Dalla tavola rotonda SIPRO le anticipazioni sul lavoro del Tavolo attivato all’interno del CSS con possibili interventi e costi. A colloquio con il prof. Marco Ferrari
Stando ai dati del secondo report di Federanziani "Senior ed odontoiatria", solo il 34% degli oltre 14 milioni di over 65 può permettersi una protesi mobile, mentre il 19% una fissa. Difficoltà di ripristinare la masticazione persa che comporta problemi di alimentazione oltre a quelli legati alla socializzazione, alla qualità di vita etc.
Possibilità economiche che da sempre, ed in tutte le parti del mondo, condizionano l’accesso alle cure, soprattutto per quelle odontoiatriche nei Paesi dove l’offerta pubblica è limitata.
In Italia solo il 4% delle cure odontoiatriche vengono erogate dal pubblico, prestazioni che nel 77% dei casi sono concentrate al “togliere il dolore” mentre il 13% all’igiene orale professionale: il 27% sono visite, il 20% indagini radiografiche, il 20% prestazioni di conservativa, il 10% chirurgia orale il 13% sedute di igiene orale, cenerentole dell’assistenza pubblica la protesi con il 2% delle prestazioni rese e l’ortodonzia 1%.
Ad illustrare e commentare i dati è stato il prof. Marco Ferrari (nella foto), membro del CSS e presidente eletto SIPRO, durante la Tavola rotonda organizzata nell’ambito del secondo Congresso SIPRO dal titolo: “La gestione odontoiatrica del paziente fragile: formazione e assistenza ambulatoriale e domiciliare”.
Dati anticipati dal prof. Ferrari frutto del lavoro che il Tavolo sulla revisione dei Lea odontoiatrici, costituito all’interno del Consiglio Superiore di Sanità, ha prodotto e inviato all’attenzione del Ministro.
“Un lavoro importante che per la prima volta ha permesso di conoscere non solo le prestazioni che il SSN eroga ai cittadini in tema di odontoiatria ma ha anche analizzato ed indicato delle possibili soluzioni sulla base dei bisogni ed i finanziamenti necessari per attivarli”, dice ad Odontoiatria33 il prof. Ferrari a margine della Tavola rotonda.
Prof. Ferrari lo ha detto chiaramente nel suo intervento, il problema dell’assistenza odontoiatrica pubblica è un problema di costi.
Per ipotizzare un modello di assistenza sostenibile si deve partire dalle risorse a disposizione. Il lavoro svolto dal Tavolo sulla revisione dei Lea odontoiatrici costituito all’interno del CSS, per volontà del prof. Enrico Gherlone, ha il merito di aver per la prima volta individuato delle aree di intervento sulla base di bisogni reali della popolazione, la tipologia di popolazione che si potrebbe assistere e quantificando la necessità economiche.
Quali gli interventi ipotizzati e quanto serve in termini di finanziamento?
Lo studio ha indicato tre tipologie di interventi possibili modificando gli attuali Lea odontoiatrici, oggi limitati di fatto a garantire prestazioni a pazienti con determinate situazioni cliniche e sociali. Il primo mira ampliare l’accessibilità alle prestazioni previste dai Lea puntando non solo ad assistere quelli con vulnerabilità sanitaria ed anche sociale ma anche i cittadini con sola vulnerabilità sociale, quelli sotto la soglia di povertà che rappresentano il 10% della nostra popolazione. Per fare questo è stata ipotizzata la necessità di un finanziamento di 800 milioni di euro l’anno. Il secondo intervento punta ad allargare le prestazioni previste dai Lea ad altre fasce di popolazione o ampliare quelle accessibili per le fasce già oggi rientranti nei Lea. Per esempio oggi le donne in gravidanza posso usufruire solo di sedute di igiene orale ed anche per alcune persone con fragilità sociale le prestazioni sono limitate. Per questi interventi viene stimata una spesa di 200-300 milioni. Infine il terzo intervento ipotizza la possibilità di fornire trattamenti ortodontici a pazienti in età evolutiva (0-14) e protesici ai pazienti anziani con possibilità economiche limitate, per questo la spesa prevista varia tra 170 e i 340 milioni di euro.
Ipotizzando di tentare di attivare tutte e tre le soluzioni servirebbe 1 miliardo e 400 milioni di euro, l’1% circa della spesa sanitaria nazionale annua. Un intervento possibile?
Questo lo deciderà la politica, oggi la spesa sanitaria complessiva annuale va verso i 170 miliardi di euro, di cui 128 di spesa pubblica. La coperta è questa e tutti tendono a chiedere di tirarla verso la propria parte, è una scelta politica. Indubbiamente per queste fasce di popolazione una soluzione deve essere trovata, la salute orale è parte integrante della salute genarle. Così come sono garantite le altre tipologie di cure, per queste persone estremamente fragili si dovrebbero garantire anche quelle odontoiatriche.
Sempre per quanto riguarda i costi dell’assistenza odontoiatrica protesica, lei ha indicato nelle nuove tecnologie una risorsa.
Assolutamente. Già oggi possono e potranno ancora di più in futuro, permettere di realizzare dispositivi protesici a costi sempre più contenuti. L’industria, in collaborazione con l’Università, sta lavorando per studiare e mettere a punto materiali sempre più affidabili e sicuri e quando le nuove tecnologie saranno diffuse capillarmente ed utilizzate come oggi si utilizza uno smatphone, si potrà abbattere i costi. Per quella fascia di popolazione che è in sofferenza economica indicata da Federanziani, poter essere riabilitato con una corona da 200-300 euro invece che da mille fa la differenza tra protesizzarsi o meno. Magari quella corona sarà realizzata con un materiale sempre valido ma meno duraturo di una ceramica, ma gli darà comunque la possibilità di tornare a masticare.
Nel frattempo cosa si può fare?
Per una certa fascia di popolazione se non interviene il SSN credo nulla, salvo le azioni di volontariato già oggi attivate da molte organizzazioni ma anche da singoli professionisti. Indubbiamente i dentisti privati posso e dovrebbero intercettare quelle fasce sociali che magari non possono permettersi interventi complessi d’implantologia proponendo soluzioni altrettanto funzionali al ripristino della masticazione, come la protesi mobile e parziale. Una tipologia di protesi spesso percepita, sbagliando, come soluzione di serie B ma che invece consente di tornare a sorridere e masticare.
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