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02 Aprile 2023

L’opinione del paziente

di Norberto Maccagno


Il titolo me lo ha suggerito il prof. Carlo Guastamacchia inviandomi la mail con cui un suo paziente tornato a casa dopo, mi dice, una “lunga chiacchierata con me, dato che aveva seguito il video degli Oblivion”, gli comunicava una serie di riflessioni. 

Per chi non ha seguito la vicenda. Gli Oblivion sono un gruppo di artisti molto noti sui social per le parodie a canzoni famose. Nelle scorse settimane hanno preso in giro la canzone che Madame ha portato al Festival di Sanremo, “Il bene ed il male” trasformandola in “Igiene Dentale”. Il testo è una serie di luoghi comuni sul dentista: fa male, costa troppo, mi fa cure che non servono, non fa la fattura, ma su questo ultimo punto non c’è certezza visto che nella parodia si ammette di non ricordare se l’aveva fatta. 

Le criticità del testo ma soprattutto del rischio che passino convinzioni cliniche sbagliate, le hanno ben sintetizzate il presidente della CAO di Catanzaro dott. Salvatore De Filippo  e la dott.ssa Viviana Cortese Ardizzone  igienista dentale. E credo che abbiamo anche fatto bene a farlo pubblicamente. 

Nei giorni scorsi ho contattato l’ufficio stampa degli Oblivion per chiedere se fossero disposti ad un’intervista. Ero sinceramente curioso di conoscere il perché la canzone di Madame li avesse ispirati a parlare di un dentista e poi avrei cercato di capire quale è il loro rapporto con dentista ed igienista dentale e se prendendoli in giro non avevano paura di “dolorose” ritorsioni. Anche se a teatro portano la parodia della Bibbia, e credo che in questo caso le conseguenze potrebbero essere peggiori oltre che “eterne”.“Valutiamo”, mi hanno risposto sottolineando di essere stati stupiti dalle tante mail ricevute. Deduco di dentisti ed igienisti dentali. 

Per chiudere la vicenda riporto quanto un dentista scrive sulla pagina Facebook degli Oblivion e la loro risposta. Il dentista: “ma dire che i dottori sono tutti macellai ed evasori vuol dire che scegli male oppure ti meriti le cure di ‘professionisti’ disonesti”. La risposta: “non è una nostra dichiarazione rilasciata in Parlamento. È una parodia, forma di intrattenimento nella quale si cercano parole simili all’originale per creare una storia credibile, ma esagerata magari grazie all’uso dell’iperbole. Abbiamo giocato su dei luoghi comuni che si possono dire al bar riportando, magari, una brutta esperienza. Succede a tutti i professionisti. Ci dispiace per il tuo rammarico, ma può succedere che nella vita magari uno una volta sia uscito dal tuo studio dicendo “che male, i dottori sono tutti macellai. Sono incidenti: un po’ come succede a noi quando qualcuno anziché leggere i nostri video come una parodia leggera, li vede come un attacco personale”.  

Torno invece all’oggetto della mail del prof. Guastamacchia: l’opinione del paziente. 

Sicuramente i vostri pazienti hanno un’ottima opinione di voi, altrimenti si rivolgerebbero ad un altro dentista.Ma di questo non credo ne siate consapevoli, credo che i primi a sentirvi all’interno degli stereotipi che hanno contraddistinto la vostra figura, specialmente nel passato, siate molto spesso voi stessi. 

Di questo se ne era parlato durante uno dei Workshop di Cernobbio, l’evento che veniva organizzato da ANDI anni fa e che ha sempre avuto il merito di anticipare i temi sui quali la professione avrebbe poi dovuto confrontarsi.Nel 2012, attraverso una ricerca il prof. Renato Mannheimer aveva dimostrato come il gradimento degli italiani verso il proprio dentista fosse il più altro tra i professionisti (89%), al pari di quello del medico di famiglia.Ma a confermare che i dentisti non ne erano consapevoli la ricerca presentata dalla prof.ssa Alessandra Mazzei (Università IULM di Milano) che, aveva posto ad un campione significativo di dentisti italiani le stesse domande poste ai cittadini dal prof. Mannheimer scoprendo che, in tema di fiducia, gli odontoiatri pensano che i loro pazienti non li considerino molto visto che alla domanda "quanta fiducia l'opinione pubblica ha nei confronti del medico dentista (esprima un voto da 1 a 10)" i dentisti si danno un 5,3. 

Non ne siete convinti? Andate a leggere gli oltre 2mila commenti al video degli Oblivion sulla loro pagina Facebook, si faticano a contare sulle dita di una mano quelli che criticano i dentisti, che dicono è vero avete ragione. Poi andate a leggere i commenti sulla pagina Facebook di Odontoiatria33 alla nota del Presidente De Filippo, non pochi quelli che giustificano, spiegano, motivano le battute degli Oblivion. 

Certo, i luoghi comuni hanno una base di verità, lo ricorda il paziente che ha scritto al prof. Guastamacchia quando dice: “è che per tutto il secolo scorso non si è fatto nulla per motivare certi preventivi altissimi e non c'è stata trasparenza sul valore delle terapie attraverso la comunicazione con il paziente. C'è poco da indignarsi. Se non si accetta la visione che il paziente comune ha della cura odontoiatrica non è certo colpa della satira (scorretta?), bensì della (triste) storia dell'offerta delle cure odontoiatriche in Italia”. 

Essendo un paziente del prof. Guastamacchia ovviamente ha toccato il punto nodale, la comunicazione. 

Molto in questi decenni è stato fatto per far meglio percepire al paziente che la cura odontoiatrica deve essere considerata come ogni altro tipo di cura, il valore della professionalità dell’odontoiatra o dell’igienista dentale. Molto si potrebbe ovviamente ancora fare e finalmente sdoganare il vero taboo di voi odontoiatri: il costo dalla cura.
Ma 100 euro per una seduta di igiene orale, tanto per stare sul tema della parodia degli Oblivion, è più caro dei 150 euro che chiede un cardiologo per una visita extramoenia, ovvero all’ASL ma saltando i tempi di attesa?
Oltre ad abusivi, turismo odontoiatrico etc, sarebbe utile andare a parlare in televisione anche del perché i dentisti si fanno pagare (come chiunque lavori in proprio) spiegando quanto dovrebbe costare una cura di qualità e perché. Con buona pace dell’antitrust.
E poi, se alla fine il paziente la pensa ancora male, saprete farvene una ragione. 

 
 

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