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15 Marzo 2021

Medici ed odontoiatri ambulatoriali: firmato accordo per somministrare i vaccini

L’adesione sarà su base volontaria e potrà essere svolta durante l’orario di lavoro oppure prevedere ore extra. Definite anche le condizioni economiche

Nor. Mac.

In attesa di conoscere i dettagli dell’accordo tra Ministero della Salute e gli odontoiatri liberi professionisti per la somministrazione dei vaccini alla popolazione, CISL Medici, SUMAI Assoprof,FeSPA, UIL FPL, hanno sottoscritto l’accordo con le modalità per il coinvolgimento dei medici specialisti ambulatoriali convenzionati interni nella campagna di vaccinazione nazionale anti COVID-19.

Accordo che “dovrà essere successivamente declinato a livello regionale anche in relazione alle diverse modalità organizzative e alle caratteristiche territoriali, nonché alle modalità concrete di vaccinazione della popolazione individuata”, viene spiegato. Accordo che si applica “anche in caso di coinvolgimento su base volontaria nella campagna vaccinale degli odontoiatri specialisti ambulatoriali interni e dei medici veterinari specialisti ambulatoriali interni”. 

Nell’accordo viene chiarito che il coinvolgimento sarà su base volontaria e l’attività di somministrazione, sempre in accordo con lo specialista, potrà essere svolta sia durante l’orario di servizio oppure attribuendo “un orario aggiuntivo nel rispetto di quanto previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale del 31 marzo 2020”. Lo specialista dovrà garantire l’aggiornamento in tempo reale “dell’anagrafe vaccinale” utilizzando la piattaforma predisposta. 


Trattamento economico 

Se l’attività di vaccinatore avviene nelle ore di lavoro, il medico specialista non percepirà nessun compenso aggiuntivo. Se l’attività verrà svolta fuori della normale sede di lavoro individuata dalla lettera d’incarico si applicherà sia durante l’orario di servizio che in orario aggiuntivo anche quanto previsto dall’art. 32 dell’ACN vigente. Il trattamento economico individuato, sulla base di un calco previsto dal ACN e considerando quanto già previsto, prevede 6,16 euro ad inoculazione, “salvo ulteriori incrementi derivanti da Accordi integrativi regionali da aggiungere alla normale remunerazione prevista dagli artt. 32, 41 e 43 del vigente Accordo Collettivo Nazionale integrati come sopra previsti”. 

“Il finanziamento delle prestazioni alle quali vengono ricondotte le prestazioni rese dai medici specialisti ambulatoriali convenzionati interni ai sensi dell’art. 8 del d.lgs. n. 502 del 1992 per l’attività vaccinale –viene chiarito nel testo dell’accordo- è a carico di quota parte del fondo sanitario nazionale. Pertanto, la remunerazione dell’effettuazione delle vaccinazioni anti Covid-19 da parte dei medici specialisti ambulatoriali convenzionati interni rende necessario un finanziamento aggiuntivo ad integrazione del fondo sanitario nazionale da destinare sia alla remunerazione delle eventuali ore aggiuntive da dedicare all’attività vaccinale che alla disponibilità del fondo per le prestazioni di particolare interesse (P.P.I.) previste dall’ACN del 31 marzo 2020. Il finanziamento sarà progressivamente definito sulla base dell’andamento della campagna vaccinale”. 

L’accordo sarà operativo dopo la firma del Presidente della Conferenza Stato Regioni e non necessità di ulteriori passaggi. Per quanto riguarda la copertura assicurativa, spiega ad Odontoiatria33 Domenico Bruno Buggè (dirigente SIMMAT sindacato federato in FESPA), essendo attività autorizzata dal SSN con accordo nazionale è quella prevista dall'art 52 dello stesso ACN, responsabilità verso terzi.

FESPA Lombardia che contesta il mancato coinvolgimento della SISAC e dei biologi nel piano vaccinale. 

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