HOME - Cronaca
 
 
01 Luglio 2010

Implantologia: l’estetica se la papilla viene meno

di Renato Torlaschi


Una delle sfide principali che la moderna odontoiatria sta affrontando è quella di rispondere alle crescenti richieste estetiche dei pazienti, che pretendono una sempre maggiore funzionalità ma sembrano non accontentarsi mai. È in quest’ottica che si può apprezzare uno studio recentemente pubblicato su Clinical Implant Dentistry and Related Research(*) e condotto dal team del professor William Becker, della University of Southern California. Si tratta di uno studio piccolo ma piuttosto innovativo: affronta le preoccupazioni estetiche di odontoiatri e pazienti indotte dalla perdita di papilla che viene a prodursi dopo l’applicazione di impianti.
L’obiettivo è di verificare se è possibile ottenere un aspetto armonico e un’architettura stabile dei tessuti tra due impianti adiacenti, dove spesso la papilla viene a trovarsi in posizione più apicale di quanto si desideri e risulta così esteticamente sgradevole.
Uno dei quesiti è se esista un rapporto tra la distanza dal punto di contatto al setto osseo e il mantenimento di papilla interprossimale. Naturalmente sì: secondo uno studio americano di qualche anno fa, per distanze inferiori ai 5 mm la papilla è quasi sempre presente, ma le cose peggiorano al crescere della distanza, tanto che quando si superano i 7 mm c’è solo nel 27 per cento dei casi. Analogamente, si è visto che la presenza di papilla interdentale diminuisce con il crescere della distanza interprossimale tra le radici.
In questi ultimi anni si sono acquisite numerose informazioni utili per prevedere se la papilla potrà conservarsi dopo l’applicazione di un
impianto. Nel conseguire risultati a lungo termine, l’impianto post-estrattivo immediato ha una prognosi più favorevole, permettendo il mantenimento dei picchi ossei interprossimali e stabilizzando la papilla; si consiglia di operare nel modo meno traumatico evitando per quanto possibile di sollevare i lembi gengivali; inoltre il posizionamento della base cervicale dell’impianto dovrebbe essere fatto sulla linea smalto-cemento dei denti prossimali. Il controllo di una corretta angolazione dell’asse maggiore dell’impianto e di una posizione vestibolo-linguale e la raccomandazione al paziente di lasciare al dentista la pulizia delle zone interprossimali sono tutti accorgimenti che aiutano a raggiungere buoni risultati estetici.
Oggi però si tenta anche di individuare metodiche efficaci nel ripristinare il tessuto perduto e nel correggerne le imperfezioni. Molte le proposte, mentre i risultati sono ancora interlocutori, ma alcuni sembrano interessanti.
Per ottenere un buon risultato post-operatorio, sembra opportuno un approccio interdisciplinare alla pianificazione del trattamento estetico e alla sua esecuzione.
Può risultare preziosa l’esperienza già accumulata dai chirurghi plastici e dai dermatologi nell’utilizzo di sostanze che migliorano l’estetica nelle diverse aree del viso. Uno degli ultimi ritrovati è una soluzione che si sta rivelando utile negli ambiti più svariati: l’acido ialuronico. Si tratta di una molecola con un’elevata capacità di legare acqua e altre sostanze e si presta alla realizzazione di gel protettivi, utili per le articolazioni e per i tessuti cutanei. L’acido ialuronico partecipa alla formazione del collagene e del tessuto connettivo, aumenta la plasticità dei tessuti, favorisce l’idratazione cutanea ed esercita un’azione protettiva contro virus e batteri. Un’altra caratteristica essenziale a suo favore è l’assenza di controindicazioni e di effetti collaterali, cosa che ne ha permesso l’approvazione della Food and Drug
Administration.
Proprio a un gel composto di acido ialuronico, disponibile in commercio, è ricorso il dottor Becker, che ha provato a iniettarlo in anestesia locale nelle papille, con aghi da 23 gauge e in dosi inferiori agli 0.2 ml. Il campione su cui ha testato il nuovo metodo era composto da undici pazienti - sette donne e quattro uomini - di un’età media di 55 anni, tutti con almeno un sito con perdita di papilla in zona estetica, adiacente a denti o impianti. Il procedimento è stato ripetuto tre volte, a distanza di tre settimane, e gli effetti sono stati documentati con fotografie, confrontate con quelle scattate prima del trattamento. I risultati sono stati molto incoraggianti: in tre dei 14 siti - di cui uno adiacente ai denti e due a impianti - si è avuto un miglioramento del 100 per cento; in sette siti il miglioramento è stato compreso tra il 94 e il 97 per cento, in altri tre è andato dal 76 all’88 e nell’ultimo è stato del 57 per cento.
I siti sono stati controllati in un follow-up durato 25 mesi e il miglioramento verificato dopo le applicazioni è stato mantenuto.
È anche interessante riportare il punto di vista dei pazienti: tutti hanno concordato che il trattamento è stato indolore e sei di loro hanno ritenuto clinicamente significativi i miglioramenti ottenuti.
(*) Clin Implant Dent Relat Res. 2010 Mar;12(1):1-8

GdO 8;2010

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Uno studio analizza come l’esposizione a metalli durante gravidanza e prima infanzia possa essere ricostruita attraverso i denti da latte per individuare le fasi più sensibili...


