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24 Settembre 2021

Trascurare la parodontite costa in Italia 3,5 miliardi l’anno

La denuncia arriva dal Congresso SIdP di Rimini. Spese che si possono ridurre con una più attenta gestione della propria igiene orale e regolari visite di controllo


Che la parodontite sia una delle malattie più frequenti al mondo, al quinto posto in una ipotetica classifica, è ormai noto: soltanto in Italia il 50% della popolazione ha le gengive infiammate, con 8 milioni di italiani over 35 che soffrono di parodontite e 3 milioni ad alto rischio di perdere uno o più denti per colpa della malattia.

Curare la prevenzione per evitare che la patologia diventi grave consentirebbe di risparmiare 3,5 miliardi di euro all’anno in costi sociali e diretti. A sottolinearlo è SIdP durante il Congresso annuale in svolgimento a Rimini.

Se il 90% dei casi fosse diagnosticato e gestito precocemente –sottolineano da SidP- non solo si avrebbe un miglioramento della salute orale con minore perdita dei denti e con una riduzione del numero di giorni perduti per disabilità, ma si avrebbe anche un notevole risparmio economico”. 

E nel lavoro di prevenzione, ricordano gli esperti, anche quello di comunicazione che i singoli dentisti possono fare per motivare i propri pazienti verso il controllo meccanico e chimico della placca con una buona igiene orale e le visite regolari dal dentista e dall’igienista dentale. Ricordando anche e soprattutto, dicono, che il trattamento della parodontite riduce il rischio di peggioramento di gravi malattie sistemiche come l’aterosclerosi e il diabete, con ulteriore beneficio specialmente nelle categorie di persone fragili. 

La parodontite si può prevenire con una buona igiene orale e regolari controlli specialistici, tuttavia negli ultimi 25 anni, nonostante i progressi scientifici in termini di prevenzione e gestione clinica della malattia, presenta di fatto una prevalenza invariata – osserva Luca Landi(nella foto) presidente SIdP – Molti infatti vanno dal dentista solo in caso di problemi e urgenze limitando i controlli a causa dei costi”.“L’ultimo rapporto del Global Burden of Diseases chiarisce però che la vera spesa è costituita dai costi indotti da una mancata o inadeguata cura delle gengive infiammate: sappiamo bene da tempo che i costi sostenuti per la cura della gengivite, se non sono seguiti da un controllo periodico, portano ad una perdita di denti che è fino a 5 volte maggiore rispetto a coloro che invece seguono un programma di controllo della malattia. I fattori chiave per essere efficaci ed efficienti anche da un punto di vista economico sono semplici e sono rappresentati dalla regolare rimozione della placca con la pulizia interdentale e dalla adozione di corretti stili di vita”.  

I lavori del Congresso hanno indicato anche l’importanza di integrare meglio l’odontoiatria al resto dell’assistenza sanitaria condividendo informazioni fra professionisti, ma anche di prevedere campagne di sanità pubblica sociali e individuali, nelle scuole, nei centri sanitari e non solo, prestando attenzione a raggiungere la popolazione meno abbiente, spesso più colpita dalla malattia proprio per la minore possibilità di accesso alla prevenzione.

Per molti il costo dell’odontoiatra è una barriera ed è più probabile che accedano al dentista quando c’è qualcosa che non va, piuttosto che per controlli o trattamenti preventivi essenziali per evitare la parodontite – riprende Landi – In realtà dobbiamo ricordare che il rapporto costo beneficio della terapia parodontale è molto favorevole e che questa non necessita di strumentazioni sofisticate per ottenere il controllo dell’infiammazione”. 

Considerando l’enorme spesa sanitaria e il negativo impatto sociale connesso al mancato trattamento della parodontite, oltre alla dimostrata convenienza del trattamento professionale della malattia, particolarmente in fase iniziale, sarebbe auspicabile una sempre maggiore consapevolezza da parte dei cittadini, degli operatori sanitari e delle istituzioni sul ruolo che queste cure possono avere sulle condizioni di salute di benessere orali e sistemiche”.    

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