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11 Gennaio 2010

Esame dei bilanci degli enti previdenziali privati

di Claudia Testoni


La Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale ha esaminato le relazioni sui risultati di gestione degli enti previdenziali per il periodo 2004-2006, analizzando i dati dei bilanci consuntivi degli esercizi 2004, 2005, 2006, il bilancio preventivo del 2007 e il bilancio tecnico-attuariale. La Commissione ha recuperato tutto l’arretrato in tema di esame dei bilanci e, per la prima volta, ha analizzato i bilanci tecnici attuariali delle casse privatizzate al fine di verificare la sostenibilità del sistema previdenziale nel suo complesso.
Per quanto riguarda le casse privatizzate, per indicare la sostenibilità nel lungo periodo, sono stati considerati due parametri; innanzitutto, è stato calcolato il rapporto tra contribuenti e numero di trattamenti pensionistici in base a quanto stabilito dal decreto legislativo n. 509 del 30 giugno 1994 e il rapporto tra pensione media e contributo medio. Per quanto riguarda l’Enpam, il rapporto tra numero di contribuenti e numero di pensionati è risultato, nel 2006, mediamente pari a 3 (3 contribuenti per 1 pensionato).
Il rapporto tra pensione media e contributo medio è influenzato da una serie di fattori quali il reddito degli iscritti, le aliquote contributive, il metodo di calcolo della pensione, la composizione della platea dei contribuenti; il valore medio per i diversi fondi Enpam è risultato pari a 1,12; sicuramente influenzato dalla presenza di molti nuovi iscritti all’inizio dell’attività lavorativa: i contributi tendono a crescere per effetto dell’aumento dei redditi, ma il contributo medio risulta spesso moderato dalla presenza dei contribuenti giovani che iniziano la carriera o dai pensionati attivi. Questo rapporto dà anche un’indicazione del numero di contribuenti necessari attualmente per pagare una pensione, in particolare se il pagamento delle pensioni correnti avviene con i contributi correnti.
Condizione, questa, che avrà effetti nel futuro, quando il rapporto contribuenti/pensionati andrà diminuendo e si renderà necessario introdurre una riserva patrimoniale adeguata, ben superiore alla riserva legale attualmente prevista; tale riserva dovrà essere utilizzata per pagare parte del reddito dei futuri pensionati.
Un altro dato aiuta a capire la situazione che si prospetterà nel 2040, quando ci sarà un aumento di coloro che andranno in pensione: il basso valore del rapporto tra contribuenti e pensionati non consentirà di pagare prestazioni adeguate mediante l’utilizzo dei soli contributi correnti (cfr. tabella 2, ultima colonna relativa al 2040).
Aumentando il numero dei pensionati, si rende necessario attuare interventi correttivi che tendano a migliorare la sostenibilità di lungo periodo nonostante siano state introdotte diverse novità negli ultimi anni come l’introduzione del criterio di calcolo contributivo, l’aumento dell’anzianità contributiva per il diritto alla pensione, l’aumento dell’età pensionabile, l’aumento dell’aliquota per il calcolo del contributo soggettivo. Questi interventi non si stanno dimostrando sufficienti, si rende pertanto necessaria una modifica del calcolo delle prestazioni e dei livelli di contribuzione. Nella tabella 3 sono riepilogati gli anni in cui si manifesterà il primo saldo negativo sia considerando
il solo utilizzo dei contributi previdenziali sia l’utilizzo del patrimonio.
La situazione patrimoniale mobiliare e immobiliare 
Il patrimonio dell’Enpam è il patrimonio più grande, rispetto alle altre casse, con un rendimento complessivo pari al 3,2%.

 
 

GdO 2009;18

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