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03 Marzo 2009

Due anni sui giornali

di Cosma Capobianco


Una vecchia battuta, non sappiamo se nata nell’antica Tarso, dice “dalla lettera di San Paolo ai dentisti carissimi…”, cari, ricchi, evasori e quindi furbetti, talvolta sadici o boccacceschi. Sono tanti gli stereotipi sui dentisti duri a morire, ma i tempi cambiano e non sempre in peggio.Tra fastidiosi ritornelli e comparse in prima pagina, l’immagine dei dentisti fa anche qualche progresso come dimostra un’analisi delle notizie pubblicate nell’ultimo anno che li hanno visti protagonisti nel bene o nel male. La nostra non è un’indagine scientifica basata sulle evidenze e nemmeno sui sondaggi d’opinione: semplicemente ha tenuto sotto controllo i mezzi di comunicazione per poco più di due anni ricavandone qualche consolante indicazione tra “nuovi mostri” e altri personaggi da “Striscia”.
MAL DI DENTI? FATE UN MUTUO
Così intitolava l’edizione milanese del quotidiano il Giorno nel marzo 2006 commentando i risultati di un’indagine di Altroconsumo, nota associazione di consumatori.
L’indagine condotta nelle principali città italiane si limitava semplicemente a segnalare ilprezzo medio delle prestazioni di base, evidenziando le notevoli differenze tra nord e sud e l’ampio intervallo tra prezzi minimi e massimi, ma il titolista, quello che in redazione deve cucire un cappello all’articolo, non si è fatto scappare l’occasione (si era appena rifatto un ponte?). E sì che in ogni scuola di giornalismo si insegna “se un cane morsica un uomo, è un fatto; se un uomo morsica un cane, è una notizia”, ma allora, se tutti dicono da sempre che il dentista è caro, dove stava la notizia? Il presidente della locale sezione Andi, intervistato a commentare i risultati, aveva un bello spiegare i costi dell’attività: sui consumatori, ancora intenti a tappare i buchi nei portafogli dopo l’invasione dell’euro, stava per abbattersi la crisi economica del 2008 e i commenti non potevano che essere i seguenti. “Maledetti dentisti!!! E poi sarà cosi difficile otturare una carie???” si chiede un attapiratissimo lettore inviando un messaggio al sito on-line del quotidiano il Giornale, il 10 marzo del 2008. “I prezzi dei dentisti italiani sono esagerati ed è auspicabile che molti altri vadano a curarsi all’estero in strutture egualmente valide” gli risponde un altro. “È assolutamente vero!” - concorda un altro che si curaall’estero e se la prende pure con gli oculisti, “si spende meno, si è curati meglio, con maggiore puntualità e spendendo oltre 2/3 in meno che in Italia. Per non parlare poi degli oculisti: provatene uno svizzero, quelli italiani vi sembreranno del terzo mondo.”
Tutti contro? Sì, tranne qualche anima buona e razionale “non comprendo l’accanimento contro i dentisti che hanno tante spese, quando molti altri specialisti praticano tariffe da 300 a 600 euro” scrive al quotidiano il Mattino circa un mese dopo una signora napoletana (madre, zia, moglie di qualche neodentista?).
DAGLI ALL’EVASORE!
L’altro cavallo di battaglia dei giornalisti, tanto infaticabile quanto certi di loro sono pigri nella ricerca delle vere notizie, è l’evasione fiscale. Il mese di maggio è tradizionalmente caldo e non solo in senso meteorologico: lo scorso anno, giusto nel quarantennale del ’68, il dimissionario vice-ministro Vincenzo Visco appiccava un incendio dando libero accesso via internet alle dichiarazioni dei redditi.
Ci sarà pure l’invidia sociale e il voyeurismo morboso ad avvelenare la glasnost fiscale voluta dal povero (e martoriato) Visco, ma in via di principio, l’operazione trasparenza, con i redditi degli italiani consultabili via internet, non mi sembra affatto uno scandalo. Convinto come sono che siano infinitamente più oltraggiose le bugie dei dentisti da mille euro al mese. (Vanity Fair 7 maggio 2008).
Certi dentisti, bisogna ammetterlo, non fanno molto per tenere alta la bandiera dell’onestà della professione.
CAGLIARI - Scoperta dalla Guardia di finanza un’evasione fiscale di 3,5 milioni di euro da parte di un dentista sassarese. L’operazione ha portato al sequestro di immobili, terreni e auto di lusso per 2 milioni di euro. Tra le vetture cisono una Ferrari F131 e una Lamborghini Gallardo. Il professionista è stato denunciato insieme alla moglie, residente e Montecarlo, e al suocero per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, simulazione di reato e occultamento di scritture contabili. (Agr, 25 febbraio 2007).
In piena prima serata, ospite della trasmissione condotta da Giovanni Floris, un sedicente odontotecnico, di cui non veniva detto neppure il nome, sparava a zero sui dentisti affermando che tutti evadono almeno il 50 per cento delle tasse. Abituato ai discorsi nebbiosi dei politici e alle loro finte polemiche da salotto, Floris non ha certo onorato la professione giornalistica al contrario di quanto hanno fatto gli inviati di Striscia la notizia, nei primi giorni di ottobre 2008, rivelando come gli studenti di odontoiatria nel policlinico di Bari “sostituissero” i medici che sarebbero dovuti essere in servizio. Chiudiamo l’archivio degli stereotipi con due citazioni innovative. La prima segna l’evoluzione del classico qui pro quo (dentista - odontotecnico) nel moderno qui quo qua (odontotecnico - odontoiatra - dentista) pubblicato su un giornale locale lo scorso 8 maggio:
COLLECCHIO - I militari del Nas hanno sequestrato a Collecchio lo studio di un uomo di 48 anni, odontoiatra, sorpreso a fissare la protesti a un paziente come se fosse un dentista. I carabinieri hanno denunciato il parmigiano per esercizio abusivo della professione dal momento che è privo di laurea. Stessa accusa, in concorso, per un dentista vero di 38 anni trovato all’interno dello studio.
La seconda interrompe una tradizione nata con il passaggio della professione dallo stato nomade-ambulante a quello sedentario. La sala d’attesa del dentista è per tutti turbata da echi sibilanti e odori inquietanti, ma è arrivato chi non vede l’ora di andarci per stare un po’ tranquillo: qualche masochista? No, il neopresidente Usa che, durante un colloquio con un politico inglese, confessa che l’ideale per una pausa è proprio la sala d’attesa “Lì finalmente si ha un po’ di tempo”.
...TO BE CONTINUED...

Per approfondimento si veda il Giornale dell'Odontoiatra 2009;2:8-9)

GdO 2009; 2

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