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12 Dicembre 2016

Odontoiatri una professione sempre più considerata e punto di riferimento. Renzo (CAO): i suoi rappresentanti sono interlocutori diretti delle istituzioni


Nei giorni 1-2-3 dicembre si è tenuto a Roma un importante appuntamento promosso dalla CAO nazionale a cui hanno partecipatole CAO provinciali da tutta Italia. Tanti i temi esaminati nei gruppi di lavoro e poi in sede di Assemblea degli odontoiatri. Il punto è stato fatto dal presidente CAO Giuseppe Renzo (nella foto) in una intervista pubblicata sul sito della FNOMCeO dalla quale emerge la soddisfazione per i risultati raggiunti soprattutto in tema di rappresentatività; un percorso "del riconoscimento della rappresentanza e della rappresentatività della professione odontoiatrica in tutti gli ambiti istituzionali" in continuo progresso, dice Renzo.

"Percorso -continua- condiviso con la componente medica a cui va ascritto il merito di aver in modo lungimirante compreso che era venuto il tempo dell'autodeterminazione e, quindi, della responsabile scrittura delle regole".

Il primo riferimento è ovviamente all'ENPAM, ricorda il presidente CAO, "nel cui ambito ormai, a livello di legge e di Statuto, i rappresentanti degli odontoiatri sono inseriti in tutti gli Organi collegiali e soprattutto sono eletti dai loro colleghi". "È un traguardo che non è esagerato definire storico e che dimostra la capacità di una professione di farsi valere anche in condizioni a volte non particolarmente facili. È inutile poi ricordare che la professione odontoiatrica e i suoi rappresentanti sono ormai divenuti interlocutori diretti delle istituzioni che li riconoscono come punto di riferimento sui problemi della tutela della salute orale dei cittadini".

Presidente CAO che ricorda gli interventi verso la Politica sui temi cari alla professione, lavoro di confronto e proposizione che dovrà certamente continuare. "Non ci fermeremo e saremo propositori e attenti "facilitatori" di iniziative e incontri tra tutti i soggetti interessati, con quel senso di eticità e di terzietà che è patrimonio dei rappresentanti istituzionali della professione e dei portatori di interessi legittimi", promette.

Un lavoro di dialogo non solo con l'esterno ma anche e soprattutto all'interno della professione.

"Da tempo -continua Renzo- la CAO Nazionale sta evidenziando che gli odontoiatri attraverso la loro attività professionale sono il volano di un settore sanitario che riveste un'importanza anche a livello economico. Stiamo valutando quanto, a livello numerico, sia grande il numero dei soggetti coinvolti nella nostra professione, ivi compreso l'indotto. Possiamo anticipare che centinaia di migliaia sono le famiglie che, grazie all'attività delle "imprese" formate in ampia maggioranza da studi mono o in associazione tra professionisti, trovano garantito un lavoro e il relativo sostentamento. Non meno di 300.000 persone trovano direttamente e/o indirettamente riscontro. Non voglio sollevare polemiche, ma trovo doveroso mettere un punto fermo anche su questo tema facendo pesare la verità derivante dalla forza dei numeri . Lasciamo ai "terzi-lucranti" e ai "mercanti della salute" la propaganda e le affermazioni fini a se stessi. Noi ci occupiamo di tutela della salute e dei diritti-doveri dei professionisti, anche perché questa è una responsabilità che gli odontoiatri non rinnegano e che anzi rivendicano. Qualità e sicurezza nelle cure alla persona, aggiornamento continuo, etica e deontologia, programmazione europea e accesso alla professione ( con particolare cura ai diritti dei giovani laureati e alle colleghe). In questo percorso è importante trovare elementi di collaborazione con tutti i nostri riferimenti: Accademia, Società Scientifiche, Associazioni. Quindi, con loro aprire un'altra stagione di confronto fattivo, e senza preconcetti, con altri importanti soggetti: penso alla filiera del dentale, agli studenti dei corsi di laurea, agli igienisti dentali, agli assistenti alla poltrona e anche agli odontotecnici. A questo riguardo sono convinto che nella grande maggioranza dei casi il rapporto fra il professionista odontoiatra e l'odontotecnico sia corretto. Quello che occorre è l'assoluto rispetto dei diversi ambiti di competenza che non consentono a norma di legge a questi tecnici di intervenire direttamente sul paziente non essendo investiti di alcun ruolo sanitario. Nessuno intende negare l'opportunità di un miglioramento culturale nel percorso formativo degli odontotecnici, ma occorre comprendere che il loro ruolo, di grande importanza, è quello tecnico di predisposizione, su indicazione dell'odontoiatra dei manufatti protesici che costituiscono un supporto fondamentale per la riuscita della cura e della terapia di cui l'odontoiatra è il garante. Adesso, a bocce ferme, dopo l'ennesimo stop a quelle fughe in avanti tentate dai soliti noti, credo che vada ripreso un filo di discussione con interlocutori non compromessi, ma rappresentanti della parte maggioritaria della categoria".

A questo link il testo integrale dell'intervista.

 
 

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