E se si sostenesse che Stefano Ricucci, l’odontotecnico di Zagarolo che però faceva il dentista, avesse cominciato la sua scalata al Corriere della Sera grazie al nero fatto con turbina e impronte. Se poi si provasse che Ricucci era congruo secondo gli studi di settore, si potrebbe dimostrare che questo strumento, inventato da Tremonti, mentre manda le verifiche a tappeto ai dentisti, non serve per scovare l’evasore. Fa solo pagare un pochino tutti coloro che non vogliono problemi con il fisco.
Nelle settimane scorse avrete letto e sentito di tutto sull’argomento, ma soprattutto avrete inveito contro Visco e i suoi scoprendovi non congrui quando lo scorso anno invece lo eravate. E non capite come mai visto che non avete ridotto il fatturato, comprato nuovi materiali, nuove attrezzature. Sono cambiati gli “indici di normalità economica”: ovviamente sono aumentati.
Il vice-ministro Visco con la circolare del 9 giugno sottolinea che gli studi di settore sono uno strumento di ausilio ai contribuenti per l’autodichiarazione dei redditi e di supporto all’Agenzia delle entrate per predisporre le attività prioritarie di accertamento e che la condizione di non congruità non implica alcun accertamento automatico e quindi non vi è l’obbligo per chi non è congruo di adeguarsi.
Vi consiglio di tenere la circolare da presentare in caso di eventuale verifica.
Molti consulenti concordano poi nel dire che le verifiche a seguito della non congruità sono impugnabili. Sempre l’Agenzia delle entrate per voce del suo direttore, il dottor Massimo Romano, sostiene che chi subisce un accertamento ordinario paga in media tre volte di più che ad adeguarsi secondo gli studi di settore. Come dire: “capisci a me!”
Alla fine è però sempre l’odontoiatra a dover decidere come comportarsi e intanto gli investimenti in attrezzature per il personale si fermano. Si arriva perfino ad “apprezzare” di più il paziente che necessita di cure piuttosto che di protesi.
In questi anni in cui si sono succedute varie versioni degli studi di settore per l’attività di odontoiatra, le associazioni di categoria hanno dialogato con il SO.SE, la società che gestisce per conto del Ministero gli studi di settore. Un confronto che è servito per calibrare meglio, anno dopo anno, i parametri abbinati ai vari “cluster” che servono a indicare il reddito presunto del professionista. E di miglioramenti negli anni ne sono stati apportati. I rappresentanti delle associazioni odontoiatriche sono riusciti per esempio a spiegare che l’assistente alla poltrona da sola non produce reddito; che un dentista con tre riuniti non fattura tre volte di più di uno con un solo riunito; che un autoclave non è una macchina che produce lavoro, ma il contrario, e che non è detto che dietro a ogni bicchierino, a ogni aspira-saliva monouso consumati vi sia una richiesta di parcella.
Modifica dopo modifica, il dentista negli anni ha imparato a programmare la gestione del proprio studio più sulla base del software Gerico che con una visione manageriale e produttiva.
Se gli studi di settore possono indicare un reddito presumibilmente reale per chi realizza un prodotto parametrando, per esempio, l’acquisto di cemento e il numero di mattoni venduti, lo stesso metodo non può funzionare per una professione intellettuale. Non è possibile stabilire quanto un professionista con due mani possa produrre. Per esempio quanti articoli posso scrivere o quanti denti potete curare. Ma non solo; non è vero che, come spesso indica lo studio di settore, chi denuncia poco è veramente quello che in teoria “trassa” di più. I miei articoli valgono come quelli di Biagi? L’impianto inserito da un giovane professionista costa al paziente tanto quanto quello inserito dal dentista di grido?
La soluzione per far pagare tutti, visto che lo Stato non sembra in grado di controllare, sarebbe quella di permettere ai cittadini di scalare dalle proprie tasse quanto spendono per idraulici, notai, avvocati e dentisti. Così come il mio editore ha tutto l’interesse di chiedermi la fattura che scala come spesa, così il cittadino la richiederà al professionista. Da tempo le associazioni di riferimento del settore dentale lo richiedono al Governo e da tempo i politici fanno finta di non sentire. Ma fa pensare che sia solo il settore dentale a chiedere questo, a volte neppure con molto entusiasmo. Settore da sempre indicato come covo di evasori.
Per lo Stato sarebbe anche il modo per cercare di compensare il cittadino per le carenze del servizio pubblico.
Tra le polemiche scoppiate sugli studi di settore nelle scorse settimane non mi è sembrato di leggere questa, tra le proposte avanzate dalle assemblee di artigiani, commercianti e imprenditori. Non sarà allora che sono molti ad aver paura che una maggiore deducibilità delle spese odontoiatriche possa dimostrare che, alla fine, sarebbero più i soldi che entrano nelle casse del fisco che quelli che non entrano, perché scalati come spese? Negli articoli pubblicati in queste settimane per la verità il dentista non è più citato, come era successo lo scorso anno, tra le categorie che evadono di più; sono altre professioni a essere messe alla gogna. Magari molti giornalisti si sono accorti, come è capitato a me, che il pizzaiolo da cui compro la pizza da asporto ha la stessa automobile del mio amico dentista che denuncia 300mila euro l’anno: un Cayenne S nero.
GdO 2007; 11: 1, 2-3
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
O33gestione-dello-studio 13 Luglio 2026
Per l’Agenzia delle Entrate la trasformazione non genera plusvalenze o minusvalenze sui beni che compongono l'organizzazione professionale, inclusi clientela, beni materiali e altri asset...
cronaca 12 Giugno 2026
Attiva la piattaforma per presentare le domande. Rimangono ancora fuori i software in cloud
O33normative 09 Giugno 2026
Chi pacherà tutto entro il 20 agosto dovrà versare una maggiorazione dello 0,8%, lo scorso anno era della metà. Confermata la possibilità di pagare a rate, ecco i costi e...
O33normative 08 Giugno 2026
Sembra possibile una apertura all’agevolazione anche per l’acquisto di software in cloud, il Governo sta cercando di trovare la copertura finanziaria
approfondimenti 03 Giugno 2026
L’Amministrazione ribadisce: nessun accesso ai dati dei social network né algoritmi occulti per analizzare spese e movimenti bancari
inchieste 31 Maggio 2019
Dopo il calo registrato nel 2015 e 2016 tornano ad aumentare le partite iva degli studi odontoiatrici, anche come singoli professionisti. Il dato arriva dall’Agenzia delle Entrate che ha...
inchieste 31 Maggio 2019
Nel 2007 erano 15.165, dieci anni dopo i laboratori censiti dallo studio di settore (anno 2017 dichiarazione 2018) sono 11.933, dati dell’Agenzia delle Entrate che confermano le difficoltà...
approfondimenti 10 Gennaio 2019
Tra le tante novità che il 2019 porta sui temi fiscali c’è anche il “pensionamento” degli Studi di Settore che vengono sostituiti con gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e che si...
inchieste 26 Novembre 2018
Continua a ridursi (anche se di poco) il numero di studi odontoiatrici attivi sul territorio nazionale mentre rimane stabile, il fatturato. La fotografia arriva dai dati statistici messi a...
inchieste 04 Giugno 2018
Cala il fatturato del settore ma cala il numero dei laboratori ed il bilancio del singolo è positivo
Aziende 26 Luglio 2026
Align Technology ha sviluppato un percorso di clinical education dedicato ai Growing Patients, fondato sulla collaborazione con il mondo accademico e le società scientifiche di...
Approvato emendamento Borghetti per finanziare un progetto sperimentale di odontoiatria sociale destinata agli anziani economicamente fragili
O33Approfondimenti 24 Luglio 2026
Le risonanze magnetiche rivelano che chi perde più denti presenta nel tempo maggiori segni di deterioramento della sostanza bianca cerebrale
Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della...
O33Normative 24 Luglio 2026
Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il documento include una check-list per verificare la conformità dello...
Cronaca 23 Luglio 2026
Organizzato a Torino dal COI a fine ottobre e rivolto a odontoiatri e odontotecnici. Il corso contribuirà a sostenere il progetto solidale “Un sorriso migliora la vita”
Approfondimenti 23 Luglio 2026
In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale del...
Approfondimenti 23 Luglio 2026
La CCEPS respinge il ricorso e conferma la decisione della CAO di Brescia. Contestati: messaggio promozionale sull'implantologia, l'uso di termini ritenuti fuorvianti e l'omessa comunicazione...
Lettere al Direttore 23 Luglio 2026
Alcune considerazioni del prof. Luigi Rubino sull’evoluzione del rapporto tra odontoiatra ed odontotecnico nell’era digitale
Cronaca 22 Luglio 2026
La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria
Approfondimenti 22 Luglio 2026
Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e...
Approfondimenti 22 Luglio 2026
L’incauto acquisto ricade sui professionisti. Attivato un programma che consente di verificare rapidamente l'autenticità dei prodotti
Cronaca 21 Luglio 2026
“La nuova bozza rischia di trasformare la sentenza del TAR in una beffa”. Chiesta al Ministero della Salute un’audizione immediata sulla branca T30 Odontoiatria
Uno studio su 77 mila over 50 evidenzia forti disparità tra i Paesi. Italia tra quelle con il rischio più elevato di spese odontoiatriche "catastrofiche"
