HOME - Gestione dello Studio
 
 
22 Novembre 2019

Pensare la professione in modo più strategico

Collaboratori, titolari di studio e team odontoiatrico, visti dal consulente di gestione. Le criticità, i consigli e le “soluzioni”


Come il Convegno organizzato da EDRA sul futuro della professione visto dal punto di vista dell’esercizio professionale ha fatto una fotografia che conferma che contrariamente a quanto accadeva in passato, quando chi decideva di diventare dentista lo faceva con il chiaro intento di aprire il proprio studio dentistico, non appena laureato, oggi sono pochi i giovani che intraprendono questa strada. I più mirano ad andare a fare collaborazioni con colleghi, titolari di studi già avviati o cliniche o catene. Per imparare e fare esperienza, certo, ma anche per non sobbarcarsi tutti gli oneri che comporta aprire uno studio odontoiatrico oggigiorno.

Di fatto, l’investimento economico è piuttosto ingente e implica quasi sempre l’accensione di un mutuo di lunga durata, sono necessarie autorizzazioni sanitarie non sempre facili da ottenere, e chi apre deve avere o acquisire anche competenze gestionali e imprenditoriali oltre a quelle cliniche. Inoltre, la redditività che si ottiene rispetto all’impegno profuso è senza dubbio inferiore a quella di un tempo, anche piuttosto recente.

I dati riportati dall’Indagine condotta da EDRA parlano chiaro: il 70,7% dei giovani odontoiatri (under 30) esercita la Professione come collaboratore/consulente.

Quali sono gli effetti di tutto questo?

Innanzitutto, come evidenziato da Odontoiatria33 del 7 febbraio scorso, la professione odontoiatrica si conferma essere una professione di “anziani”, in cui il 53% degli iscritti all’Albo ha più di 55 anni. Ciò significa che nell’arco di una quindicina d’anni più della metà degli attuali dentisti e odontoiatri italiani andrà in pensione e se non si prendono in considerazione nuove forme associative o si trovano dentisti che vogliono aprire o rilevare le attività, si ridurrà considerevolmente il numero degli studi con cui collaborare. In secondo luogo, fare i collaboratori ha parecchi ed evidenti vantaggi iniziali (si fa pratica a basso rischio, si impara dai colleghi senior, non ci espone economicamente, non si devono prendere decisioni), ma presenta più di uno svantaggio al crescere dell’età e dell’esperienza, professionale e di vita.

Quando si entra nella piena e consapevole adultità, infatti, cominciano ad emergere nuovi bisogni e desideri e ambizioni, spesso molto differenti da quelli di inizio carriera.

Si sente la necessità di incidere sul processo decisionale, di esprimere la propria cifra identitaria e di affermare il proprio stile professionale, di assumere comportamenti magistrali (di insegnamento) nei confronti di altri adulti e, non ultimo, di sentirsi parte integrante e attiva di un progetto. Cosa non sempre possibile o gradita al titolare dello studio ospitante.

Ciò che spesso accade – chi come me fa consulenza negli studi dentistici è quotidianamente testimone di queste dinamiche – è che il titolare che si accolla oneri e onori della complessa gestione dell’attività, ivi compreso il rischio d’impresa, non veda di buon occhio le ingerenze decisionali dei collaboratori e che quindi demarchi ancor più nettamente i confini, generando più di qualche frustrazione o scoramento. Scegliere di fare i collaboratori esterni full time significa, quasi sempre, avere o sviluppare una forte attitudine a “sentirsi ospite in casa degli altri”, a chiedere sempre il permesso prima di agire, a ringraziare frequentemente per l’opportunità data, a mettere in secondo piano la propria identità e personalità individuale in nome dello spirito di gruppo o più realisticamente, per fare spazio a quella del titolare dello studio dentistico.

Quindi? Meglio farsene una ragione o cercare soluzioni differenti?

Un primo importante passo nell’ottica della creazione di un buon team di lavoro, che si differenzi da un gruppo di “mercenari”, dove ciascuno pensa al proprio guadagno senza alcuna tensione progettuale collettiva, è quello di prevedere un coinvolgimento e una partecipazione concreti, anche di tipo economico, dei collaboratori nel progetto imprenditoriale. Le persone hanno bisogno di essere parte attiva, di diventare responsabili, di assumersi una piccola dose di rischio per sposare appieno un progetto. Su un piano più operativo è vitale che i collaboratori conoscano le logiche della gestione e ne comprendano le dinamiche, che si assumano la responsabilità del proprio lavoro non solo in termini clinici, altrimenti si percepiranno sempre estranei. Per far questo serve, da parte dei titolari di studio, una maggiore disponibilità alla condivisione di informazioni e dati (le tanto bistrattate riunioni di studio, che pochissimi fanno) e una maggiore propensione alla delega, vera leva di crescita professionale.

