Confprofessioni ed ANDI contro le dichiarazioni del Ministro Gualtieri a “Piazza Pulita”. Stella (Confprofessioni), visione ottocentesca delle professioni
“Inaccettabili e superficiali. Le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, secondo il quale “i professionisti sono persone e beneficiano delle indennità di 600 euro, quindi non hanno diritto ai contributi a fondo perduto delle imprese", non sono appropriate per un ministro della Repubblica”.
E’ questo il duro attacco che il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella, lancia attraverso un comunicato stampa al ministro Gualtieri dopo l’intervista di ieri alla trasmissione Piazza Pulita, (potete rivedere il passaggio a questo link al minuto 1:27:00) nella quale, sintetizza Confprofessioni, "ha ribadito l’esclusione di 2 milioni di liberi professionisti dai contributi a fondo perduto per le imprese previsti dal decreto rilancio".
“Le dichiarazioni di Gualtieri denotano una preoccupante e pericolosa approssimazione su un settore economico, quello degli studi professionali, che occupa 900 mila lavoratori tra dipendenti e collaboratori e muove un volume d’affari di circa 210 miliardi di euro all’anno. Un settore che investe e produce ricchezza per il Paese. Ma anche un settore colpito duramente dalla crisi economica, innescata dalla pandemia”, sottolinea Stella. “Non vedo differenze tra un imprenditore che per effetto del Covid-19 ha subito un calo di fatturato e un dentista, un avvocato, un architetto o un commercialista che per lo stesso motivo hanno subito il medesimo danno. Due pesi, due misure”.
“Ci troviamo di fronte a una visione ottocentesca dell’economia che inquadra ancora il lavoro professionale con la lente delle corporazioni”, conclude Stella.
“Evidentemente, al ministro Gualtieri sfugge la nozione di impresa, così come formulata nelle raccomandazioni della Commissione europea, che considera impresa “ogni entità”, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un'attività economica. Il decreto rilancio segna un punto di non ritorno e faremo valere in tutte le sedi i diritti di 2 milioni di professionisti contro una norma discriminatoria e palesemente incostituzionale”.
Riprendendo sul sito dell’Associazione il comunicato di Confprofessioni con le dichiarazioni del presidente Stella, il presidente ANDI Carlo Ghirlanda dichiara: “ANDI condivide le considerazioni del Presidente nazionale di Confprofessioni Gaetano Stellarispetto alle dichiarazioni del Ministro On. Gualtieri: la conferma della mancanza di considerazione nei confronti dei liberi professionisti iscritti agli Ordini da parte del MEF o scaturisce da una evidente svista che dovrà essere immediatamente recuperata, oppure è espressione di una precisa scelta ideologica e come tale dovrà essere nel tempo ricordata. Questa decisione avviene inoltre dopo l’ingiusta tassazione dei sussidi economici che ENPAM ha deliberato per i propri iscritti: si tratta di scelte incomprensibili che non possono reggere ad alcuna giustificazione perché frutto di una visione miope, anacronistica e disinformata dello status e della importanza delle libere professioni in Europa ed in Italia. ANDI parteciperà con forza alle iniziative già annunciate da Confprofessioni per ribadire i diritti di 2 milioni di professionisti contro una norma discriminatoria e palesemente anticostituzionale”.
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