Notizie positive sull’efficacia della riduzione del rischio di infezione ed anche sulla contagiosità. Risultati sempre positivi ma contrastanti sulla riduzione di efficacia del vaccino Pfizer per la variante Delta
Sui vaccini mRNA la comunità scientifica ha dato in queste settimane due notizie apparentemente contrastanti evidenziando come gli studi sul COVID sia in continua evoluzione.
La prima, positiva, arriva dal Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), ed indica che i vaccini a mRNA per il Covid-19 riducono il rischio di infezione del 91% dopo due dosi e dell'81% dopo una dose.
La vaccinazione rende, inoltre, la malattia più lieve e più breve per le poche persone vaccinate che contraggono il Covid-19.Lo studio ha valutato i dati sanitari di 3.975 operatori sanitari, primi soccorritori, lavoratori in prima linea ed essenziali. I partecipanti, che avevano maggiori probabilità di essere esposti a Covid-19 a causa della natura del loro lavoro, hanno effettuato test settimanali Sars-CoV-2 per 17 settimane. I test diagnostici sono stati condotti tramite tamponi nasali auto-raccolti. I partecipanti sono stati seguiti nel tempo e i dati sono stati analizzati in base allo stato di vaccinazione.
I risultati mostrerebbero che i vaccini hanno ridotto il rischio di infezione del 91% nelle persone che erano state completamente vaccinate, ovvero dopo 2 settimane dalla loro seconda dose, e dell'81% nelle persone parzialmente vaccinate, da 14 giorni dopo la prima dose a 13 giorni dopo la seconda dose. I ricercatori hanno anche scoperto che le persone completamente e parzialmente vaccinate che hanno ancora contratto il Covid-19, avevano maggiori probabilità di avere una sintomatologia più lieve rispetto a quelle non vaccinate.In media, le persone vaccinate che hanno contratto il Covid-19 hanno trascorso circa 6 giorni in meno a sentirsi male e 2 giorni in meno a letto.
Rispetto alle persone non vaccinate, coloro che hanno ricevuto una o entrambe le dosi del vaccino avevano anche una probabilità inferiore fino al 66% di sviluppare sintomi come febbre e brividi. Altri studi hanno scoperto che le persone vaccinate che contraggono il coronavirus hanno carica virale inferiore. Di conseguenza, è meno probabile che trasmettano il virus ad altre persone. Nel complesso, i risultati aggiungono prove reali che i vaccini Covid-19 sono il modo migliore per ridurre il numero di casi Covid-19, ridurre al minimo le malattie gravi e fermare la diffusione.
Variante Delta
Contrastanti, invece, le informazioni sulla variante Delta. Per Marco Cavaleri dell'Agenzia europea del farmaco (Ema), stando ai dati a disposizione dell’Agenzia, con due dosi dei quattro vaccini approvati in Europa si ottiene protezione contro la variante Delta del Sars-Cov2.
Secondo il Ministero della Sanità di Israele, la variante Delta “bucherebbe” il vaccino Pfizer rendendolo meno efficace del 30%. Stando ai dati diffusi, pur confermando che il vaccino protegge dall'infezione grave e dall'ospedalizzazione, indicherebbero che l'efficacia nel prevenire casi sintomatici è scesa di circa il 30% passando dal 94,3% (nel maggio scorso) al 64% di giugno in presenza della diffusione della variante Delta. Gli stessi indici mostrano che per quanto riguarda la copertura da gravità dei casi e ospedalizzazione si è passati dal 98.2% di maggio scorso al 93% di giugno. Alla variante Delta è stato attribuito in Israele il 90% dei nuovi casi nelle ultime due settimane.
Gli scienziati tuttavia non sono concordi, e alcuni ricercatori israeliani hanno contestato i dati chiedendo maggiori dettagli. Anche in Italia c'é chi la pensa allo stesso modo, come nel caso di Massimo Ciccozzi, direttore dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia del Campus Bio medico di Roma: "Non sono dati definitivi. Servono i numeri di almeno altri due o tre mesi per capire bene se il vaccino regge o non regge. A oggi potrebbe trattarsi di una fluttuazione dovuta alla maggiore contagiosità della Delta, ma bisogna indagare più a fondo prima di tirare le somme. In assoluto, direi che al momento bisogna stare molto attenti, ma restando ottimisti".
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