Banca delle cellule staminali per rigenerare il dente, niente più dolore per i bambini dal dentista, abolizione dello spazzolino per chi soffre di gengivite, sono solo alcuni dei temi al centro dell'Odontoiatria oltre i confini (Dentistry Beyond Borders) che dà il titolo al 27° Congresso dell'Associazione Italiana Odontoiatri che si apre questa sera a Chia in Sardegna, con
L'inaugurale ufficiale alla quale saranno presenti le istituzioni professionali e scientifiche italiane e dei principali paesi euro-mediterrani e d'oltre Oceano.
"Il congresso parla insieme di attualità e ricerca, di professione pratica con i cinque corsi che lo precedono e di costi con la politica", spiega l'organizzatore Enrico Lai, tesoriere AIO. "E molte cose che escono da qui le ritroveremo domani nella pratica di tutti i giorni".
"La manifestazione si preannuncia come una delle più importanti dell'anno con 800 partecipanti che arrivano da una cinquantina di paesi diversi, dagli Stati Uniti al Medio Oriente, dalla Russia all'Asia orientale, dal Nordafrica al Centroamerica durante il quale si parlerà di frontiere della ricerca, pratica ed attualità", dice Gerhard Seeberger speaker della Federazione Dentale Internazionale FDI e Past Presidente AIO.
"Il congresso apre con cinque corsi pratici di rilievo internazionale e il secondo giorno offre simposi congiunti con le Società di Ortodonzia, Conservativa ed Endodonzia più il Simposio internazionale e "mostri sacri" come Pascal Magne, Michael Ignelzi, Francesca Vailati, Skander Ellouze: i partecipanti che giocano bene le loro carte avranno fino a 20 crediti dell'American Dental Association (ADA Cerp) che AIO è titolata ad erogare, e fino a 36 crediti di educazione continua ECM», afferma Marzia Segù, responsabile della Consulta Culturale AIO.
"La nostra associazione punta molto sull'appuntamento, tendiamo un'antenna su una professione, l'odontoiatrica, che in tutto il mondo cambia pelle - spiega il Presidente AIO Pierluigi Delogu - e offre più attenzione alla clinica, alla funzionalità, al paziente: ingegneria ed estetica che da sempre ci vedono al top vengono dopo, ora dobbiamo venire incontro per prima cosa ai bisogni di salute e Chia ci dirà come garantire prestazioni sostenibili restando attenti alla qualità come siamo sempre stati".
Un futuro dalle staminali
Da tempo si parla di rigenerare i denti, ipotesi che potrebbe diventare realtà grazie alla coltura in vitro delle staminali: cellule indifferenziate che si dividono asimmetricamente e spiegano diversi gradi di "potenza", cioè di abilità a trasformarsi in questa o quella cellula specializzata. Delle sperimentazioni più recenti e dei loro successi nel far ricrescere il dente "da zero" Sul tema, la georgiana Mariam Margvelashvili dell'Università di Boston con Alex Mersel della Féderation Dentaire Internationale e Mark Hochman della New York University ne discuterà al Congresso AIO.
E' grande l'entusiasmo generato dalle "stem cells", dice. La condizione di "pluripotenza" consente alle cellule staminali primitive di svilupparsi, trasformandosi in qualsiasi tipo di cellula. Risultato: le cellule staminali consentono di generare un numero illimitato di cellule funzionali per le terapie ricostruttive e riparative.
"Dove oggi estraiamo un dente e rimediamo alla perdita utilizzando impianti con corone - afferma Margvelashvili, che ha studiato anche in Italia - domani le cellule staminali offriranno una possibilità unica di rivitalizzare il dente e rigenerare I tessuti duri e molli, includendo quello periodontale che consente di fissare il dente e conferire la forza masticatoria. Queste cellule offrono una chance unica per far ricrescere il dente in laboratorio ed impiantarlo nell'area edentula del paziente; in alternativa, il germe del dente delle staminali può essere direttamente impiantato nella cavità. Occorre tuttavia molto lavoro per determinare in pieno l'efficacia clinica, l'affidabilità e a sicurezza delle terapie. Come per altre innovazioni solo un'attenta investigazione scientifica e indagini cliniche possono attestare il potenziale reale delle cellule staminali umane pluri-potenti".
Nuove frontiere per l'igiene orale
Lo spazzolino da denti non va bene per chi soffre di ricorrenti infiammazioni gengivali, tra questi molti pazienti con diabete, perché le setole oltre a favorire il sanguinamento potrebbero "trasferire" i microbi da una parte all'altra della bocca. Sono in corso studi per evidenziare se non sia meglio agire con una cannula a getto d'aria. Più scomodo? Forse no. Negli Stati Uniti si va commercializzando una nuova tecnologia che abbatte fino a cinque volte la quantità di germi patogeni nella tasca periodontale rispetto al comune spazzolamento.
