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04 Marzo 2026

La nuova ASSO guidata da Gaetano Calesini

Tre progetti chiari da portare a termine, allargare il numero di società scientifiche federate ed un ultimo obiettivo: consegnare al prossimo presidente una ASSO più credibile, più ampia e con una metodologia di lavoro solida

Nor. Mac.

Gaetano Calesini

Durante l’assemblea del gennaio scorso, ASSO (Associazione Società Scientifiche Odontoiatriche) ha eletto il prossimo presidente (prof.ssa Paola Ceruti) mentre quello designato è entrato in carica con il nuovo esecutivo. Il nuovo presidente ASSO per il biennio 2026-2027 è il dott. Gaetano Calesini (AIOP), questi gli altri componenti dell’Esecutivo: Vice Presidente dott. Aniello Mollo (AIE); Tesoriere dott. Alessandro Fiorini (AIC); Segretario dott. Claudio Di Gioia (SIdP); Consigliere dott. Marco Annunziata (IAO); Consigliere Prof. Camillo D’Arcangelo (SIDOC); Consigliere dott.ssa Katia Greco (SIE). Abbiamo sentito il presidente Calesini (nella foto) per capire come si muoverà ASSO nei prossimi 2 anni.

Presidente Calesini, qual è oggi il ruolo delle Società scientifiche nell’odontoiatria italiana?

Le Società scientifiche sono la memoria critica e il motore di innovazione della professione. Non difendono corporazioni né rappresentano élite specialistiche: producono, valutano e trasmettono conoscenza clinica con criteri rigorosi e indipendenti. In un contesto come quello odontoiatrico segnato da evoluzione tecnologica, nuovi materiali, nuovi modelli professionali, senza questo presidio il rischio è che la clinica insegua le mode più che le evidenze. Le otto società che compongono ASSO (AIC, AIE ,AIOP, IAO ,SIE ,SIDOC ,SIDP  e SIPRO) coprono quasi tutto lo spettro delle competenze odontoiatriche e garantiscono che dietro ogni linea guida o aggiornamento professionale, ma anche il singolo Congresso, vi sia un processo scientifico verificabile. È questo che genera fiducia per pazienti, istituzioni, fondi integrativi e assicurazioni.

Perché il coordinamento tra Società scientifiche è così importante, oggi più che in passato?

Perché la complessità clinica è diventata trasversale. Molti pazienti — dall’anziano fragile al politrattato — non possono essere affrontati con una sola lente specialistica. Servono risposte interdisciplinari che nessuna società può produrre da sola. ASSO è il luogo in cui queste competenze si incontrano. C’è poi un motivo istituzionale: decisioni rilevanti per la professione vengono prese in sedi dove una voce unitaria avrebbe un peso maggiore. Non basta dire di rappresentare l’eccellenza: occorre produrre strumenti utili che il sistema possa effettivamente usare.

Come si posiziona ASSO nel confronto con Ordini, università, sindacati e politica sanitaria?

Con chiarezza di ruoli e rispetto dei confini. FNOMCeO e CAO sono i garanti istituzionali per i pazienti, hanno responsabilità normative e disciplinari che ASSO non invade. ASSSO può però fornire contenuti scientifici robusti per sostenere le loro decisioni. Con le Università il rapporto è naturale, la formazione si basa su conoscenze aggiornate e il glossario terminologico che stiamo costruendo ne sarà un supporto diretto. Con ANDI e AIO ASSO può offrire la base scientifica che rafforza le trattative sindacali. Con la politica, infine, ASSO non esercita pressioni, mette a disposizione competenze tecniche quando servono per comprendere la realtà clinica del Paese. Purtroppo non siamo ancora riusciti, come ASSO, a costruirci la credibilità istituzionale necessaria per essere considerati almeno utili, se non indispensabili. E mi riferisco all’esclusione di ASSO dal tavolo ministeriale sul nomenclatore nel 2025. Le singole Società scientifiche federate erano presenti a quel tavolo, questo ha dimostrato che la qualità delle nostre componenti non era in discussione, lo è stata la nostra capacità di agire come soggetto unitario con un contributo proprio e riconoscibile.

Su cosa si concentrerà il suo mandato?

Su tre obiettivi chiari e approvati all’unanimità: l’ampliamento della base federata; il glossario condiviso dell’odontoiatria composto da 750 termini selezionati con metodologia Delphi che sarà presentato il prossimo anno nell’Assemblea di gennaio, e un documento di consenso multidisciplinare, elaborato con metodologia GRADE su un tema clinico trasversale che solo una federazione può affrontare con piena autorevolezza. Un lavoro che solo ASSO può fare.

Perché proprio questi tre obiettivi?

Perché superano tre criteri fondamentali: risultati misurabili, aumento della credibilità istituzionale e sostenibilità con le risorse reali di ASSO. Il glossario, in particolare, è qualcosa che nessuna Società scientifica potrebbe realizzare da sola: rappresenta il valore aggiunto del coordinamento. Il documento di consenso, inoltre, potrà diventare una base per future linee di indirizzo nazionali, contribuendo a rafforzare la tutela medico-legale dei professionisti.

Risorse limitate, obiettivi ambiziosi: chi fa concretamente il lavoro?

Lo fanno professionisti che dedicano tempo e competenze gratuitamente. Il motore è la Commissione editoriale, coordinata dalla prof.ssa Federica Fonzar, che gestisce la raccolta terminologica, il processo Delphi e la supervisione metodologica del documento di consenso. È grazie a questo lavoro volontario, strutturato e competente che il mandato è realizzabile. Proprio per valorizzare il loro impegno, abbiamo scelto di concentrare tutte le energie su progetti che fanno la differenza.

Come garantite la trasparenza alle Società federate?

Con una governance rinnovata: rendicontazioni quadrimestrali dettagliate seguite da una video call con tutti i presidenti. In queste sedi condividiamo dati economici e indicatori di avanzamento. La piena autonomia operativa del direttivo è bilanciata da una rendicontazione puntuale: chi ci affida il mandato ha il diritto di sapere esattamente come lo stiamo realizzando.

Come immagina la continuità dei progetti oltre il 2027?

Il mandato è biennale e non rinnovabile, ma i progetti sono costruiti per durare. Vogliamo consegnare alla presidente eletta, Paola Ceruti, strutture operative funzionanti, documentazione completa e lavori in stato avanzato. Il glossario debutterà a gennaio 2027; il documento di consenso seguirà un percorso di pubblicazione volutamente più lungo. La continuità non sarà un atto formale, ma un passaggio naturale.

Infine l’ultima domanda che potrebbe essere anche la prima: dove vuole portare ASSO entro la fine del 2027?

In una posizione in cui i risultati parlino da soli. Vorrei che ogni professionista potesse usare il glossario nella pratica clinica, che le Università lo adottassero nella didattica, che fondi integrativi, assicurazioni e CAO lo citassero nei propri documenti. Vorrei che il documento di consenso fosse pubblicato su una rivista indicizzata e diventasse un riferimento clinico. E vorrei che almeno due nuove Società scelgano di aderire alla federazione. Se questi obiettivi saranno raggiunti, consegneremo al prossimo presidente una ASSO più credibile, più ampia e con una metodologia di lavoro solida. Non poco, per un biennio costruito soprattutto sul lavoro volontario. 


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