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03 Dicembre 2010

La sigillatura non ha età

di Debora Bellinzani


Perché per prevenire la carie non si sigillano anche i molari degli adulti così come si fa con quelli dei bambini? E perché non viene utilizzata in modo più esteso una procedura che è universalmente raccomandata e ritenuta efficace se applicata nel periodo dell’infanzia?
La letteratura scientifica lascia “campo aperto” alle risposte, dal momento che negli ultimi anni l’argomento non è stato molto indagato, e pochi si sbilanciano con pareri in proposito.
Una posizione molto netta è stata espressa invece recentemente da David R. Gore, docente del Dipartimento di salute orale presso lo University of Kentucky College of Dentistry negli Stati Uniti, che dalle pagine dell’International Journal of Dental Hygiene ha sostenuto con forza la possibilità di utilizzare i sigillanti anche nei pazienti adulti con rischio di carie basso o medio. Per capire le ragioni della sua posizione il GdO ha contattato il docente che, con la disponibilità che spesso caratterizza i cattedratici d’oltreoceano, ha esposto le sue ragioni.

Una dichiarazione “di utilità”
La comunità scientifica internazionale raccomanda l’utilizzo di sigillanti dentali nei bambini perché hanno dimostrato un’importante azione preventiva; consenso è stato trovato anche sul consigliare la sigillatura nei pazienti adulti che presentano un alto rischio di sviluppo di carie, ma la procedura in questi casi non è molto diffusa e il suo utilizzo non è rafforzato da forti raccomandazioni nelle linee guida. Se l’uso è dunque previsto come opzione preventiva nei casi di adulti ad alto rischio, non si trovano però indicazioni che lo sostengano in tutte le altre tipologie di pazienti adulti. Lei si sentirebbe di consigliarlo come misura preventiva per gli adulti?
A domanda diretta David R. Gore ha risposto: “Assolutamente sì, ritengo che i sigillanti dentali possano essere utilizzati anche in pazienti adulti che corrono un rischio di sviluppo di carie lieve o moderato. Dopo tutto, se è possibile sigillare solchi e fessure e se questo previene la carie, è giusto che tutti i pazienti possano beneficiarne. Penso inoltre che in passato sia stata posta troppa enfasi sulla sigillatura applicata solo nell’età infantile, dimenticando che anche gli adulti possono ottenere una riduzione nel numero di carie future se vengono sottoposti alla medesima procedura”.

Le obiezioni dei detrattori
Una delle obiezioni più comuni, sollevata in particolare per gli adulti, riguarda il fatto che le sigillature possono coprire carie invisibili al momento della posa, le quali potrebbero successivamente progredire. “Ma questa temuta progressione in realtà non avviene” ha continuato Gore; “è stato provato al contrario che la barriera posta tra il nutrimento esterno e i batteri priva questi ultimi della capacità di sopravvivere e proliferare e che la carie non progredisce fintanto che la sigillatura rimane intatta”.
La longevità delle sigillature, e la copertura che effettivamente riescono a fornire, è un’altra obiezione sollevata da chi non ne sostiene l’uso. La letteratura, che ha indagato questa questione principalmente negli anni Ottanta, ha dimostrato però che l’efficacia dei sigillanti perdura nel tempo.
Per esempio una revisione del 1985 pubblicata dal Journal of the Canadian Dental Association, che ha riunito i risultati di 24 ricerche, ha registrato una riduzione della carie nelle popolazioni studiate che andava dall’82% a un anno dalla sigillatura al 34% dopo sette anni.
Anche uno studio pubblicato da Jada nel 1991 ha rilevato una riduzione dello sviluppo di carie del 52% a 15 anni dall’applicazione. “è provato che le sigillature possono rimanere intatte anche fino a sette anni dalla posa, ma è comunque consigliabile ritoccarle ogni cinque anni, un tempo decisamente non breve” ha raccontato ancora Gore. “Se il controllo della loro integrità diventasse poi parte della visita di routine, si potrebbe prolungarne la vita e l’efficacia nel tempo.” A questo proposito uno studio apparso nel 1990 sul Journal of the Canadian Dental Association ha provato che il numero di carie occlusali può essere ridotto del 95% se il 2-4% delle sigillature vengono ritoccate ogni anno.

Sigillatura: una procedura consigliabile?
“La realtà è che non è possibile reperire negli studi scientifici condotti fino a oggi ragioni per le quali i sigillanti dentali non debbano essere utilizzati nei pazienti adulti” ha sintetizzato Gore.
Ma allora perché il loro utilizzo non entra nella pratica clinica? “I motivi per cui ciò non avviene sono diversi: innanzitutto le Università non trasmettono ai futuri odontoiatri l’importanza che i sigillanti possono avere nella prevenzione di carie nella popolazione adulta, né l’enfasi viene posta sui soggetti che in particolare potrebbero beneficiarne.”
“Negli Stati Uniti per esempio,” continua lo studioso, “le statistiche dicono che l’81% dei pazienti ospitati nelle case di cura non è stato sottoposto a una visita odontoiatrica nel corso degli ultimi 12 mesi: sono queste persone in particolare, per esempio anziani, pazienti con una capacità ridotta di curare la propria igiene orale o affetti da xerostomia dovuta ai farmaci, coloro che potrebbero ridurre il numero delle lesioni cariose grazie all’applicazione preventiva dei sigillanti”.
“Ma negli Stati Uniti la domanda chiave è: chi paga le sigillature? Ed è questo purtroppo, a mio parere, il motivo fondamentale per il quale i sigillanti non trovano una reale applicazione preventiva negli adulti: le compagnie di assicurazione sanitaria non rimborsano questa prestazione, e così i pazienti non la richiedono. Non è compito infatti delle compagnie assicurative ragionare in termini di risparmio sul lungo periodo: i soldi spesi per i sigillanti applicati oggi potranno far risparmiare il costo delle otturazioni o delle estrazioni necessarie tra qualche anno, ma ciò non acquista importanza se il principio guida è quello di risparmiare il più possibile nel breve periodo.”
A questo punto resta da capire se gli odontoiatri debbano o meno consigliare l’applicazione di sigillanti ai propri pazienti adulti.
“Io ritengo di sì. Se ciò oggi non avviene, oltre alle ragioni già citate, è anche perché i mezzi di informazione generalisti e specializzati non hanno posto l’attenzione sull’azione preventiva dei sigillanti nei pazienti adulti e sul risparmio economico nel lungo periodo; tutto ciò fa sì che il paziente non richieda la procedura, e l’odontoiatra non proponga una misura preventiva utile ma che comporta una spesa aggiuntiva”.
“The use of dental sealants in adults: a long-neglected preventive measure”
Int J Dent Hyg 2010;8(3):198-203.

 
 

GdO 2010;16

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