Obiettivo della ricerca è stato analizzare comparativamente le formulazioni disponibili per comprendere il loro potenziale nella gestione clinica non invasiva


Una ricerca su quasi tremila pazienti ha analizzato quali parametri clinici guidano il dentista nella scelta terapeutica più appropriata, con l’obiettivo di definire criteri affidabili per...


Nuove indicazioni per una pratica dentale più sicura, moderna e responsabile. Focus su materiali privi di mercurio, terapie conservative e riduzione dell’impatto ambientale


E’ una opportunità non sempre colta dagli studenti del 5° e 6° anno che consente di ottenere tutele e vantaggi anche ai fini pensionistici...


Sabato 22 ottobre 2016 si è tenuto a Orta San Giulio (NO) la 28 edizione dello storico congresso Piemontese organizzato da ANDI Novara. Durante la giornata, dedicata alla protesi fissa che ha...


La Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC)  ha reso pubblica la determinazione delle nuove regole per il fabbisogno formativo del triennio 2014-2016. Un utile documento che...


Dopo l'estrazione o la perdita di un elemento dentale, residuano frequentemente nella cresta alveolare difetti ossei che non permettono il posizionamento di impianti osteointegrati non solo...


Immagine di repertorio

Valutazione dell'efficacia dell'infiltrazione di resina nel migliorare l'aspetto estetico dei denti anteriori affetti da ipomineralizzazione molare-incisiva

di Lara Figini


Esiste un’anemia che si combatte sottoponendosi al trattamento parodontale. Suona “strano”? Eppure è vero, anche se con un distinguo: quella che l’odontoiatra può curare è la cosiddetta...


Altri Articoli

Ai Ministeri competenti, oltre ai chiarimenti viene ribadito: gli studi monoprofessionali non sono coinvolti


All’Università Campus Bio-Medico di Roma il primo “Anatomy Lab” per una formazione avanzata tra pratica clinica ed eccellenza nella simulazione 


Un’occasione speciale per celebrare la storia, il valore della ricerca scientifica e delle soluzioni sviluppate dall’azienda


Ancora per questo fine settimana la mostra fotografica “5.000 lire per un sorriso”. Mello (CAO Torino): un sorriso naturale di sano benessere che purtroppo molti danno per...


Le celebrazioni a Torino in occasione di una giornata di approfondimento scientifico. Sanna: “Ci sono momenti in cui fermarsi non significa rallentare, ma dare forma e senso al cammino fatto”


La CCEPS, conferma la sanzione all’odontoiatra che non motiva la mancata assenza alla convocazione da parte del suo Ordine


A votarlo il 53% dei Delegati. Una presidenza nel segno della continuità che si apre nel segno del dialogo, per ricucire le tensioni nate in campagna elettorale, puntando alla coesione interna


Dal laboratorio IDI RDL nasce la linea premium di finalizzazione protesica, firmata dai maestri odontotecnici


Musella: auspico un futuro di collaborazione sempre più costruttiva e concreta tra le due organizzazioni sindacali per il bene della professione


Meglio Medicina e Veterinaria che coprono quasi tutti i posti. Ottolenghi: il dato positivo è aver potuto costituire fin da subito le classi, senza attendere i ritardi dovuti agli scorrimenti


Dalla 79ª edizione del Festival di Cannes, la prof.ssa Nardi osserva un cambiamento di tendenza verso la naturalezza imperfetta del sorriso dello star system, sottolineando che spesso il sorriso...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Monaco (FNOMCeO): ogni ora di formazione su simulazioni di processi con IA rilascerà 3 crediti ECM. A breve un corso FAD gratuito sull’Intelligenza Artificiale per medici e odontoiatri


CNA ha ribadito che non c’è alcuna richiesta di sovrapposizione con l’atto clinico dell’odontoiatra, ma la categoria necessita un riconoscimento coerente del ruolo tecnico...


A chiederlo ai ministeri competenti l’AIO Torino Cuneo che vuole in particolare chiarire se l’eventuale obbligo interessa anche agli studi mono professionali o associati


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi