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31 Gennaio 2025

La corretta alimentazione è la medicina del futuro, anche per denti e gengive

Le implicazioni alimentari in odontoiatria, i consigli da dare ai pazienti e le correlazioni con la salute generale. Ne abbiamo parlato con la prof.ssa Saccomanno


saccomanno

"Food, Eating and Nutrition: A multidisciplinary approach" è un interessante libro di EDRA nato con l’obiettivo di supportare il lavoro di una vasta gamma di professionisti, tra cui dentisti ed igienisti dentali, offrendo una consapevolezza multidisciplinare in tema di alimentazione e nutrizione. Di questi temi, e on solo ne abbiamo parlato con una delle autrici, l’italiana Sabina Saccomanno (nella foto) ricercatrice presso l'Università degli Studi Link.

All’inizio del libro pone una questione: mangiare per nutrirsi o per alimentarsi? Quale è la differenza?  

Per addentrarsi nel mondo del cibo nell’ottica dell’affermazione del premio Nobel Linus C. Pauling  “una corretta alimentazione è la medicina del futuro”, vanno definiti fin dall’inizio i termini di alimentazione e nutrizione: non sono due sinonimi, ma due fasi e due funzioni interconnesse entrambe collegate  alla sopravvivenza ed al benessere dell’individuo.  

n semantica il termine alimentazione identifica il semplice atto del mangiare finalizzato al soddisfacimento delle esigenze fisiologiche, ma anche una scelta se il cibo è interpretato come elemento culturale, religioso, simbolico oppure come momento conviviale o appagamento sensoriale. L’alimentazione è caratterizzata dalla ricerca e dall’assunzione attraverso gli alimenti di composti chimici energetici, non necessariamente fondamentali per la sopravvivenza dell’organismo e per il suo corretto funzionamento.  

La nutrizione è invece la scienza che studia l’interazione dei nutrienti con lo organismo ed il corretto apporto di nutrienti attraverso cibo e alimentazione: in relazione agli effetti prodotti da quantità, qualità e bio-disponibilità dei nutrienti in esso presenti. In sintesi la nutrizione è un complesso di processi biologici che consentono o condizionano conservazione/accrescimento/svi-luppo dell’organismo vivente nel reintegrare perdite materiali ed energetiche che accompagnano le diverse attività funzionali.    

Quindi si deve imparare a mangiare. Come?

Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che, in tutte le fasi della vita e perfino sin da quella pre-natale, una corretta nutrizione - sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo - incide in maniera positiva e costante sullo stato di salute generale, ritardando il rischio d’insorgenza di malattie croniche non trasmissibili (infarto, ictus, diabete, ipertensione arteriosa, alcuni tumori..) legate ad abitudini e stili di vita non corretti.    “Imparare a mangiar bene” è evitare, dalla primissima infanzia e per tutte le successive fasi della vita, zucchero e edulcoranti/farine raffinate/grassi idro-genati e vegetali/alcolici/bevande gassate in favore di un’alimentazione basata su frutta/verdura/legumi/fibre/cereali integrali/proteine magre/grassi salutari ossia cibi poco processati e determinanti vs l’infiammazione cronica.   

La correlazione tra cibo e salute era già nota nel V secolo a.C se Ippocrate scrive: “Il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo. Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, avremmo trovato la strada per la saluteTrovare la strada personalizzata per la salute è semplicemente il cd “stile di vita sano” (alimentazione equilibrata-esercizio fisico giornaliero-riposo di qualità) perchè sarà il più efficiente passaporto per attraversare - nel migliore dei modi – l’infanzia/l’adolescenza/tutti gli ulteriori stadi della vita.    

Il cibo in generale, nell’immaginario collettivo, è visto come il cattivo dal punto di vista della salute orale. Molti alimenti vengono indicati come causa di carie, infiammazione gengivale, ingiallimento dei denti ed altri aspetti negativi. Nel suo libro indica, invece, come l’alimentazione influenza, positivamente, la crescita e lo sviluppo della bocca e del viso. In che senso?  

L’educazione dei comportamenti alimentari è il fattore fondamentale per la crescita e sviluppo della bocca nel rispetto dell’armonia del viso e del sorriso.

Già dai 6 mesi incoraggiare la funzione presa-morso, naturale continuazione dell’allattamento al seno, ha un’efficacia positiva nello sviluppo di bocca e vi- so grazie alla testa in propulsione e la mandibola spinta alla crescita in avanti.

