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12 Aprile 2010

I risultati dell'omeopatia: lettera a Silvio Garattini

di Alberto Laffranchi


Egregio professor Silvio Garattini,
ho sempre ammirato il suo operato all’Istituto Mario Negri, una delle istituzioni scientifiche più prestigiose d’Italia. Mi chiamo Alberto Laffranchi, specialista da venticinque anni in radiologia e radioterapia presso l’Istituto Tumori di Milano. I “nostri malati” sono persone affette da problemi psico-fisici spesso gravi o gravissimi, anche quando considerati guariti dal tumore. Dal 1992 assieme a numerosi altri colleghi abbiamo cominciato a cercare nuove terapie per migliorarne la qualità di vita, in particolare di fronte a patologie iatrogene gravissime come le osteoradionecrosi della mandibola.
Dopo i primi sorprendenti risultati, i nostri orizzonti scientifici si sono allargati, senza pregiudizi. Nel 1998 abbiamo costituto il gruppo di studio su Medicine e terapie complementari in oncologia (www.istitutotumori.mi.it/istituto/attivita/MeTeCO) che nel 2008 è stato premiato con il riconoscimento “Tiziano Terzani” per l’umanizzazione della medicina. Tra le terapie da noi utilizzate su centinaia di pazienti, ci sono anche l’omeopatia e l’omotossicologia che hanno consentito da sole, o con altre cure, di ottenere risultati sorprendenti in lesioni iatrogene ormai giudicate incurabili. Visti i risultati sia come uomini sia, soprattutto, come ricercatori, pur non comprendendo i meccanismi d’azione di queste cure, non ce la sentiamo di condannarle perché rischieremmo di togliere ai nostri pazienti l’unica possibilità medica per uscire dal tunnel della loro sofferenza (sono decine i pazienti guariti dal tumore, ma affetti da gravi patologie iatrogene, che hanno pensato seriamente al suicidio perché nessun medico, per anni, è riuscito ad alleviarne la sofferenza).
Le allego le radiografie di una giovane signora con gravissimi danni alla mandibola da radio-chemioterapia cui era stato detto che l’unica soluzione sarebbe stata l’amputazione della mandibola, seguita da intervento ricostruttivo. I farmaci omeopatici, omotossicologici e i campi elettromagnetici sono stati la cura che l’hanno guarita, come è successo in tanti altri casi.
Noi siamo sempre sorpresi nel constatare che l’omeopatia funziona, pur senza comprenderne a fondo i meccanismi d’azione; i risultati ottenuti su decine e decine di malati ai quali era stato detto “Lei deve imparare a convivere col suo problema”, ma poi curati e guariti omeopaticamente, ci hanno imposto “il silenzio” scientifico e la nostra criticità è crollata. Le chiedo di non distruggere, attraverso i media, una grande possibilità di cura per i nostri malati, ma di ricercare, assieme a noi, le possibili interpretazioni del fenomeno omeopatico.

Alberto Laffranchi

 
 

GdO 2010; 4

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