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30 Giugno 2017

Studi di settore, (forse) i dentisti dovranno aspettare un anno per dargli l'addio. Le indiscrezioni da una riunione al So.Se.


In attesa delle indicazioni sulle professioni ed attività che potranno dare l'addio agli studi di settore e le specifiche dei nuovi indici di affidabilità fiscale cominciano a trapelare le prime indiscrezioni.
Secondo quanto pubblicato da ANDI, lunedì 26 giugno presso la sede del So.Se. a Roma si è svolta una riunione per fare il punto sulle scadenze in tema di studi di settore e indici di affidabilità tra l'Agenzia delle Entrate e i rappresentanti dei professionisti, tra questi anche il Segretario Sindacale ANDI Alberto Libero (nella foto).

Secondo quanto pubblicato gli odontoiatri non abbandonerebbero gli studi di settore nel 2017, come per una settantina di attività, ma dovranno aspettare il 2018 per vederli sostituiti con gli Indici di affidabilità fiscale.

"Durante l'incontro - ha raccontato il segretario sindacale ANDI - sono state spiegate le finalità e le modalità di base che guideranno il sistema. Rispetto agli Studi di settore al contribuente verranno richiesti meno dati ma altri saranno a disposizione dell'Amministrazione finanziaria attraverso le banche dati, come ad esempio le ore di lavoro dei nostri dipendenti arriveranno direttamente dall'Inps. Fondamentale sarà poi il rapporto tra Entrate e contribuente attraverso il cassetto fiscale. All'interno saranno caricati in tempo reale i dati che verranno utilizzati per il calcolo dell'indice di affidabilità ed il professionista potrà integrare i dati o comunicarne altri se quelli indicati risultano errati. Confermato che gli indici saranno calcolati sugli ultimi 8 anni fiscali".

Come noto l'indice di affidabilità fiscale è uno strumento di compliance che consente all'amministrazione fiscale di dare un voto da 1 a 10 al contribuente in relazione alla presunta fedeltà fiscale. Se l'indice di affidabilità fiscale sarà tra 8 e 10 il contribuente avrà una serie di vantaggi fiscali ancora da definire.

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