Sul piano giuridico, per rendere più accessibile l’investimento iniziale di apertura o rilevazione dello studio,  è tempo di implementare, tra gli altri (Studio Associato, S.r.l. odontoiatrica, StP, ecc.), nuovi modelli di aggregazione professionale, per cui sia possibile ripartire costi, investimenti e responsabilità in parti più eque e sostenibili, prevedendo un piano a medio-lungo periodo nel quale il collaboratore esegua le proprie prestazioni in "conto acquisto" parziale o totale della struttura, realizzando in questo modo anche il processo di affiancamento al titolare/socio uscente.

Qualcosa si sta muovendo a livello legislativo: dal 2017, ad esempio, la normativa italiana ha aperto anche ai professionisti la possibilità di far parte delle Reti di Impresa miste, di cui ha parlato Massimo Depedri in questo articolo.

Come sempre, non sono gli strumenti che mancano, ciò che occorre è la volontà di usarli e di pensare alla professione in modo più strategico.

A cura di: Moyra Girelli, formatrice esperta in gestione del cambiamento- founder di aula41  

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Sicurezza, efficienza e valore legale per documenti e consensi, uno strumento semplice da usare che può semplificare ed ottimizzare la gestione burocratica dello studio


Il presidente nazionale AIO sottolinea: la sicurezza negli studi non è un obbligo ma una responsabilità clinica


Tra le misure previste rientra l’adozione di procedure chiare e sicure per l’utilizzo e lo smaltimento di dispositivi medici taglienti e dei rifiuti contaminati


Mancano i decreti attuati ma circolano le bozze su come si dovrà richiedere. Sembrerebbe saltare il vincolo di acquisto per i soli prodotti UE


La leadership è parte integrante della pratica clinica. Scopri come influenza cure, team e benessere professionale, uno studio rivela il ruolo chiave nella pratica quotidiana ...


Le norme ma anche e soprattutto le regole dal punto di vista della deontologia. Ne abbiamo parlato con il presidente CAO di Catanzaro che ha posto (sui social) la questione


Uno studio brasiliano fotografa il fenomeno indicando quali piattaforme sono più utilizzare dal paziente per effettuare la scelta e perchè


Una ricerca ha verificato la presenza di consigli sull’igiene orale domiciliare all’interno dei siti istituzionali di Associazioni di odontoiatri ed igienisti dentali...


Una ricerca ha cercato di capire se la Video-educazione dell’igiene orale nei pazienti adulti con apparecchi fissi sia più efficacie che la sola comunicazione verbale 


Altri Articoli

Dal 14 al 16 maggio, a Rimini, l’appuntamento di riferimento per tutto il settore dentale: ricco programma scientifico e mostra merceologica. Ecco le modalità per iscriversi...


Immagine di repertorio

Particolare attenzione deve essere prestata ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti. Ecco le raccomandazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco


Per gli avocati Stefanelli e Castelli è un obbligo e non si può ignorare. Ecco di cosa si tratta e perché lo studio odontoiatrico deve attivarsi


Aggiornamento per igienisti dentali ed odontoiatri. Venerdì 15 maggio 2026 con la prof.ssa Gianna Nardi ed il dott. Giuseppe Chiodera


I sindacati odontoiatrici contro due emendamenti proposti a decreto riforma professioni sanitarie. ANTLO: gli emendamenti sono già stati giudicati inammissibili, volete impedire...


L’obiettivo è garantire agli studenti un accesso precoce e privilegiato a un network professionale consolidato


In occasione delle Giornata Mondiale dell’igiene delle mani, l’ISS cerca di sensibilizzare il personale sanitario. Ecco le indicazioni per il Team odontoiatrico


La lista guidata da Corrado Bondi presenta il programma e traccia la rotta per il futuro dell’Associazione. Obiettivo: dare risposte concrete a un settore in rapida evoluzione


Un emendamento vuole intervenire su attività che pur essendo parte del sistema salute, risultano ancora regolate da norme frammentarie e datate. Tra le riforme quella del percorso di studi che...


Audizione sul decreto di revisione del sistema degli incentivi: richiesta piena equiparazione e misure efficaci per sostenere transizione digitale, sostenibilità e aggregazioni...


Dura la reazione del presidente nazionale CAO Andrea Senna: “occorre preservare l’autonomia e l’integrità della professione medica ed odontoiatrica”


I Giudici ribadiscono che il reato di esercizio abusivo non richiede la verifica della qualità della prestazione resa e il diploma di Laurea deve essere riconosciuto anche in Italia 


Mancavano, anche, i protocolli di sterilizzazione e le misure periodiche riferite alla radioprotezione. Sospesa l’autorizzazione sanitaria mentre il titolare è stato segnalato all’Ordine 


Il SIASO richiama di rispettare il dettato normativo che non consente all’ASO di svolgere l’attività in regime di lavoro autonomo


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi