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18 Marzo 2026

ASO in gravidanza

Cosa deve sapere e fare il datore di lavoro riceve la comunicazione formale di gravidanza da parte della propria ASO. Da Sigmareview una utile guida


ASo gravidenza

La gestione della gravidanza dell’Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO) da parte del datore di lavoro è il tema di una interessante guida pubblicata da Sigmareviewla rivista per aziende e professionisti della sanità privata Il documento, firmato da Valerio Carosi, esperto in materia di sicurezza, chiarisce in modo pratico e giuridicamente fondato quali siano gli obblighi del titolare quando riceve la comunicazione formale di gravidanza da parte della propria ASO.

Il quadro normativo e il ruolo del datore di lavoro

La gravidanza della lavoratrice comporta l’attivazione immediata di una serie di adempimenti definiti dal D.Lgs. 151/2001 e dal D.Lgs. 81/2008, norme che regolano rispettivamente la tutela di maternità e paternità e la sicurezza sul lavoro.

La protezione non è automatica né uniforme per tutte le mansioni: dipende dai rischi reali ai quali la lavoratrice è esposta. Per questo ogni studio odontoiatrico dovrebbe già prevedere nel proprio DVR una sezione specifica dedicata alla tutela della lavoratrice in gravidanza.

Secondo la guida, la comunicazione della gravidanza obbliga il datore di lavoro a procedere immediatamente con una rivalutazione dei rischi connessi alla mansione dell’ASO, coinvolgendo il medico competente e verificando la compatibilità delle attività svolte con lo stato della lavoratrice.

I rischi presenti nella mansione dell'ASO

Il documento pubblicato da Sigmareview ricorda che il lavoro dell’ASO comporta attività che espongono a rischi di natura biologica, chimica, fisica ed ergonomica. Dall’assistenza alla poltrona alla gestione delle procedure di sanificazione e sterilizzazione, la lavoratrice potrebbe essere esposta a sangue, aerosol, agenti chimici disinfettanti, radiazioni ionizzanti o non ionizzanti, oltre che a posture incongrue e movimentazione manuale dei carichi.

Per questo, al momento della dichiarazione di gravidanza, si rende necessaria una verifica immediata della compatibilità tra le mansioni ordinarie e il nuovo stato della lavoratrice.

Il cambio mansione come soluzione prioritaria

Nel caso in cui i rischi non siano eliminabili, il datore di lavoro è tenuto – secondo la guida – a modificare temporaneamente le condizioni di lavoro o adibire la lavoratrice ad attività alternative.
Il medico competente svolge un ruolo fondamentale: attraverso una valutazione sanitaria specifica, può dichiarare la non idoneità allo svolgimento delle attività cliniche e l’idoneità a mansioni di tipo amministrativo, come accoglienza dei pazienti, gestione dell'agenda o aggiornamento della documentazione.
Questa rimodulazione non può comportare alcuna riduzione della retribuzione.

L’interdizione anticipata quando non esistono alternative

Se non è possibile eliminare il rischio né individuare una mansione alternativa, il datore di lavoro deve avviare la procedura di interdizione anticipata presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
La richiesta, solitamente presentata via PEC, deve contenere la comunicazione di gravidanza, il certificato medico con la data presunta del parto, l’estratto del DVR aggiornato, una relazione tecnica dettagliata e il giudizio del medico competente.
L’Ispettorato, dopo aver valutato la documentazione, può emettere il provvedimento che stabilisce la durata e la decorrenza dell’interdizione.
Nel frattempo, la lavoratrice non può essere esposta ad alcun rischio.

Implicazioni e responsabilità per il datore di lavoro

La guida di Sigmareview evidenzia come una gestione non corretta della gravidanza possa esporre il datore di lavoro a sanzioni amministrative, responsabilità penale, contenziosi per discriminazione e aggravamento in caso di infortunio.
Nel settore odontoiatrico, in particolare nei piccoli studi, l’interdizione anticipata risulta frequente proprio per l’impossibilità di ricollocare la lavoratrice in modo sicuro.

È inoltre ricordato esplicitamente che, a partire dalla comunicazione di gravidanza e fino al compimento di un anno di vita del bambino, vige il divieto assoluto di licenziamento.

Le sette azioni obbligatorie per il datore di lavoro

L'approfondimento si conclude con una comoda checklist con le sette azioni che il datore di lavoro deve attivare immediatamente:

  1. Ricevere e registrare la comunicazione con certificato medico.
  2. Aggiornare immediatamente il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
  3. Attivare la valutazione con il Medico Competente.
  4. Proporre adeguamento o cambio mansione senza penalizzazioni.
  5. Implementare misure organizzative e procedurali.
  6. Fornire informazione e formazione specifica.
  7. Garantire DPI alternativi e procedure di emergenza aggiornate.


Nota: immagine generata con IA

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