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09 Settembre 2015

Autorizzazioni sanitarie per gli studi odontoiatrici del Lazio. Approvate le nuove norme. Pollifronte (CAO): una riforma voluta ed innovativa


Palazzo Regione LazioPalazzo Regione Lazio

Con l'approvazione della Delibera della Giunta Regionale avvenuta oggi 9 settembre 2015 vengono definite le nuove procedure autorizzative per gli studi medici e odontoiatrici laziali.

"Una riforma -dice ad Odontoiatria33 il presidente CAO Roma Brunello Pollifrone- tanto attesa e da più parti auspicata che, grazie all'impegno e al concreto contributo del nostro Ordine, insieme agli altri Ordini Provinciali e alle rappresentative sindacali più importanti, chiarisce e definisce finalmente i criteri distintivi tra gli studi medici e odontoiatrici assoggettati o meno al regime autorizzativo".

Il nuovo provvedimento normativo indica i criteri distintivi, per tutte le discipline mediche e odontoiatriche, delle prestazioni considerate a minore invasività, e quindi non soggette al regime autorizzativo ma a semplice comunicazione ASL, e quelle a maggiore invasività, per le quali andrà invece richiesta specifica autorizzazione alla Regione Lazio.

Tre le tipologie di studio individuate nelle quali è possibile esercitare la professione: studio singolo, studio associato e ambulatori e poliambulatori.

Tra le novità, quindi, una "moderna" tipologia di studi non soggetti ad autorizzazione, gli "Studi Polimedici", dove più professionisti, sia medici che odontoiatri, espletano la propria attività nella medesima unità immobiliare, in maniera indipendente l'uno dall'altra, ma condividendo gli spazi comuni (sala d'attesa, accettazione, servizi igienici etc.). Una soluzione questa, ricorda Pollifrone, che potrà essere apprezzata anche da molti odontoiatri.

Le nuove modalità di esercizio dell'attività medico-odontoiatrica, spiegano dall'Ordine di Roma, "saranno più vicine alle esigenze dei pazienti e degli operatori del settore, permettendo di guardare con rinnovata fiducia al futuro della nostra professione".

Per non essere soggetto ad autorizzazione, ma solo alla comunicazione all'ASL, uno studio singolo, associato o polimerico si dovrà preventivamente accertare:

a) Che non vengano erogate prestazioni diagnostiche (diagnostica per immagine e analisi cliniche), di chirurgia ambulatoriale e di recupero e riabilitazione funzionale;

b) Che le sotto indicate apparecchiature elettromedicali, se presenti, vengano utilizzate esclusivamente per l'esercizio dell'attività complementare a quella specialistica e senza refertazione per terzi (utilizzo occasionale e saltuario): apparecchiature radiologiche o con sorgenti radioattive; laser (classi 3A, 3B e 4, ai sensi della nonna cm EN 60825-1);

c) Che vengano erogate prestazioni considerate a minore invasività elencate in un allegato.

Un provvedimento che a differenze di molte altre leggi regionali che regolamentano le autorizzazioni sanitarie definisce chiaramente i soggetti che devono o non devono chiedere l'autorizzazione e soprattutto indica quali sono le prestazioni che possono essere erogate nello studio odontoiatrico non soggetto ad autorizzazione, come da tempo chiedeva la professione.

Queste quelle odontoiatriche per cui non è necessario chiedere l'autorizzazione per praticarle:

· Conservativa

· Endodonzia

· Gnatologia

· Igiene e profilassi cavo orale

· Implantologia esclusi gli impianti zigomatici

· Interventi che non comportano il grande rialzo del seno mascellare

· Interventi che comportano asportazione di neofol1nazioni dei tessuti duri e molli dei mascellari di natura neoplastica

· Interventi sul mascellare inferiore che non prevedano trasposizione del nervo alveolare inferiore

· Odontoiatria infantile

· Ortodonzia fissa e mobile

· Parodontologia

· Protesi fisse e mobili

· Sbiancamento dentale

· Trattamenti di medicina estetica limitati alla zona delle labbra correlati ad un protocollo di cura odontoiatrica completa proposto al paziente

La Delibera entra anche nel merito al materiale pubblicitario comprese targhe, biglietti da visita.

In particolare, si legge nel testo approvato, "ogni professionista deve indicare nella targa esposta all'esterno della sede: l'espressa indicazione di "Studio medico/odontoiatrico o medico/odontoiatrico associato"; il proprio nominativo e la relativa specializzazione posseduta, nel caso di studio singolo; i nominativi di tutti i professionisti con le relative specializzazioni, nel caso dello studio associato; gli estremi del titolo autorizzativo, ove previsto.

Ogni studio, singolo o associato, deve esporre la propria targa distinta e separata dalle altre. Al fine di escludere la presenza di una organizzazione unitaria dell'attività, i biglietti da visita, i depliant, e il materiale pubblicitario in genere dovranno riportare distintamente il nominativo e l'attività erogata dal medico nello studio singolo o associato (secondo la specializzazione conseguita), distinguendoli da quelli degli altri professionisti presenti nella struttura".

Le disposizioni contenute nel provvedimento entreranno in vigore con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni.

Le reazioni

Soddisfatta la Presidente di ANDI Roma Sabrina Santaniello che attraverso una nota ha dichiarato: ''Riteniamo che questo risultato sia anche il frutto della volontà e dell'impegno costante di ANDI Roma per snellire, come promesso, quanto più possibile, le procedure burocratiche dell'attività medico-odontoiatrica. Tuttavia continueremo ad assistere e vigilare sull'equità dei controlli delle ASL affiancando sempre i nostri Soci e augurandoci per il futuro una maggiore uniformità nei controlli dei requisiti richiesti''.

Soddisfatto anche Giovanni Migliano, presidente di AIO Roma, che sul sito dell'associazione ricorda come "dal 2003, cioè da quando ai dentisti sia chiesta in Lazio un'autorizzazione di una certa complessità, AIO si batte per esentare gli studi o almeno la maggior parte dall'onere". Presidente di AIO Roma che ha anche realizzato un video in cui spiega ai colleghi le novità.

 
 

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