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19 Settembre 2016

A Rio poche le medaglie d'oro in salute orale. L'ASD ha valutato quella degli atleti in gara


Con la cerimonia di chiusura delle Paraolimpiadi è calato il sipario sui Giochi di Rio 2016. Una edizione a detta di molti osservatori che ha riscontrato molti punti di forza, salute orale a parte visto che molti degli alteti che hanno preso parte ai giochi presentavano significativi problemi dentali.

A denunciarlo è il Richard Knowlton responsabile del'ASD (Academy for Sport Dentistry) che conta in USA 600 specialisti in traumatologia dentale dello sport.

Durante Giochi Olimpici di Rio il dott. Knowlton ha coordinato un Team di volontari ASD che hanno trattato più di 350 atleti.

I traumi più frequenti si sono verificati nel basket, baseball e soft-ball, sport dove non è obbligatorio l'utilizzo di un bite protettivo.

"Molti atleti trascurano la loro salute sopratutto quella orale. Alcuni ragazzi vengono da almeno 4 anni di allenamento di 50-70 ore alla settimana, conducendo una vita molto spartana", ha detto l'esperto.

I dati epidemiologici di Rio sono in linea con quelli di Londra 2012 dove il 55% degli atleti presentava più di una carie e la metà non eseguiva un controllo dentistico e una seduta di igiene da oltre un anno.

Molto diffuse le infezioni attive come ascessi e malattia parodontale.

Due le raccomandazioni che dott. Knowlton lancia ad atleti e ai coach dei team di tutte le nazioni:

1) quando in una disciplina si sale sul podio con uno scarto di un centesimo di secondo. gareggiare con la parodontite attiva o un ascesso dentale è come gareggiare con il raffreddore, l'organismo non può dare il 100% e la bocca in buona salute può fare la differenza.

2) Molti atleti utilizzano dei bite protettivi del tutto inefficaci. Sono infatti molto diffusi i bite del tipo scalda e mordi, una sorta di fai da te che spesso non è grado di proteggere dai traumi sportivi

A cura di: Davis Cussotto, odontoiatra libero professionista Twitter @DavisCussotto

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