Sarebbe uno dei rari casi in cui un dentista è stato contagiato dal batterio della legionella quello che avrebbe coinvolto un professionista torinese, ora guarito, ma che ha attirato l'attenzione del pubblico ministero Raffaele Guariniello.
Stando alle notizie di stampa lo stesso Pm avrebbe aperto un fascicolo e richiesto al Ministero della Salute delle linee guida specifiche sulla prevenzione ed il controllo della legionellosi. Ad oggi le linee guida esistenti sono quelle, generiche, redatte dall'ISS.
Contattata da Odontoaitria33 la segreteria del procuratore Guariniello non smentisce ma non conferma le notizie e si riserva di darci informazioni più dettagliate nei prossimi giorni, anche in merito a possibili controlli negli studi odontoiatrici torinesi.
Spesso lo studio odontoiatrico è indicato come possibile fonte di contagio, anche se in realtà i problemi arrivano dalla rete idrica, spiegano gli esperti ammettendo che il riunito odontoiatrico può fungere da veicolo per la trasmissione del batterio.
Dal 1998, ci ricorda Maurizio Quaranta, vice presidente dell'ADDE e consigliere ANCAD, i produttori di riuniti odontoiatrici devono adottare sistemi che assicurano la disinfezione permanente dei circuiti spray (DVGW). Sistema che evitava la contaminazione dell'acqua a monte e in abbinamento a sistemi di disinfezione, garantisce di evitare la contaminazione crociata.
"Ma questi sistemi non evitano la trasmissione del batterio che, come spesso accade, viene introdotto nel riunito dall'acqua proveniente dall'acquedotto", ricorda Quaranta.
Ed infatti le statistiche indicano come sia più elevato il rischio di contrarre il batterio nelle piscine, negli alberghi o addirittura negli ospedali piuttosto che sottoponendosi alle cure del dentista.
Questo non esime il dentista ad adottare procedure idonee a prevenire il diffondere del batterio attraverso il riunito, come ricorda il Ministero della Salute nel Quaderno "sull'Odontoiatria di comunità: criteri di appropriatezza clinica, tecnologica e strutturale" approvato nel 2011 nel quale, viene precisato che "il livello di rischio stimato è, tuttavia, ampiamente nei limiti del rischio accettabile. Il consiglio che il Ministero dà ai dentisti è quello di controllare l'acqua del riunito, dalla filtrazione all'utilizzazione di acqua sterile, alla disinfezione continua o intermittente dei circuiti idrici.
Molto più pratico è quello di Quaranta che invita i dentisti, prima di curare il primo paziente, ad effettuare un ciclo di disinfezione intensiva al riunito.
A questo link gli iscritti a medikey possono caricare il lavoro scientifico "Aspetti clinici e medico legali del primo caso di legionellosi contratta in uni studio odontoiatrico", a cura di Maria Sofia Rini e pubblicato nel 2013 da Dental Cadmos.
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