Entro i 12 mesi (presenti 8 incisivi di latte) una alimentazione con cibi variati e ridotti in piccoli pezzi (NON ammorbiditi/rammolliti/semiliquidi) consente alla/al lattante di iniziare già con la masticazione, seppure solo anteriore.  

Intorno ai 2-2.5 anni (erotti tutti i 20 denti di latte), attivando e stimolando l’alimentazione con i cibi duri si daranno delle buone abitudini di mastica-zione per il futuro, ma anche l’elemento determinante per lo sviluppo trasversale dei mascellari. Infatti con mascellari ampi, l’apice della lingua può posizionarsi (sempre) in alto sul palato per dar luogo alla deglutizione di tipo adulto. Se l’equilibrio nelle azioni muscolari del distretto oro-facciale venisse a mancare, le funzioni della masticazione e della deglutizione si esprimono in modo disarmonico ma non avendo – comunque - perso la loro capacità propulsiva nei confronti della crescita, i vettori delle azioni disfunzionali diventeranno inevitabilmente gli artefici di un dismorfismo più o meno grave.    

La masticazione è uno strumento per poter triturare il cibo, nel libro spiega i benefici della masticazione per la salute orale e generale. Ci sintetizza cosa intende?   

La locuzione latina della Scuola Medica Salernitana “la prima digestione avviene in bocca” (Prima digestio fit in ore) sintetizza efficamente lo stretto legame tra masticazione e salute in generale per il fatto che masticare è la prima fase della digestione, che ha inizio proprio dalla bocca. Infatti masticando denti-gengive-muscoli della faccia lavorano in sinergia per ridurre il cibo in piccole particelle per renderlo più digeribile poichè gli enzimi digestivi penetrano facilmente nel bolo. Dunque mettere in atto la masticazione unilaterale alternata - bilanciata su entrambi i lati della bocca - significa prevenire eventuali problemi digestivi; migliorare l’assorbimento dei nutrienti; proteggere le articolazioni della mascella da sovraccarichi.    Poiché masticazione e salute dentale sono strettamente interconnesse, masticando a lungo e lentamente cibi consistenti, si determina un lieve mas-saggio alle gengive ed un meccanismo di pulizia che rimuove dai denti i residui del pasto; si rafforza l’insieme dei tessuti di sostegno del dente; si mantiene l’equilibrio e la funzionalità dell’articolazione temporomandibolare   Se invece non viene data la dovuta importanza alla masticazione corretta, si generano problemi che possono influenzare negativamente sia la salute orale sia il sistema digestivo-muscolare. Purtroppo non è un comportamento raro se, secondo le stime OMS, circa il 30% della popolazione mondiale soffre di problemi legati alla masticazione: i più frequenti sono le difficoltà digestive e le disfunzioni delle articolazioni temporo-mandibolari (ATM).  

In che modo la perdita di denti e la conseguente riduzione della capacità masticatoria possono influenzare la nutrizione?  

Qualsiasi malattia del cavo orale che coinvolga anche i denti ha un impatto sulla masticazione e, di conseguenza, anche a livello sistemico generale. La perdita dei denti, nel limitare fortemente la funzione masticatoria, crea al nostro organismo diversi problemi anche nella fase di digestione: il cibo non correttamente masticato non consente allo stomaco di svolgere al meglio le sue funzioni.  Apparentemente le carenze nutrizionali che si riscontrano, spesso associate ad una pluralità di malattie, sembrerebbero interessare soprattutto la popolazione dei soggetti anziani. Le loro scelte nutrizionali sono influenzate (spesso si aggiungono fattori di natura economica) dalla considerazione che alcuni alimenti sarebbero per loro troppo difficili da masticare. Nella realtà tutti i soggetti che hanno una dentizione incompleta – indi-pendentemente dalla loro età anagrafica - eliminano frutta, verdura, carne (le principali fonti di vitamine/minerali/proteine) perché è la loro ridotta efficienza masticatoria che li porta a non mangiarli. Appare chiaro che, per evitare l’instaurarsi di carenze alimentari più o meno gravi, è decisamente fondamentale cercare di mantenere - il più a lungo possibile – efficiente ed in buona salute l’apparato stomatognatico.

Veniamo agli aspetti negativi della scorretta alimentazione. Qual è la relazione tra alimentazione e malattie parodontali?
 

L’assunzione di cibo può influenzare lo sviluppo del biofilm della placca batterica dentale. Infatti gli studi sugli animali hanno dimostrato che una alimentazione non corretta può influenzare lo sviluppo della gengivite, mentre  studi compiuti sugli essere umani hanno messo in evidenza che soggetti con una dieta ricca di carboidrati hanno sviluppato gengiviti più importanti rispetto ai soggetti che assumevano una dieta povera di carboidrati. Quindi l’insorgenza e la progressione della malattia paradontale sono influenzate dall’equilibrio tra la flora microbica e la risposta dell’ospite. E’ chiaro che nell’equilbrio l’alimentazione assume un ruolo chiave rispetto allo svilupparsi del processo infiammatorio: si è osservato che in diete ricche di carboidrati - soprattutto se raffinati e molto processati  – è associata con grande frequenza l’infiammazione cronica ovvero la malattia parodontale.  

Funzione masticatoria e possibilità di valutazione e connessioni con i disturbi temporomandibolari. Ci spiega le connessioni

A essere colpita in modo particolare dalle gravi conseguenze di una funzione masticatoria deficitaria è l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) dal momento che svolge la funzione di unire il cranio alla mandibola. Il legame intercorrente tra muscoli, denti, mascelle e sistema nervoso è molto più stretto di quanto si potrebbe sommariamente pensare. Perciò,  anche per quel che riguarda i disturbi temporo-mandibolari, bisognerebbe procedere alla sostituzione dei denti mancanti con eventuale soluzione implantare e/o protesica per ridare la più completa efficienza alla funzione masticatoria.
E’ d’obbligo sottolineare anche che i cambiamenti che interessano la articolazione temporo-mandibolare potrebbero dare luogo all’insorgenza di dolori ai muscoli facciali, che sono destinati ad aggravarsi con il passare del tempo. Inoltre non è nemmeno da escludere una importante e pericolosa perdita di massa ossea, che potrebbe drasticamente far diminuire le probabilità di una risoluzione che preveda l’inserimento osseo di impianti.

Il dentista e l’igienista dentali devono diventare anche nutrizionisti, consigliare il tipo di alimentazione a seconda della salute orale del singolo paziente? Quali consigli può dargli?  

L’odontoiatra e l’igienista dentale spesso forniscono raccomandazioni alimentari perché la dieta gioca un ruolo fondamentale sulla salute orale: gli alimenti che vengono consumati possono contribuire allo sviluppo di carie/ malattie gengivali/altri problemi dentali oppure, al contrario, possono aiutare a prevenirli.  Quindi queste due figure professionali, in considerazione delle condizioni di salute orale di ogni loro paziente, possono consigliare quali cibi sono più adatti per stimolare la masticazione e la produzione di saliva e quali invece sono in assoluto da evitare.   Questi sanitari dovranno consigliare in particolar modo cibi contenenti calcio e fosforo (latte/formaggio/yogurt/pesce) perchè rafforzano lo smalto dei denti; alimenti ricchi di fibra (frutta come mele e pere e verdure crude come carote e sedano) perché stimolano la produzione di saliva che è un detergente naturale per la bocca; l’idratazione con l’acqua perchè consente di mantenere un flusso di saliva adeguato ed aiuta a pulire la bocca dai residui di cibo.  Al contrario sconsiglieranno soprattutto gli zuccheri per il fatto che, quando i batteri nella bocca si nutrono di zuccheri, producono acidi erosivi dello smalto dei denti da cui possibili carie così come i carboidrati raffinati perché in bocca si trasformano in zuccheri e come tali producono gli stessi effetti.  

Il libro non parla solo di alimentazione e salute orale ma di come l’impatto del cibo si riversi su tutto il corpo. Perché i professionisti che si occupano di salute ma non di alimentazione dovrebbero leggerlo?  

Perché il testo affronta l’argomento sull’impatto del cibo nel corpo umano nella sua interezza con l’occhio del medico che si concentra sull’individuo come unità complessa ed interconnessa nelle fasi di passaggio dalla nascita fino alla vecchiaia. Perché gli esperti hanno svolto gli argomenti in maniera rigorosamente scientifica mettendo, comunque, in discussione anche miti e leggende - oggi etichettate come fake news - che troppo spesso aleggiano intorno all’argomento cibo. Perché la conoscenza è l’arma più efficace per favorire una maggiore integrazione verso una cultura aperta alla collaborazione inter-settoriale, strumento essenziale per un approccio più globale alla promozione della salute ed alla prevenzione delle malattie.
    
   

A questo link informaizoni sul libro: FOOD, EATING AND NUTRITION: A MULTIDISCIPLINARY APPROACH

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