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24 Novembre 2016

Il rapporto degli italiani con i denti (persi) e la protesi. Dall'indagine Doxa-AIOP luci ed ombre. Tutti i dati dell'inchiesta


Tra le tante informazioni interessanti emerse dalla ricerca DOXA-AIOP sulla salute orale degli italinai, quelle legate alla mancanza degli elementi dentali ed alla protesizzazione rappresentano un fattore di novità nel panorama dei dati che vengono analizzati nel settore dentale.

Secondo quanto emerso, al 70% degli italiani tra i 40 ed i 75 anni manca almeno un dente: maschio residente al Nor-Ovest con una età compresa tra i 65 ed i 70 anni la fotografia del paziente con più problemi . Ma la discriminante tra vere o non avere denti naturali non sembra essere anagrafica visto che il 60% degli intervistati tra i 45 e 55 anni hanno dichiarato di aver perso almeno un dente. Da quanto rilevato viene, invece, confermato che è la prevenzione a "mietere denti" visto che chi frequenta meno il dentista ha più problemi rispetto a quanti effettuano visite di controllo almeno una volta all'anno.

Ma questo, almeno leggendo i dati, non sembrerebbe essere vero visto che dal sondaggio emerge che gli italiani dal dentista ci vanno: il 65% ha dichiarato di esserci andato negli ultimi 6 mesi, il 21% nell'anno e solo il 14% da più di un anno.

"Andare dal dentista non basta se poi il professionista non è attento o non effettua una vista accurata", dice ad Odontoaitria33 il presidente AIOP Fabio Carboncini (nella foto).

"Non sto dicendo che molti dei miei colleghi non sono capaci a lavorare ma che per vari motivi non sempre riescono a dedicare il tempo che serve alla prevenzione, a curare nel termine più medico dell'atto. Chi si rivolge ad un Centro odontoiatrico per una visita gratuita dirà di essere andato dal dentista ma che visita è stata effettuata. Stessa cosa per quelli che utilizzano la prestazione di igiene professionale prevista dal suo fondo integrativo, magari svolta in fretta. Oggi, poi, molto spesso i pazienti si rivolgono ai nostri studi per una seduta di igiene ma se lo studio non è organizzato in modo che venga anche visitato dal clinico ecco che può sfuggire qualche cosa e quella seduta di igiene ai fini della prevenzione non ha l'efficacia che dovrebbe avere".

Dal punto di vista numerico il 27% degli intervistati ha dichiarato di non avere più 3-4denti, al 19% mancano 2 denti, al 14% 5-7 denti, al 7% 8-10 denti, all'11% degli italiani mancano più di 10 denti mentre gli edentuli totali sono l'8%,

Nello specifico agli italiani mancano i denti posteriori (al 63%), sia anteriori che posteriori (30%), solo quelli anteriori (7%).

Chi ha perso almeno un elemento dentale come si comporta?

Il 73% ha dichiarato di essersi rivolto ad un dentista per ripristinare la dentatura, mentre il 27% ha detto di aver lasciato la situazione così come era. In prevalenza perché non ha sentito la necessità (50%) , per motivi economici (28%), per paura di sentire male (17%), per motivi di tempo (6%).

Generalmente sono i pazienti che hanno perso i denti posteriori e quelli che hanno perso meno elementi (1-2) a non volerli sostituire. Scelta motivata, probabilmente, dal fatto che proprio questa tipologia di pazienti dichiarano di non aver avuto problemi a causa della propria situazione clinica.

In prevalenza il ripristino della masticazione è effettuata (42%) con una protesi fissa (ponte), corona ed impianto (38%), protesi rimovibile (13%), protesi totale (8%). Fanalino di coda l'utilizzo della corona singola utilizzata solo per il 3% dei pazienti. Forse la conferma che i dentisti italiani tendono a togliere l'elemento compromesso per sostituirlo con corona ed impianto piuttosto che effettuare cura e ricostruzione attraverso corona su dente naturale.

"Sicuramente il dato è influenzato dal come il paziente risponde alla domanda, una risposta sul percepito e non su di un dato oggettivo come potrebbe arrivare da una visita", spiega Carlo Poggio consigliere AIOP. "Sull'aspetto del tenere un dente rispetto a sostituirlo con un impianto, certamente influisce il fatto che per la cura si deve dedicare più tempo e questo aspetto, nell'era del tutto subito, diventa determinate nella scelta da parte di un paziente che ha sempre meno tempo da dedicare alle sedute del dentista. Un aspetto della ricerca che vorrei sottolineare è anche quello che dimostra come gli italiani curino molto di più i denti anteriori, perché si vedono, rispetto a quelli posteriori. L'estetica è privilegiata rispetto alla funzione".

Tra i dati positivi rilevati dal sondaggio quello sulla soddisfazione dei portatori di protesi, sia fissa che mobile.

Il 60% si dice molto soddisfatto, il 36% abbastanza mentre solo il 4% è per niente soddisfatto. Percentuali simili anche se si considerano le tipologie di protesi: leggermente più soddisfatti rispetto alla media i portatori di protesi su impianti (68%), meno gli italiani con protesi rimovibile (50% quanti molto soddisfatto). Portatori di protesi che hanno dichiarato (86%) di non aver mai avuto problemi dalla protesi. Decisamente positivo anche il dato che indica in 11 anni la "vita"media della protesi. Confermata, poi, la fiducia nel proprio dentista: solo il 3% ha dichiarato di non essersi trovato bene.

"Dati certamente importanti per la nostra professione anche se sono risposte basate sul percepito e non sulla reale situazione clinica del paziente", commenta il presidente Carboncini. "Magari il ponte sonda 7 mm con forca passante ma non dà fastidio. Per il paziente quel ponte non ha problemi mentre la situazione clinica dice cose diverse. Il prossimo step potrebbe essere un'indagine fatta sui nostri pazienti in modo da poter verificare il percepito con la reale situazione clinica".

Norberto Maccagno

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