sono stati pubblicati degli studi sull’efficacia della loro sterilizzazione utilizzando vari metodi (sterilizzazione con vapore di perossido di idrogeno, utilizzando calore secco a 70 °C per 30 minuti, o con calore umido a 121 °C e un piano di sterilizzazione di 15 minuti). Due o tre sterilizzazioni sarebbero possibili (quindi 3-4 usi della maschera) a condizione che la maschera sia pulita e non rotta. La semimaschera con filtro può essere pulita e disinfettata dopo l’uso. Non esistono studi definitivi che dimostrino che le maschere FFP3 (98% di efficienza di filtraggio) proteggano meglio dai coronavirus.

Il protocollo spagnolo suggerisce anche una comparazione “distanza-tipo di mascherina” da utilizzare in presenza di persona sintomatica: per esempio, mantenendo una distanza di 1-2 metri è consigliata la mascherina chirurgica mentre per distanze inferiori al metro è utile la FFP2. Per una distanza superiore ai 2 metri non è consigliato l’uso della protezione.

Tutti gli interventi che generano aerosol sono considerati ad alto rischio; in questi casi è opportuno l’uso delle mascherine FFP2 e FFP3. Inoltre, durante questi trattamenti si consiglia di mettere una protezione per gli occhi sul paziente e l’uso dell’aspirazione ad alto flusso perché conveniente per diminuire la carica virale generata dagli aerosol. Sempre per ridurre la generazione di aerosol, ogni volta che è possibile evitare l’uso della siringa aria-acqua.

Oltre alle mascherine è consigliato l’utilizzo di altri DPI: i guanti, che devono essere sempre indossati come al solito nell'attività clinica quotidiana e, quando c'è il rischio di contaminazione degli occhi a causa di schizzi o gocce, protezioni che possono essere occhiali integrali o schermi facciali.

A questo link il documento originale prodotto dall'Ordine spagnolo, sotto due tabelle estratte dalla pubblicazione che riassumono le indicazioni sull'utilizzo delle mascherine e quelle della vestizione e vestizione dell'operatore.


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