"Si chiama Dental Air Force - spiega Piero Policicchio, dentista e a lungo membro del comitato odontoiatrico della FDA, l'agenzia che promuove farmaci e dispositivi medici negli Usa - e utilizza un compressore per portare una corrente a getto d'aria ad alta velocità che combina uno strato di disinfettante dentale per rimuovere ed ossigenare i batteri anaerobi intorno al dente e sotto la linea della gengiva".
Nel mondo, le infiammazioni del colletto della gengiva (periodontiti) con relativo sanguinamento hanno raggiunto una diffusione epidemica. "Di recente -spiega Policicchio, uno dei protagonisti al Congresso AIO- i Centers for Disease Control hanno stimato come soffra di questa patologia fino al 47% degli americani sopra i 30 anni e fino al 70% degli ultra65enni. Il trattamento per le periodontiti secondo lo studio United Concordia su 1,7 milioni di richieste per cure mediche e dentali di assicurati di cui oltre un decimo presentava insieme patologie croniche e gengiviti, è in grado di ridurre i costi assistenziali e sanitari per queste popolazioni".
Protesi o conservativa?
Protesi tradizionale oppure odontoiatria conservativa? Togliere i denti o lasciarli e fare un lifting? Nel parleranno Ignazio Loi -cagliaritano, uno dei maestri di protesica in Europa- e Francesca Vailati (nella foto con Nicholas Arnoux) dell'Università di Ginevra, e mette a confronto due metodiche. Da una parte c'è la tecnica 3 Step (detta anche "Vailati" e questo dice tutto) in tre fasi così riassumibili: simulazione in bocca del paziente di come dovrebbe essere la sua dentatura, restauro prima dei denti anteriori con faccette onlay e poi di tutta la superficie masticatoria con composito o ceramica; dall'altra c'è la tecnica con preparazione "Biologically oriented"- BOPT.
L'avanzata della conservativa - "Se ci sono grandi usure degli elementi -spiega Loi, che è anche specialista in odontostomatologia e socio attivo dell'Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica - i nostri pazienti hanno due possibilità: la preparazione dei denti con un ripristino protesico tradizionale con restauri eseguiti in vari materiali; oppure la 3 step, più conservativa senza preparazione dei denti, che consente di ricostruire aggiungendo del composito tramite adesione e ricostruendo gli elementi. La conservativa ha rapidamente occupato lo spazio della protesi perché la tecnica 3 step consente un risparmio biologico ed anche economico al paziente". In materia di preparazioni "a finire" la BOPT, nata inizialmente come tecnica dedicata alla protesi, può risultare molto efficace per il ripristino dell'armonia delle parabole gengivali e nella stabilizzazione dei tessuti a medio e lungo termine pure nei denti a parodonto sano. Laddove la 3 Step trova indicazione nei casi di denti abrasi in pazienti anziani o in particolari categorie, come i soggetti con denti rovinati dal bruxismo o con problemi di bulimia in cui l'acidità del vomito ricorrente usura la superficie degli elementi.
Al Congresso sarà introdotto anche un nuovo concetto di riabilitazione adesiva totale per risolvere i casi dei pazienti affetti da grave erosione dentale. Non solo anziani. Vailati rileva che pure nei giovani crescono i casi clinici. Perché? "L'aumento del consumo di bevande acide è stato esponenziale negli ultimi decenni. I giovani utilizzano tali bevande anche come passatempo sociale, sorseggiandole e mantenendole in contatto con i denti a lungo prima di inghiottirle. Non è solo la quantità della consumazione ma anche la modalità del consumo a concorrere".
Altre comunicazioni
Tecniche e nuovi materiali per la rilevazione delle impronte in protesi fissa ed impiantare: è questo il titolo del corso di protesica "Hands-on di restaurativa clinica". Il corso - che è una delle punte di diamante del Congresso, e tra l'altro uno degli eventi più "gettonati" - è tenuto da due astri nascenti dell'odontoiatria italiana: Enrico Manca, docente al master di implanto-protesi di II livello dell'Università di Pisa, e il ligure Giacomo Derchi, responsabile della Conservativa ed Endodonzia all'Istituto Stomatologico Toscano - Ospedale Unico Versilia; da notare che sia il dipartimento universitario sia l'Istituto versiliano sono guidati dal professor Ugo Covani. La preparazione delle impronte di precisione è la classica "skill" che si può apprendere nel fine settimana per riapplicarla il giorno dopo. "Il corso comprende una parte teorica e una pratica", spiega Derchi.
"Nella parte teorica vengono trattate le
preparazioni, la gestione dei tessuti e lo spiazzamento pre impronta. C'è poi un focus sui
materiali: principali caratteristiche e comportamenti reologici applicati alla clinica
impronte implantari. Si approfondiscono le tipologie di
impronte (miste
e di monconi naturali), la
scelta del materiale da effettuare in base al caso clinico, la disponibilità di materiali da impronta innovativi. C'è poi la
parte pratica
nella quale
il discente prenderà confidenza con diverse viscosità, realizzando delle impronte su modelli appositamente preparati.
Il corsista verrà guidato step by step nell'utilizzo di nuovi materiali e nuovi sistemi di erogazione".
A cura di: Ufficio Stampa AIO
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