Sono buone e salate, ma a contatto con lo smalto purtroppo si comportano come i dolci: le patatine, uno snack molto diffuso e pubblicizzato, hanno un potere cariogeno ancora sottovalutato. Mentre infatti i genitori si concentrano sui pericoli degli zuccheri e cercano di limitare caramelle, dolci e merendine, le patatine sono spesso concesse perché, forse grazie al loro sapore salato, sono considerate innocue per la salute dei denti. E invece un recentissimo studio svedese condotto su dati statunitensi ha provato che, isolando nell’analisi dei fattori di rischio il consumo di patatine, questo risulta mettere in pericolo lo smalto dei bambini.
“La nostra ricerca ha il pregio di essere stata condotta su un numero piuttosto ampio di bambini di età compresa tra 1 e 4 anni, 1206 in totale, tutti residenti nell’area di Boston, negli Stati Uniti” spiega Ingegerd Johansson, docente presso il Dipartimento di odontologia dell’Università di Umeå, in Svezia.
“Dalle visite odontoiatriche è risultato che il 22,7% dei bambini tra 3 e 4 anni presentava lesioni cariose, così come il 17,6% dei bambini tra 2 e 3 anni e il 6,2% dei piccoli tra 1 e 2 anni; mettendo a confronto questi dati con quanto affermato dai genitori riguardo alle abitudini alimentari dei bambini è emerso che il consumo frequente di patatine è associato allo sviluppo di carie”.
Di chi è la colpa?
La sostanza “incriminata” è l’amido della patata o del mais idrolizzato tramite i processi della produzione industriale. Già negli anni scorsi, studi condotti in vitro e su animali avevano evidenziato il potere cariogeno dell’amido idrolizzato che, proprio come gli zuccheri, ha la capacità di abbassare il pH dell’ambiente orale in modo veloce e drastico; l’amido idrolizzato è contenuto in prodotti confezionati come popcorn, snack al mais, patatine “classiche”, aromatizzate al formaggio.
Attenzione a un consumo quotidiano
“I dati disponibili riguardo agli Stati Uniti dicono che il 75% della popolazione dichiara di consumare qualche tipo di snack quotidianamente e che, di conseguenza, circa il 30% delle energie assunte ogni giorno deriva da questo genere di alimenti” continua la docente. “Queste abitudini alimentari sono più evidenti nelle classi meno abbienti e riguardano anche i bambini, come dimostrano i dati dell’area di Boston”.
L’alimentazione nel suo complesso è infatti uno dei fattori di rischio più consistenti dal momento che, per quanto emerge dalla ricerca, i bambini che consumano frequentemente patatine sono anche quelli che mangiano più spesso dolci, biscotti, caramelle e gelati.
“Proprio l’associazione con i dolci potrebbe aumentare il potere cariogeno delle patatine” specifica la docente, “dal momento che studi su animali hanno dimostrato che l’amido idrolizzato ha la capacità di potenziare l’effetto cariogeno del saccarosio. Pur essendo riusciti, per quanto possibile, a isolare il fattore del consumo di patatine, rilevandone con certezza l’associazione con lo sviluppo di carie, va evidenziato anche che esso è in genere un “co-fattore”, in quanto è parte di un’alimentazione cariogena nel suo complesso, ossia troppo ricca di zuccheri e povera di frutta e verdura” conclude la docente.
“La determinazione dell’associazione tra la carie e il consumo frequente di patatine, un alimento oggi utilizzato come merenda o come spuntino e che talvolta diventa uno snack quotidiano, è comunque importante, perché queste informazioni possono entrare a far parte di programmi di prevenzione che risultino efficaci.”
“Snacking habits and caries in young children”
Caries Research 2010;44(5):421-30.
GdO 2010;15
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