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27 Marzo 2012

Pubblicità: la Bersani si applica anche alle società

Le novità nello studio

di Norberto Maccagno


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Il Decreto Bersani si applica anche alle strutture sanitarie gestite da società di capitali: a stabilirlo la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3717, che ha richiamato peraltro la posizione già assunta dal Tar Emilia Romagna, con la sentenza 16/2010, mentre si è discostata dalla posizione assunta dal Ministero della Salute con una circolare del 2008 dove era stata posta la distinzione tra società e professionisti per l'applicabilità della legge 175/92.
Secondo la nuova impostazione è stato stabilito che il Decreto Bersani (che ha come obiettivo quello di agevolare la concorrenza nel settore professionale) deve trovare applicazione anche per le strutture sanitarie gestite da società.

Queste le motivazioni in forza dei giudici:

• la stretta derivazione comunitaria del Decreto Bersani, confermata da interventi legislativi nella stessa direzione, volti a garantire la libertà di concorrenza, secondo condizioni di pari opportunità e il corretto e uniforme funzionamento del mercato;

• il suo inserimento in un sistema organico, nel quale l'abrogazione delle norme restrittive della pubblicità e l'affidamento agli ordini professionali del controllo, della libera pubblicità, ai fini disciplinari, sotto il profilo della trasparenza e veridicità (Cass Sez un 18 novembre 2010 n. 23287, in motivazione) si coniuga con i poteri inibitori e sanzionatori attribuiti all'Agcm attivabili anche dal professionista e dal consumatore non esclusi gli ordini professionali;

• la mancanza delle disposizioni legislative di qualunque distinguo in ordine ai soggetti che tale pubblicità effettuano;

• l'evidente irragionevolezza di sottrarre alla nuova disciplina la pubblicità posta in essere da soggetti diversi dal singolo professionista e cioè proprio quei soggetti (sia che si tratti dell'esercizio della professione in forma societaria, quando e nelle forme consentite, e dell'esercizio dell'attività professionale all'interno dell'organizzazione di un'impresa dei servizi sanitaria, nella forma della società di capitali) che più dei singoli professionisti ricorrono a forme di pubblicità.

GdO 2012;4:2-3

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