Il quadro economico nazionale, il diminuito potere reale di acquisto della famiglia italiana, la pletora professionale, il rischio della creazione di nuove figure professionali in area sanitaria, l’aumento degli adempimenti normativi e burocratici con una disomogeneità sul territorio per quanto riguarda le normative autorizzative regionali, il turismo odontoiatrico, l’immigrazione professionale, la liberalizzazione della pubblicità e il non risolto problema dell’abusivismo sono stati alcuni dei temi dibattuti nel VIII Congresso politico Andi svoltosi a Verona dal 30 novembre al 1 dicembre scorsi.
Un congresso convocato a pochi mesi dal congresso elettivo, che ha portato all’elezione dell’attuale gruppo dirigente, per
delineare la linea futura dell’associazione sui temi che nei prossimi anni interesseranno la professione.
Tre i temi sui quali gli oltre 400 delegati, in rappresentanza di circa 22 mila soci, sono stati chiamati a trovare una linea comune: quale modello di assistenza odontoiatrica, che cosa fare per un efficace sistema delle tutele previdenziali e assicurative, quale odontoiatria “forense” per la gestione del contenzioso.
I documenti elaborati dalle tre commissioni sono stati posti alla discussione e al giudizio dei delegati. Infine il presidente nazionale Andi ha elaborato una sintesi congressuale conclusiva posta alla votazione finale, che ha ottenuto l’unanimità.
Durante il congresso sono state elaborate anche due raccomandazioni sulle problematiche degli studenti e dei neolaureati e sull’odontoiatria al femminile (è possibile rivedere le fasi salienti del congresso sul sito: www.andi.it).
Di seguito la sintesi del documento approvato.
Il modello di assistenza odontoiatrica: attualità e prospettive
Se l’attuale modello di assistenza odontoiatrica basato sullo studio dentistico privato ha portato indubbi vantaggi alla salute orale dei cittadini, l’attuale situazione economica e le profonde modifiche che il legislatore ha portato negli anni alla professione costringono a un’attenta revisione dell’attuale modello assistenziale.
Il futuro modello di assistenza libero professionale non potrà prescindere da come verrà rimodulato il tassello dell’assistenza odontoiatrica pubblica nell’offerta generale.
È auspicato quindi un impegno forte dell’associazione al fine di promuovere una uniformità dei Lea sul territorio nazionale e la ricerca di un punto di equilibrio tra la libera professione e il diritto alla salute dei più vulnerabili.
In particolare l’Andi ritiene interessante i modelli adottati dalla regione Emilia Romagna e dalla Toscana. L’associazione, ritengono i delegati, può quindi porsi come principale interlocutore con il Ssn, grazie alla sua capillare distribuzione sul territorio e all’esperienza maturata in termini di educazione e tutela della salute oro-dentale, che hanno portato la popolazione italiana a essere tra le più sane del mondo.
Il documento congressuale ribadisce il no al convenzionamento diretto, rifiutando qualunque tipo di accordo con tutti i soggetti operatori di intermediazioni con fini di lucro, basate su tariffe predeterminate e albo chiuso, che si interpongono nel rapporto fra l’odontoiatra e i pazienti. Infine i delegati Andi promuovono e chiedono di potenziare i progetti: Progetto scuola, Mese della prevenzione, Obiettivo Sorriso e Oral Cancer Day.
Per un efficace sistema delle tutele previdenziali e assicurative
La previdenza obbligatoria non è in grado di assicurare un tenore di vita proporzionato a quello del periodo lavorativo e inoltre per un numero di anni post-lavorativi che si prospetta crescente. Inoltre l’attuale sistema previdenziale non riuscirà in futuro a essere sostenibile a causa dell’aumento dei pensionati e della diminuzione dei professionisti attivi.
Sulla base di queste ipotesi l’Andi ritiene indispensabile attivarsi per sensibilizzare i dentisti sull’utilità di costruirsi una pensione adeguata, affiancando a quella obbligatoria una forma integrativa, fornendo loro elementi idonei a scelte individuali consapevoli. Dal punto di vista della tutela professionale il documento congressuale ribadisce l’importanza del progetto ‘polizza assicurativa Rcp. Andi’.
Quale odontoiatria forense per la gestione del contenzioso
Gli attuali orientamenti giurisprudenziali tendono sempre più ad assicurare la massima tutela del paziente, come parte contrattuale più vulnerabile nel rapporto medico-paziente, per questo motivo l’odontologia forense rappresenta, oggi più che mai, un forte e irrinunciabile strumento sindacale e culturale. Si reputa necessario attivare ogni iniziativa utile a prevenire il contenzioso e contenerlo.
Andi dovrà avere quale obiettivo primario quello di fare cultura sulla problematica, formando adeguatamente i colleghi in tema di odontologia forense e di etica professionale e di migliorare il patrimonio di conoscenze relative alla rivalutata comunicazione tra odontoiatra e paziente.
GdO 2007; 18
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