HOME - Cronaca
 
 
30 Giugno 2007

"Visto da fuori" - La gogna dell’erario

di Norberto Maccagno


E se si sostenesse che Stefano Ricucci, l’odontotecnico di Zagarolo che però faceva il dentista, avesse cominciato la sua scalata al Corriere della Sera grazie al nero fatto con turbina e impronte. Se poi si provasse che Ricucci era congruo secondo gli studi di settore, si potrebbe dimostrare che questo strumento, inventato da Tremonti, mentre manda le verifiche a tappeto ai dentisti, non serve per scovare l’evasore. Fa solo pagare un pochino tutti coloro che non vogliono problemi con il fisco.

Nelle settimane scorse avrete letto e sentito di tutto sull’argomento, ma soprattutto avrete inveito contro Visco e i suoi scoprendovi non congrui quando lo scorso anno invece lo eravate. E non capite come mai visto che non avete ridotto il fatturato, comprato nuovi materiali, nuove attrezzature. Sono cambiati gli “indici di normalità economica”: ovviamente sono aumentati.

Il vice-ministro Visco con la circolare del 9 giugno sottolinea che gli studi di settore sono uno strumento di ausilio ai contribuenti per l’autodichiarazione dei redditi e di supporto all’Agenzia delle entrate per predisporre le attività prioritarie di accertamento e che la condizione di non congruità non implica alcun accertamento automatico e quindi non vi è l’obbligo per chi non è congruo di adeguarsi.
 
Vi consiglio di tenere la circolare da presentare in caso di eventuale verifica.

Molti consulenti concordano poi nel dire che le verifiche a seguito della non congruità sono impugnabili. Sempre l’Agenzia delle entrate per voce del suo direttore, il dottor Massimo Romano, sostiene che chi subisce un accertamento ordinario paga in media tre volte di più che ad adeguarsi secondo gli studi di settore. Come dire: “capisci a me!”

Alla fine è però sempre l’odontoiatra a dover decidere come comportarsi e intanto gli investimenti in attrezzature per il personale si fermano. Si arriva perfino ad “apprezzare” di più il paziente che necessita di cure piuttosto che di protesi.

In questi anni in cui si sono succedute varie versioni degli studi di settore per l’attività di odontoiatra, le associazioni di categoria hanno dialogato con il SO.SE, la società che gestisce per conto del Ministero gli studi di settore. Un confronto che è servito per calibrare meglio, anno dopo anno, i parametri abbinati ai vari “cluster” che servono a indicare il reddito presunto del professionista. E di miglioramenti negli anni ne sono stati apportati. I rappresentanti delle associazioni odontoiatriche sono riusciti per esempio a spiegare che l’assistente alla poltrona da sola non produce reddito; che un dentista con tre riuniti non fattura tre volte di più di uno con un solo riunito; che un autoclave non è una macchina che produce lavoro, ma il contrario, e che non è detto che dietro a ogni bicchierino, a ogni aspira-saliva monouso consumati vi sia una richiesta di parcella.

Modifica dopo modifica, il dentista negli anni ha imparato a programmare la gestione del proprio studio più sulla base del software Gerico che con una visione manageriale e produttiva.

Se gli studi di settore possono indicare un reddito presumibilmente reale per chi realizza un prodotto parametrando, per esempio, l’acquisto di cemento e il numero di mattoni venduti, lo stesso metodo non può funzionare per una professione intellettuale. Non è possibile stabilire quanto un professionista con due mani possa produrre. Per esempio quanti articoli posso scrivere o quanti denti potete curare. Ma non solo; non è vero che, come spesso indica lo studio di settore, chi denuncia poco è veramente quello che in teoria “trassa” di più. I miei articoli valgono come quelli di Biagi? L’impianto inserito da un giovane professionista costa al paziente tanto quanto quello inserito dal dentista di grido?
 
La soluzione per far pagare tutti, visto che lo Stato non sembra in grado di controllare, sarebbe quella di permettere ai cittadini di scalare dalle proprie tasse quanto spendono per idraulici, notai, avvocati e dentisti. Così come il mio editore ha tutto l’interesse di chiedermi la fattura che scala come spesa, così il cittadino la richiederà al professionista. Da tempo le associazioni di riferimento del settore dentale lo richiedono al Governo e da tempo i politici fanno finta di non sentire. Ma fa pensare che sia solo il settore dentale a chiedere questo, a volte neppure con molto entusiasmo. Settore da sempre indicato come covo di evasori.

Per lo Stato sarebbe anche il modo per cercare di compensare il cittadino per le carenze del servizio pubblico.

Tra le polemiche scoppiate sugli studi di settore nelle scorse settimane non mi è sembrato di leggere questa, tra le proposte avanzate dalle assemblee di artigiani, commercianti e imprenditori. Non sarà allora che sono molti ad aver paura che una maggiore deducibilità delle spese odontoiatriche possa dimostrare che, alla fine, sarebbero più i soldi che entrano nelle casse del fisco che quelli che non entrano, perché scalati come spese? Negli articoli pubblicati in queste settimane per la verità il dentista non è più citato, come era successo lo scorso anno, tra le categorie che evadono di più; sono altre professioni a essere messe alla gogna. Magari molti giornalisti si sono accorti, come è capitato a me, che il pizzaiolo da cui compro la pizza da asporto ha la stessa automobile del mio amico dentista che denuncia 300mila euro l’anno: un Cayenne S nero.

 
 

GdO 2007; 11: 1, 2-3

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Per l’Agenzia delle Entrate la trasformazione non genera plusvalenze o minusvalenze sui beni che compongono l'organizzazione professionale, inclusi clientela, beni materiali e altri asset...


Attiva la piattaforma per presentare le domande. Rimangono ancora fuori i software in cloud


Chi pacherà tutto entro il 20 agosto dovrà versare una maggiorazione dello 0,8%, lo scorso anno era della metà. Confermata la possibilità di pagare a rate, ecco i costi e...


 
 

Sembra possibile una apertura all’agevolazione anche per l’acquisto di software in cloud, il Governo sta cercando di trovare la copertura finanziaria


L’Amministrazione ribadisce: nessun accesso ai dati dei social network né algoritmi occulti per analizzare spese e movimenti bancari


Dopo il calo registrato nel 2015 e 2016 tornano ad aumentare le partite iva degli studi odontoiatrici, anche come singoli professionisti. Il dato arriva dall’Agenzia delle Entrate che ha...


 
 

Nel 2007 erano 15.165, dieci anni dopo i laboratori censiti dallo studio di settore (anno 2017 dichiarazione 2018) sono 11.933, dati dell’Agenzia delle Entrate che confermano le difficoltà...


Tra le tante novità che il 2019 porta sui temi fiscali c’è anche il “pensionamento” degli Studi di Settore che vengono sostituiti con gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) e che si...


Continua a ridursi (anche se di poco) il numero di studi odontoiatrici attivi sul territorio nazionale mentre rimane stabile, il fatturato. La fotografia arriva dai dati statistici messi a...


 
 

Chiudono gli studi singoli, tiene il fatturato ma sono le società ad incrementare


Altri Articoli

La salute orale è parte integrante del benessere della persona: non riguarda soltanto l’estetica del sorriso, ma anche prevenzione, funzione, comfort e...


A Napoli la Procura ha aperto un fascicolo sulla chiusura improvvisa di una clinica che ha lasciato circa 150 pazienti con terapie implantari e protesiche...


L’Assemblea del CNEL ha approvato una proposta di disegno di legge, nata nella Consulta del lavoro autonomo coordinata da Confprofessioni. Il testo rende...


 
 

La Commissione Affari sociali della Camera ha approvato l’emendamento che inserisce “odontoiatra” all’articolo 1,...


Dal 33° Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Odontoiatri, Vincenzo Musella e Mariagiovanna Cotugno chiedono una collaborazione tra libera...


In una lettera alla Commissione Affari sociali della Camera, FNOMCeO e CAO nazionale chiedono che le società che esercitano l’odontoiatria adottino come...


 
 

All’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Sassari i vertici ENPAM hanno presentato i dati provinciali: nel 2025 sono stati erogati 24,16 milioni di euro...


Un decreto interministeriale rende operativo l’esonero previsto dal Decreto Salario giusto per i datori di lavoro certificati secondo la prassi UNI/PdR...


Nel ddl di Bilancio 2027-2029 ci sono il forfettario esteso fino a 100mila euro di compensi e lo scaglione IRPEF al 33% fino a 55mila euro, solo per il 2027....


 
 

I titolari di studio con dipendenti assunti con il CCNL Studi professionali sono già coperti, chi lavora da solo può aderire volontariamente. Per il 2027 si...


La sesta sezione penale ha respinto il ricorso di un odontotecnico condannato per aver lavorato come dentista in uno studio da lui organizzato, dove un...


Il presidente della CAO di Cuneo Gian Paolo Damilano risponde alla lettera del dottor Salzano: il sistema disciplinare prevede più gradi di giudizio e...


 
 

Gli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo hanno impugnato la...


Il Tribunale di Roma ha condannato in primo grado a un anno e sei mesi, con pena sospesa, una dottoressa iscritta all’Ordine di Roma per calunnia e...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi