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27 Ottobre 2019

Igiene orale per i più piccoli: per il Ministero della Salute, probabilmente, è un problema risolto

di Norberto Maccagno


Tra le tante pubblicità create in questi anni per promuovere il Mese della Prevenzione Dentale, la mia preferita è quella che ritrae un bambino con il papà davanti allo specchio del bagno mentre si lavano insieme i denti. Trovo che rappresenti l’essenza della prevenzione, se ho capito quanto in questi anni mi avete spiegato sul tema, ovvero la necessità non solo di insegnare il gesto (lavarsi i denti) dandone il buon esempio, ma facendolo diventare un gesto naturale. Non un obbligo ma un atto che con tempo diventa naturale, quasi involontario.  

Ed il bambino è un terreno fertilissimo per creare questa mentalità.  

Molti anni fa la professoressa Laura Strohmengher, parlando proprio di prevenzione, mi spiegava la necessità di sensibilizzare e formare i pediatri su temi odontoiatrici, visto che sono loro ad intercettare per primi genitori e bimbi. Gli anni sono passati e la multidisciplinarietà della medicina comincia ad interessare ed interessarsi anche dell’odontoiatria. Così come gli odontoiatri sono chiamati a considerare la medicina affrontando certe patologie ma anche solo per sensibilizzare i propri pazienti: si pensi sul fumo, la corretta alimentazione, l’abuso di alcol, etc.  

L’ennesima conferma di come il lavoro fatto per cambiare il modo di considerare la prevenzione (a 360° e non solo sul singolo problema) stia dando ottimi frutti, l’abbiamo avuta venerdì scorso quando le società scientifiche di pediatria e quelle legate all’odontoiatria pediatrica (ortodonzia inclusa) hanno presentato una Guida Pratica Intersocietaria di Odontoiatria Pediatrica. 212 pagine in cui gli esperti hanno sintetizzato i principali temi odontoiatrici che possono toccare bimbi e famiglie, dal periodo di gestazione fino alla crescita. Si parla d’igiene orale ma anche di alimentazione, di gravidanza ma anche di traumi dentali, del ruolo del pediatra e di come può intercettare e segnalare problemi ma anche di radiologia, Osas, di ortodonzia e di come e cosa comunicare ai bambini ed alle famiglie.  

E proprio la comunicazione è uno di quegli aspetti fondamentali per creare quella cultura verso la prevenzione che la faccia diventare una consuetudine.  

Il ruolo centrale della pubblicità nel favorire questo, lo ha ricordato uno che della comunicazione ha fatto e fa scuola, il prof. Carlo Guastamaccchia. Nei giorni scorsi, parlando di prevenzione su Odontoiatria33, ha ricordato il ruolo centrale che spot e pagine pubblicitarie hanno avuto nel convincere gli italiani a fare diventare un gesto quotidiano quello di curare l’igiene orale.  

Proprio per l’importante ruolo che la comunicazione ha nel riuscire a parlare e convincere gli italiani, sono molte le campagne che utilizzano media, social e web per promuovere stili di vita sani. Campagne che se vengono promosse o attivate da soggetti istituzionalmente riconosciuti, sono ancora più efficaci.  

Lo sa bene il Ministero della Salute che spesso utilizza questo tipo di attività per sensibilizzare gli italiani su vari aspetti della tutela della propria salute.  

Tra le ultime campagne attivate c’è quella dal titolo “Piccoli più in forma. Alimentazione e movimento per crescere bene”. In realtà è un sito, spiega il Ministero “dedicato ai genitori dei bambini di 4-5 anni - ma anche ai nonni, zii, baby-sitter, educatori, insegnanti – che offre percorsi semplici, costruiti e validati scientificamente per obiettivi di salute, risposte a tanti dubbi e domande su nutrizione e movimento dei figli in età prescolare, tenendo anche conto della sostenibilità ambientale delle loro scelte”.    

“Per la salute dei più piccoli -spiegano da Ministero della Salute- è importante sensibilizzare tutta la famiglia sull’importanza di uno stile alimentare sano e una vita fisicamente attiva. Il sito www.piccolipiuinforma.it rappresenta uno strumento per aiutare le scelte salutari dei genitori insieme all’aiuto insostituibile del pediatra”.  

Un sito molto interessante con tantissime informazioni utili, facilmente fruibili e con uno stile di comunicazione immediato ed attrattivo. Tra i tanti contenuti una sezione dedicata a percorsi, spiegano, per “coinvolgere tutta la famiglia verso uno stile alimentare sano e una vita fisicamente attiva”.  

E così si parla, tra gli altri, di cibo adatto alle varie età, della colazione, dei rischi di abusare delle bibite gasate, dei cibi con troppo zucchero, dei “poteri” benefici di frutta e verdura. Per esempio, parlando dei cibi e bibite con zucchero vengono proposte delle domande con possibili risposte per fare capire al lettore la scelta alimentare corretta, ma anche il proprio grado di preparazione.    

Secondo voi, quante volte, soprattutto nelle sezioni dedicate al cibo ed alle alimentazioni vengono ricordati percorsi corretti (o criticità) legate alla salute orale? Per esempio, informando che dopo aver consumato una bevanda o cibi ricchi di zuccheri (c’è una sezione specifica sul tema) è meglio aspettare mezz’oretta prima di lavarsi i denti o tutti gli altri consigli legati a cibo e salute orale. O anche più banalmente che dopo ogni pasto ci si deve lavare i denti, e non dico anche fare vedere, magari con una animazione, come farlo correttamente.   Ovviamente non si parla mai di salute orale, e non è la prima volta, anzi non ricordo che il Ministero abbia mai parlato in campagne di comunicazione di prevenzione orale.  

Come ho già avuto modo di sottolineare non credo sia un problema di competenza o incompetenza, tanto meno di mancanza di fondi, ma solo di non averci pensato.  

Mi diranno, “facile per te che ti occupi solo di odontoiatria, noi dobbiamo considerare tutte le variabili”. Vero, ma quasi sempre la “variabile odontoiatrica” è dimenticata. Certamente come altri aspetti legati ad altre branche della medicina, ma qui stiamo parlando di alimentazione, di mangiare.

Perché il Ministero non deve mai considerare quando tocca questi temi, come mantenere sano l’apparato che permette di masticare?  

Forse al Ministero, o i consulenti che creano gli strumenti di comunicazione per conto del Ministero, sono invece la conferma che il lavoro fatto nei decenni sulla sensibilizzazione verso l’importanza dell’igiene orale, è oramai una cosa talmente naturale e scontata che non serve più parlarne, così come nel portale non si dice mai di lavarsi le mani prima di mangiare.  

Se hanno ragione loro, complimenti al prof. Guastamacchia e chi come lui si è battuto per una vita per promuovere la prevenzione, potete finalmente dire: problema risolto… almeno per il Ministero.

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