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12 Febbraio 2021

Vaccini anti-Covid, contagi in calo tra gli operatori sanitari

Arrivano i primi risultati delle vaccinazioni anti-Covid agli operatori sanitari: calano i contagi. A Roma l’Ordine interviene sulle polemiche nate dall'arrivo del vaccino AstraZeneca  


Dopo circa un mese di vaccinazioni anti Covid sugli operatori sanitari cominciano ad arrivare i primi risultati sull’efficacia. A renderli pubblici è Fondazione Gimbe che effettuato un analisi preliminare dei contagi sui sanitari nella settimana 3-9 febbraio 2021. 

Al 10 febbraio, riporta una nota del Gimbe, hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 1.214.139 persone (2,04% della popolazione). Ci sono marcate differenze regionali, segnala la Fondazione: dal 1,38% della Calabria al 3,58% della Provincia Autonoma di Bolzano.

"In generale - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe - se da un lato i ritardi delle forniture interessano l'intero primo trimestre con inevitabile rallentamento della campagna vaccinale, dall'altro le Regioni stanno gestendo correttamente le dosi, completando il ciclo vaccinale nei tempi corretti. Rispetto alle categorie di persone vaccinate - spiega Gili - il 70% delle dosi sono state destinate a "operatori sanitari e sociosanitari", il 18% a "personale non sanitario", l'11% a "personale ed ospiti delle Rsa" e meno dell'1% a "persone di età ≥80 anni", con notevoli differenze regionali". 

Al momento, solo il 3,6% (158.805) degli over 80 ha ricevuto almeno una dose di vaccino, e solo il 2,2% (96.503) ha completato il ciclo vaccinale, percentuali molto lontane dal target di copertura raccomandato dalla Commissione europea per questa fascia di età: 80% entro il 31 marzo 2021. 

Sulla base dei dati pubblicamente disponibili al momento è possibile valutare l'efficacia della vaccinazione solo sugli operatori sanitari, i cui contagi vengono monitorati regolarmente dall'Istituto Superiore di Sanità. Se i nuovi casi nella popolazione generale sono stabili da 3 settimane, tra gli operatori sanitari si sono ridotti del 64,2%: dai 4.382 rilevati nella settimana 13-19 gennaio, quando è stata avviata la somministrazione delle seconde dosi, ai 1.570 della settimana 3-9 febbraio.

“Presupponendo che le modalità di screening periodico degli operatori sanitari non siano state modificate - spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - questa netta riduzione è verosimilmente effetto della somministrazione di circa 1,9 milioni di dosi di vaccino in questa categoria di popolazione”. 


Polemiche su vaccino AstraZeneca  

Intanto sulle polemiche nate dalle notizie che agli operatori sanitari laziali under 55 saranno somministrate dosi del vaccino AstraZeneca interviene il presidente OMCeO Antonio Magi che rassicura.

“Il piano vaccinale predisposto dalla Regione Lazio a tutela dei medici e odontoiatri che non lavorano in rapporto strutturato con il Servizio Sanitario Regionale, quindi circa 14 mila colleghi, sta procedendo senza particolari criticità”, dice. “La situazione rappresentata dalla Regione Lazio, l’unica che realmente conosce i numeri poiché esegue le vaccinazioni, è ben altra rispetto a quella che si legge sulla stampa e che sta girando sui social network, secondo cui i medici sono tutti arrabbiati e allarmati al  punto da  rifiutare le vaccinazioni poiché il preparato che viene loro inoculato sarebbe meno efficace rispetto ad altri”.

“Sulla presunta minore efficacia di alcuni vaccini rispetto ad altri –continua il presidente OMCeO Roma- ritengo sia stato un errore enorme distinguere  tra vaccini di serie A e vaccini di serie B, screditando gli uni  rispetto  agli  altri.  Come medico e presidente di un organo sussidiario dello Stato, ritengo prioritario eliminare le ospedalizzazioni e i decessi. Certo se le famose 500miladosi del vaccino Pfizer che sono state somministrate in Italia a persone che non ne avevano diritto in quel momento, fossero andate al personale sanitario, ora staremmo facendo benaltri discorsi”.

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