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09 Aprile 2008

Soia e salute orale


Nessuno fino a oggi aveva provato che la soia potesse avere effetti benefici sulla salute orale: la situazione è stata modificata da alcuni ricercatori giapponesi i quali hanno pubblicato uno studio che testimonia come la soia e alcuni suoi derivati possano ridurre il rischio di sviluppare la malattia parodontale.
Per quanto, come avvisano i ricercatori stessi, si tratti di dati che necessitano ulteriori approfondimenti, è stata messa in luce una possibile relazione che potrebbe essere sfruttata per la prevenzione della patologia. La ricerca, pubblicata recentemente dalla rivista BMC Public Health e disponibile on line, ha preso in esame 3.956 studentesse giapponesi di età compresa tra 18 e 22 anni e, tramite questionari, ha valutato il loro stato di salute orale in relazione alla dieta abituale.
“Abbiamo rilevato l’esistenza di una relazione inversamente proporzionale tra gli elementi in esame: più aumenta il consumo totale di soia e tofu, ossia latte di soia cagliato e privato del liquido, più diminuisce il rischio di sviluppare la malattia parodontale” afferma Keiko Tanaka, ricercatrice del dipartimento di salute pubblica presso la facoltà di medicina dell’Università di Fukuoka, in Giappone. “Secondo le nostre stime, un consumo abbondante di soia è associato a una diminuzione della prevalenza di malattia parodontale del 30 per cento.”
Lo stesso tipo di dieta è stato associato a una diminuzione stimata della prevalenza del cancro al seno e della rinite allergica di circa il 50 per cento in due studi pubblicati nel 2003 (Yamamoto S, et al. J Natl Cancer Inst) e nel 2005 (Miyake Y, et al. J Allergy Clin Immunol). “L’azione benefica della soia è legata al fatto che questo legume è uno degli alimenti con la più alta concentrazione di isoflavoni, ossia di fitoestrogeni vegetali” spiega la ricercatrice; “queste sostanze hanno un’azione simile a quella degli estrogeni, anche se molto più debole, perché hanno una struttura chimica e un’attività biologica simile a quella degli ormoni femminili prodotti dal corpo umano. Da questo dato di fatto possiamo ipotizzare che l’azione benefica della soia possa essere legata a una maggiore circolazione di estrogeni (o sostanze simili agli estrogeni), che potrebbe dunque avere un ruolo importante nella protezione dei tessuti parodontali, oppure a un più generale rafforzamento del sistema immunitario del soggetto che avrebbe conseguenze protettive anche sulla salute orale.”
Tuttavia, mentre l’azione protettiva della soia riguardo per esempio ad alcuni tipi di tumori si riscontra anche su vasta scala paragonando la popolazione giapponese, che ne consuma grandi quantità, alle popolazioni occidentali, l’ipotizzata protezione dei tessuti parodontali non è supportata dai dati nazionali.
“Paradossalmente riscontriamo che in Giappone, dove la soia è una delle basi dell’alimentazione, la prevalenza di malattia parodontale è del 42,5 per cento mentre negli Stati Uniti, dove grassi e proteine sono consumati in maggiore quantità, si rileva una prevalenza nettamente inferiore pari circa al 23,1 per cento” conclude Tanaka. “Secondo noi questo dato non invalida i risultati dello studio, per quanto realizzato su una ristretta fascia di popolazione; riteniamo infatti che la soia abbia un effetto protettivo sui tessuti orali, ma che lo sviluppo della malattia parodontale sia fortemente
legato anche ad altri fattori di tipo ambientale o genetico”.

 
 

GdO 2008; 5

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