HOME - Cronaca
 
 
04 Ottobre 2011

Osteonecrosi, necessario un confronto con ortopedico, reumatologo e oncologo

di Renato Torlaschi


La gravità dell’osteonecrosi dei mascellari ha fatto sì che l’osserva-zione di diversi casi associati alla terapia con bisfosfonati in pazienti osteoporotici abbia destato molto clamore.
Nonostante, come stima l’American College of Rheumatology, “il numero di casi in pazienti che assumono bisfosfonati orali contro l’osteoporosi sia probabilmente inferiore a uno su centomila all’anno”, le controversie sul tema non si sono ancora placate dal 2003, quando per la prima volta è stata segnalata la correlazione tra la Onj (Osteonecrosis of the jaw) e una delle terapie più efficaci entrate in uso in questi ultimi anni e in grado di inibire il riassorbimento osseo. In letteratura compaiono in continuazione studi che tuttavia non hanno ancora prodotto risultati conclusivi sul tema.
“Il livello di evidenza scientifica relativa all’osteonecrosi dei mascellari in pazienti con osteoporosi in terapia con bisfosfonati in termini di patogenesi, epidemiologia e trattamento è piuttosto limitato, mentre dati di un certo rilievo derivano prevalentemente dal campo di utilizzo oncologico. Sono disponibili pochi dati e di bassa forza ed evidenza nel campo dell’osteoporosi. Le stesse linee guida nazionali e internazionali basano le loro raccomandazioni su dati empirici e pareri di esperti”.
La conferma dello stato ancora insufficiente delle nostre conoscenze arriva da un documento prodotto congiuntamente dagli odontoiatri dell’Andi (Associazione nazionale dentisti italiani) e dagli ortopedici della Siomms (Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) che esprime le raccomandazioni ai professionisti.

Il trattamento
L’osteonecrosi da assunzione di bisfosfonati si può sviluppare dopo uno o due anni di terapia, ma nella maggior parte dei casi si verifica dopo trattamenti più prolungati, anche oltre i cinque anni. Se il rischio per i soggetti in cura per osteoporosi è basso, preoccupazioni maggiori sono legate ai pazienti oncologici poiché le dosi di bisfosfonati utilizzati per trattare i tumori possono essere fino a dieci volte superiori. Inoltre, tipicamente le assunzioni di farmaco sono più ravvicinate, ogni tre o quattro settimane anziché attraverso la singola dose annuale spesso prescritta contro l’osteoporosi. E in questo caso la prevalenza aumenta fino a percentuali dell’11%.
Tra le tante incertezze, gli studiosi concordano però nell’indicare in un programma di regolare cura dei denti e dell’igiene orale l’approccio ottimale per ridurre i rischi di osteonecrosi.
All’inizio della terapia con bisfosfonati si impone un esame orale completo; l’odontoiatra dovrebbe essere messo a conoscenza dei farmaci assunti e, nei limiti del possibile, prendere in considerazione trattamenti dentistici conservativi.
Secondo il documento Andi-Siomms, ai soggetti che sono già in terapia con bisfosfonati, sia con somministrazione orale che endovena, andrà raccomandata un’attenta igiene orale, assistita da periodiche visite odontoiatriche, per un pronto trattamento di qualsiasi infezione dovesse verificarsi nel cavo orale.
Non sono controindicate estrazioni o altri interventi odontoiatrici invasivi o l’implantologia, purché venga effettuata un’attenta valutazione specifica sul paziente del rapporto tra rischi e benefici; si consiglia l’ottenimento del consenso informato, in modo particolare quando si ha a che fare con pazienti che assumono bisfosfonati da più di tre anni.
Se è necessario un intervento chirurgico anche di minima entità nel cavo orale, è consigliata un’adeguata preparazione iniziale (igiene professionale, istruzioni di igiene, ultrasuoni eccetera), un’adeguata profilassi antibiotica (per esempio con amoxicillina/acido clavulanico, eventualmente combinata a metronidazolo, per almeno due giorni prima e dai sette ai dieci giorni dopo l’intervento) e, nel caso di estrazione, sutura ed eventuale chiusura con lembo e monitoraggio della ferita fino alla guarigione.
Una sospensione del bisfosfonato per un periodo di alcune settimane prima e dopo l’intervento odontoiatrico invasivo può essere raccomandato in via cautelativa, anche se non esistono evidenze che ciò riduca il rischio di osteonecrosi a mascella e mandibola.

GdO 2011;10

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Quali i rischi e quali le precauzioni che dovrebbero essere adottate nella pratica clinica per prevenire il rischio di osteonecrosi

di Arianna Bianchi


In uno studio pubblicato su Oral Surgery Oral Medicine Oral Pathology Oral Radiology, gli autori hanno valutato l’impatto di una sospensione dei farmaci...

di Lara Figini


I bifosfonati sono ampiamente utilizzati per il trattamento delle anomalie del metabolismo osseo, per esempio nell’osteoporosi. Il loro uso continuativo porta a una forte...

di Alessandra Abbà


Combinato con fattori di rischio come estrazioni dentali, una scarsa igiene orale, l'utilizzo di apparecchi mobili o la chemioterapia, il denosumab può favorire lo sviluppo di osteonecrosi dei...


ObiettiviL'otturatore è un valido ausilio riabilitativo, normalmente utilizzato per ottenere la correzione di difetti piccoli e medi del palato nei pazienti operati per neoplasie che...


ObiettiviL’osteonecrosi dei mascellari (ONJ) è un effetto collaterale della terapia con bisfosfonati (BPT), descritto a partire dal 2003. L’eziologia della BRONJ rimane sconosciuta e la...


“Indubbiamente l’o-steonecrosi mascellare (Onj) in soggetti in terapia con bifosfonati (Bnf) è divenuto un problema preoccupante per l’odontoiatria, non tanto in termini di incidenza, che...


Il 23 giugno ad Alessandria si è concretizzato un incontro che molti attendevano: quello delle società scientifiche che a vario titolo si occupano di patologie la cui terapia prevede l’utilizzo...


INTRODUZIONE Negli ultimi anni è stata documentata la correlazione fra l’osteonecrosi dei mascellari e l’assunzione di bifosfonati (BRONJ), molecole inibitrici del riassorbimento osseo mediato...


Obiettivi. Attraverso un’accurata revisione della letteratura si vuole affrontare il tema delle agenesie degli incisivi laterali e di come trattarle con l’uso dell’ortodonzia e...


Altri Articoli

Aggiornamento per igienisti dentali ed odontoiatri. Venerdì 15 maggio 2026 con la prof.ssa Gianna Nardi ed il dott. Giuseppe Chiodera


Dal 14 al 16 maggio, a Rimini, l’appuntamento di riferimento per tutto il settore dentale: ricco programma scientifico e mostra merceologica. Ecco le modalità per iscriversi...


Immagine di repertorio

Particolare attenzione deve essere prestata ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti. Ecco le raccomandazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco


I sindacati odontoiatrici contro due emendamenti proposti a decreto riforma professioni sanitarie. ANTLO: gli emendamenti sono già stati giudicati inammissibili, volete impedire...


In occasione delle Giornata Mondiale dell’igiene delle mani, l’ISS cerca di sensibilizzare il personale sanitario. Ecco le indicazioni per il Team odontoiatrico


L’obiettivo è garantire agli studenti un accesso precoce e privilegiato a un network professionale consolidato


La lista guidata da Corrado Bondi presenta il programma e traccia la rotta per il futuro dell’Associazione. Obiettivo: dare risposte concrete a un settore in rapida evoluzione


Un emendamento vuole intervenire su attività che pur essendo parte del sistema salute, risultano ancora regolate da norme frammentarie e datate. Tra le riforme quella del percorso di studi che...


Audizione sul decreto di revisione del sistema degli incentivi: richiesta piena equiparazione e misure efficaci per sostenere transizione digitale, sostenibilità e aggregazioni...


Dura la reazione del presidente nazionale CAO Andrea Senna: “occorre preservare l’autonomia e l’integrità della professione medica ed odontoiatrica”


Un corso di laurea altamente professionalizzante con particolare attenzione alla pratica clinica. Scadenza iscrizioni il 13 maggio


I Giudici ribadiscono che il reato di esercizio abusivo non richiede la verifica della qualità della prestazione resa e il diploma di Laurea deve essere riconosciuto anche in Italia 


Un nuovo documento condiviso da parodontologi e odontoiatri pediatrici europei ridefinisce il modo di leggere gengiviti e parodontiti in età evolutiva


Il SIASO richiama di rispettare il dettato normativo che non consente all’ASO di svolgere l’attività in regime di lavoro autonomo


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi