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05 Maggio 2008

Rapporto Pit salute in odontoiatria

di Norberto Maccagno


Non è una indagine su base statistica bensì la fotografia della stato di salute della Sanità italiana secondo i pazienti, o almeno i pazienti che chiamano, per lamentarsi, le associazioni per i dritti dei cittadini: Cittadinanza attiva e il Tribunale dei diritti del malato.
La fotografia viene annualmente raccolta nel rapporto Pit Salute, l’edizione presentata quest’anno è la numero undici.
Il rapporto Pit Salute viene realizzato grazie alle informazioni raccolte dalle due associazioni nel corso della propria attività di consulenza e assistenza a pazienti che si sono rivolti a loro ritenendo di aver subito un torto. L’edizione del 2007 è stata realizzata grazie alle segnalazioni di oltre 24 mila contatti, per lo più telefonici, nel periodo che va dal 1 gennaio 2007 al 31 dicembre 2007.
Il rapporto denuncia prevalentemente le problematiche del Ssn a dare risposte adeguate alle richieste dei pazienti.
Da quello di quest’anno, titolato “Ai confini della sanità; i cittadini alle prese con il federalismo”, emerge un servizio sanitario sempre più disomogeneo, con una offerta differenziata da regione a regione, e che troppo spesso fa della burocrazia uno strumento per ridurre l’accesso dei cittadini.
Principalmente le segnalazioni dei cittadini riguardano presunti errori medici. La malpractice si conferma come uno dei problemi emergenti: il 18 per cento delle segnalazioni riguardano lamentele in questo senso. Di queste, il 3,2 per cento interessano presunti errori odontoiatrici: un calo delle segnalazioni dello 0,4 per cento rispetto alla rapporto dello scorso anno. Le segnalazioni vanno da presunti errori del dentista alle difficoltà per ottenere il risarcimento del danno, a carenze igieniche con conseguenti infezioni contratte nello studio del dentista.
Tuttavia, le segnalazioni sull’odontoiatria denunciano anche le difficoltà di accedere al servizio pubblico, le scarse prestazioni offerte dal Ssn e interminabili liste di attesa, le difficoltà di reperire le informazioni cliniche, le carenti condizioni strutturali degli ambulatori pubblici, la scarsa trasparenza di costi e tariffe oltre alle difficoltà, per via dei costi, di accedere alle prestazioni del dentista privato.
“Al fine di migliorare realmente l’assistenza odontoiatrica pubblica italiana - scrivono i redattori del Pit Salute - è necessario procedere immediatamente con la revisione e integrazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), includendo l’odontoiatria all’interno delle prestazioni totalmente incluse e stimolando una sana e utile concorrenza (con probabile diminuzione dei prezzi) con l’odontoiatria privata.” Una considerazione, quest’ultima, spesso indicata dalle associazioni dei consumatori come la soluzione al caro dentista, dimenticando o facendo finta di dimenticare che oggi la concorrenza in odontoiatria è già forte, con il più alto rapporto dentista paziente di ogni altro paese europeo.
Alle critiche verso l’odontoiatria privata legata ai prezzi, si aggiungono altre lamentele come l’esercizio abusivo della professione, il mancato rilascio di fattura, la scarsa trasparenza delle tariffe, nonché agli sconti sulle parcelle in cambio del mancato rilascio di ricevuta.
Nonostante le segnalazioni dei problemi nell'ambito dell'odontoiatria riguardino solo il 5 per cento delle segnalazioni totali, il rapporto Pit Salute dedica sempre molta attenzione al settore. L’odontoiatria rappresenta per le famiglie italiane una delle principali spese sanitarie, oltre a essere una delle “cenerentole” della sanità pubblica; peraltro proprio l’odontoiatria pubblica riflette più di altri i problemi del federalismo sanitario creando profonde disparità di trattamento tra residenti nelle varie regioni.
Le segnalazioni sull’odontoiatria hanno riguardato in prevalenza: errori compiuti da dentisti (24,2 per cento), difficoltà a ottenere documentazione clinica nel momento in cui ne veniva fatta richiesta (15,2 per cento), carenze strutturali e organizzative dei servizi sanitari pubblici (13,3 per cento), difficoltà a ricevere informazioni sull’accesso ai servizi pubblici (13,3 per cento), problematiche inerenti l’erogazione delle prestazioni odontoiatriche nei diversi servizi sanitari regionali (l’8.6 per cento ) e scarsa trasparenza su costi e tariffe (9,4 per cento). Infine il 7,8 per cento delle segnalazioni ha richiesto consulenza e assistenza medico legale, il 4,7 per cento ha espresso difficoltà a ottenere informazioni sull’iter di cura e quindi ad avere accesso a un adeguato consenso informato, mentre il 3,1 per cento segnala scarsa deontologia professionale da parte dei dentisti.
Per quanto riguarda la malpractice, il 63 per cento delle segnalazioni riguarda sospetti errori compiuti dagli odontoiatri come errate cure canalari, problemi nel posizionare ponti, errata estrazione di elementi dentali, oltre a lesioni ai nervi durante l’applicazione di impianti, problemi di implantologia complicati da insorgenza di infezioni. Molte le segnalazioni di protesi percepite come non congrue che provocano dolore, non sono ferme, non piacciono esteticamente.
Altro problema segnalato (11 per cento) è quello della difficoltà ricevere un risarcimento a seguito di una azione legale verso il proprio dentista. Un altro 11 per cento segnala carenze d’igiene presso gli studi dentistici, un 9 per cento lamenta l’adeguatezza dei materiali utilizzati. Per quanto riguarda i problemi di costi e trasparenza, il 67 per cento delle segnalazioni lamentano una scarsa trasparenza delle tariffe, ovvero dei preventivi. In sostanza, secondo il rapporto, i pazienti si lamentano che spesso il preventivo non viene consegnato - è solo verbale - e che lo stesso sovente viene disatteso e si discosta per difetto, anche di molto, rispetto a quanto pagherà a fine terapia.
Il 25 per cento dei cittadini che ha segnalato problemi di costi e trasparenza lo ha fatto invece denunciando l’impossibilità di poter accedere alle prestazioni private perché troppo onerose, mentre il 6 per cento segnala che alla richiesta di rilascio della fattura il conto viene aumentato.
Per quanto riguarda l’odontoiatria pubblica le principali lamentele riguardano le liste di attese (47 per cento), le poche prestazioni fornite dagli ambulatori pubblici (41 per cento) e la fatiscenza delle strutture pubbliche oltre alla disomogeneità dell’applicazione dei Lea nelle varie regioni.

GdO 2008; 7

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