Il Senato, con l'approvazione del maxiemendamento al decreto scuola sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia, ha sbloccato la questione delle scuole di specializzazione anche in odontoiatria.
Un po' di storia
Da qualche anno il percorso formativo dell'odontoiatra terminava dopo il diploma di laurea non essendoci, di fatto, la possibilità di ottenere un diploma di specializzazione in quanto, i Ministeri competenti, decisero di non finanziare più l'attivazione delle scuole di specializzazione in odontoiatria che, con il Decreto 68/2015, erano state inserite tra quelle in area sanitaria. Trai i motivi, probabilmente il fatto che in questo modo anche gli odontoiatri specializzandi avrebbero dovuto essere retribuiti come avveniva per i medici in via di specializzazione.
Nello stesso decreto oltre alle scuole di specializzazione in ortognatodonzia e in chirurgia orale già attive in molti atenei italiani viene confermata la specialità in odontoiatria pediatrica ed accantonata quella di odontoiatria generale, peraltro mai attivata.
Da quel momento, il Miur, probabilmente proprio per evitare problemi economici rispetto alla non retribuzione degli odontoiatri specializzandi, non ha più deliberato in merito all'attivazione delle scuole di specializzazione in odontoiatria. Senza quest'atto le Università non hanno potuto attivare nuovi corsi.
Cosa prevede l'emendamento approvato
Attraverso il maxiemendamento approvato dal Senato, e che dovrà ora passare alla Camera, vengono attivate le scuole di specializzazione per veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici,e psicologi ma non più in ambito medico e senza risorse aggiuntive per le borse di studio.
Le reazioni
Quelle dei docenti sembrano essere moderatamente positive. In una mozione approvata a fine aprile il Collegio dei Docenti Universitari di Discipline Odontostomatologiche aveva chiesto al MIUR, al presidente del CRUI ed al Ministero della Salute che fossero "finalmente attivate le Scuole di Specializzazione in Odontoiatria con il Nuovo Ordinamento e che siano previsti contratti di formazione anche per i laureati in Odontoiatria e Protesi Dentaria, così come statuito dalla vigente normativa", ma se questo non fosse possibile "fosse consentita l'attivazione delle Scuole per i laureati "non medici" anche senza che "siano previsti i contratti di formazione, così come peraltro statuito per le Scuole di Odontoiatria anche in Paesi dell'Unione Europea". Collegio dei Docenti che chiede, anche, che "l'accreditamento delle sedi in cui attivare i corsi sia dato alle "Scuole in grado di garantire standard formativi adeguati, in conformità anche a quanto stabilito dal vigente dettato normativo".
Soddisfatto il presidente della CAO nazionale Giuseppe Renzo, che esprime la propria soddisfazione per l'impegno del Governo volto a far approvare dal Senato, nell'ambito della legge di conversione del DDL n. 2299 in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca, l'emendamento che riattiva le scuole di specializzazione non mediche fra cui, ovviamente, anche quelle odontoiatriche.
"L'emendamento passerà ora alla Camera ed è auspicabile -dice- che anche in questo caso venga utilizzato il meccanismo della fiducia per consentirne una rapida approvazione".
La disposizione, ricorda il presidente CAO, sostanzialmente si limita a sospendere e non ad abrogare la disposizione dell'art. 8 della legge 401/2000 che prevedeva l'iscrizione alle scuole di specializzazione con una cadenza triennale.
"Si tratta di un primo riconoscimento di un diritto, da tempo rivendicato, che permetterà di garantire percorsi improntati alla qualità della formazione a garanzia del livello culturale della categoria.
E' necessario proseguire sulla strada volta all'equiparazione della normativa già attuata per i medici per l'evidente principio della parità delle condizioni e dell'eguaglianza delle regole.
Va assolutamente garantito l'accesso degli odontoiatri alle scuole di specializzazione considerando anche che l'attuale normativa per i concorsi pubblici prevede il possesso del diploma di laurea e di una specializzazione nel campo".
Presidente CAO che conclude sottolineando la correttezza del percorso impostato ed auspica il proseguimento delle iniziative legislative volte a garantire la qualità della formazione specialistica degli odontoiatri.
Al di fuori dell'odontoiatria la decisione di togliere dall'area medica queste specialità non è stata accolta con favore. Per il Sen. Andrea Mandelli, presidente della Federazione dei farmacisti, è un ritorno al passato che pone su piani diversi i medici rispetto ai farmacisti ed odontoiatri.
"Non avendo gli stanziamenti per poter finanziare le borse di studio di questi specializzandi -ha detto il Sen. Mandelli - il Governo ha deciso strumentalmente di ignorare il Dm 68/2015 riportando la situazione indietro nel tempo ricomprendendo anche i farmacisti, odontoiatri e fisici nelle riabilitazioni non mediche previste dalla Legge 401/2000".
Norberto Maccagno
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